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CHI DETIENE IL POTERE NELL'ARTE OGGI IN ITALIA? CHI SONO I PROTAGONISTI DELL'ARTE CONTEMPORANEA?
A te il giudizio e la decisione
Cari amici, quest'anno Flash Art, con la collaborazione degli specialisti, degli addetti ai lavori e dei semplici appassionati, ma soprattutto con la vostra collaborazione, intende stilare la graduatoria dei "Cento personaggi dell'arte contemporanea più importanti, autorevoli e influenti oggi in Italia". Ognuno di voi può indicare una lista che include fino a dieci nomi (chi vorrà potrà assegnare un punteggio da 1 a 10 per ogni nominativo indicato) dei personaggi più autorevoli operanti oggi nel sistema dell'arte italiano. Questi personaggi dovranno essere gli operatori dell'arte: artisti, critici, curatori, galleristi, collezionisti. Insomma, chiunque a vostro avviso esercita un potere o ha un’influenza culturale, politica o economica significativa. Si prega cortesemente di evitare amici locali o personaggi folcloristici che non hanno alcuna influenza su artisti, gallerie, istituzioni, ecc. a livello nazionale. Il nostro sondaggio intende rappresentare un vero spaccato sul reale POTERE NELL'ARTE DI OGGI IN ITALIA e individuare coloro che svolgono un ruolo importante nel determinare il successo di un artista, di una galleria, di un museo. Per cercare di capire meglio, assieme a noi, il sistema dell'arte in Italia.
A mio avviso i personaggi più autorevoli in Italia sono:
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Gino
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mercoledì 2 dicembre 2009
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L'accorato e doloroso invito di un padre al proprio figlio
Quante volte a giovani artisti o critici che mi interpellavano sul loro possibile futuro nell'arte, consigliavo di studiare o traferirsi a lavorare all'estero? E quante lettere denigratorie o di insulti ho ricevuto da interlocutori poco accorti e soprattutto per nulla informati, che mi accusavano di essere filo americano o filo anglosassone e comunque un anti italiano? Questa accorata e commovente lettera di un padre, che per l'occasione è anche un importante manager e intellettuale, PIER LUIGI CELLI, pubblicata da laRepubblica.it è purtroppo la conferma di quello che da anni e anni (quasi trenta, credo) vado scrivendo: e cioè che l'Italia è un paese con le istituzioni alla deriva, in cui solo la mediocrità, il nepotismo e la corruzione vengono premiati. E dove la qualità, l'impegno, la serietà (in tutti i campi e settori della vita pubblica e privata) vengono penalizzati. Mi conforta ahimè non essere il solo a condividere queste convinzioni: e soprattutto che a lanciare questo grido di allarme e di dolore sia un manager e un intellettuale illuminato come Pier Luigi Celli, che oltre ad essere uno scrittore raffinato è anche amante dell'arte e amico di artisti. Quella che segue è anche la lettera che avrei voluto scrivere io a mia figlia e a tutti i giovani come lei, ma non ne ho mai avuto il coraggio. Giancarlo Politi giancarlo.politi@tin.it
Il direttore generale della Luiss 'Avremmo voluto che l'Italia fosse diversa e abbiamo fallito'
"Figlio mio, lascia questo Paese" di PIER LUIGI CELLI
Figlio mio, stai per finire la tua Università; sei stato bravo. Non ho rimproveri da farti. Finisci in tempo e bene: molto più di quello che tua madre e io ci aspettassimo. È per questo che ti parlo con amarezza, pensando a quello che ora ti aspetta. Questo Paese, il tuo Paese, non è più un posto in cui sia possibile stare con orgoglio.
Puoi solo immaginare la sofferenza con cui ti dico queste cose e la preoccupazione per un futuro che finirà con lo spezzare le dolci consuetudini del nostro vivere uniti, come è avvenuto per tutti questi lunghi anni. Ma non posso, onestamente, nascondere quello che ho lungamente meditato. Ti conosco abbastanza per sapere quanto sia forte il tuo senso di giustizia, la voglia di arrivare ai risultati, il sentimento degli amici da tenere insieme, buoni e meno buoni che siano. E, ancora, l'idea che lo studio duro sia la sola strada per renderti credibile e affidabile nel lavoro che incontrerai. Ecco, guardati attorno. Quello che puoi vedere è che tutto questo ha sempre meno valore in una Società divisa, rissosa, fortemente individualista, pronta a svendere i minimi valori di solidarietà e di onestà, in cambio di un riconoscimento degli interessi personali, di prebende discutibili; di carriere feroci fatte su meriti inesistenti. A meno che non sia un merito l'affiliazione, politica, di clan, familistica: poco fa la differenza.
Questo è un Paese in cui, se ti va bene, comincerai guadagnando un decimo di un portaborse qualunque; un centesimo di una velina o di un tronista; forse poco più di un millesimo di un grande manager che ha all'attivo disavventure e fallimenti che non pagherà mai. E' anche un Paese in cui, per viaggiare, devi augurarti che l'Alitalia non si metta in testa di fare l'azienda seria chiedendo ai suoi dipendenti il rispetto dell'orario, perché allora ti potrebbe capitare di vederti annullare ogni volo per giorni interi, passando il tuo tempo in attesa di una informazione (o di una scusa) che non arriverà. E d'altra parte, come potrebbe essere diversamente, se questo è l'unico Paese in cui una compagnia aerea di Stato, tecnicamente fallita per non aver saputo stare sul mercato, è stata privatizzata regalandole il Monopolio, e così costringendo i suoi vertici alla paralisi di fronte a dipendenti che non crederanno mai più di essere a rischio.
Credimi, se ti guardi intorno e se giri un po', non troverai molte ragioni per rincuorarti. Incapperai nei destini gloriosi di chi, avendo fatto magari il taxista, si vede premiato - per ragioni intuibili - con un Consiglio di Amministrazione, o non sapendo nulla di elettricità, gas ed energie varie, accede imperterrito al vertice di una Multiutility. Non varrà nulla avere la fedina immacolata, se ci sono ragioni sufficienti che lavorano su altri terreni, in grado di spingerti a incarichi delicati, magari critici per i destini industriali del Paese. Questo è un Paese in cui nessuno sembra destinato a pagare per gli errori fatti; figurarsi se si vorrà tirare indietro pensando che non gli tocchi un posto superiore, una volta officiato, per raccomandazione, a qualsiasi incarico. Potrei continuare all'infinito, annoiandoti e deprimendomi.
Per questo, col cuore che soffre più che mai, il mio consiglio è che tu, finiti i tuoi studi, prenda la strada dell'estero. Scegli di andare dove ha ancora un valore la lealtà, il rispetto, il riconoscimento del merito e dei risultati. Probabilmente non sarà tutto oro, questo no. Capiterà anche che, spesso, ti prenderà la nostalgia del tuo Paese e, mi auguro, anche dei tuoi vecchi. E tu cercherai di venirci a patti, per fare quello per cui ti sei preparato per anni.
Dammi retta, questo è un Paese che non ti merita. Avremmo voluto che fosse diverso e abbiamo fallito. Anche noi. Tu hai diritto di vivere diversamente, senza chiederti, ad esempio, se quello che dici o scrivi può disturbare qualcuno di questi mediocri che contano, col rischio di essere messo nel mirino, magari subdolamente, e trovarti emarginato senza capire perché.
Adesso che ti ho detto quanto avrei voluto evitare con tutte le mie forze, io lo so, lo prevedo, quello che vorresti rispondermi. Ti conosco e ti voglio bene anche per questo. Mi dirai che è tutto vero, che le cose stanno proprio così, che anche a te fanno schifo, ma che tu, proprio per questo, non gliela darai vinta. Tutto qui. E non so, credimi, se preoccuparmi di più per questa tua ostinazione, o rallegrarmi per aver trovato il modo di non deludermi, assecondando le mie amarezze.
Preparati comunque a soffrire.
Con affetto, tuo padre PIER LUIGI CELLI
L'autore è stato direttore generale della Rai. Attualmente è direttore generale della Libera Università internazionale degli studi sociali, Luiss Guido Carli. (30 novembre 2009)
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martedì 8 dicembre 2009
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Eva Kot'átková
House Arrest
Inaugurazione: Mercoledì, 9 Dicembre ore 19:00 CONDUITS Viale Stelvio, 66 20159 - milano IT T. +39 026883470
Nella mostra House Arrest ho voluto creare un'atmosfera di costrizione, uno stato fisico e mentale forzato che spesso viene instaurato dal rapporto tra genitori e figli, insegnante e allievi. Questo stato su cui sto concentrando il mio lavoro avrebbe un significato molto più vasto sebbene sia contenuto in quattro mura, soffitto e pavimento e spesso isolato dal mondo esterno. Operando con oggetti ed elementi che mi circondano, cerco e miro al loro utilizzo specifico, provando (spesso senza successo) a trovare una mia posizione nel loro interno.
La ricerca di un cortile per la ricreazione intimamente conosciuto puù rivelarsi un gioco pericoloso. Sconvolgere la funzione degli oggetti che sono la base della nostra quotidianità può portare ad una caduta drastica. Io non sono così coraggiosa, ovviamente, ma cerco di destabilizzare le nostre certezze. L'atmosfera di isolamento, la mancanza di comunicazione, il ruolo dello spazio domestico in contrasto con una certa struttura sociale dell'individuo diventano spesso le tematiche del mio lavoro.
House Arrest è un progetto composto da diversi media, oltre che da installazioni che interagiscono con il pubblico: disegni, schizzi, azioni, performance, oggetti disegnati intorno al corpo. I lavori presenti nella mostra sono parte di questa serie.
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Gino
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lunedì 14 dicembre 2009
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NASCE A ROMA L'ARCHIVIO FRANCO ANGELI
Roma ottobre 2009: nasce per volontà della figlia Maria Angeli, l’Archivio dedicato a Franco Angeli, in forma di associazione culturale che raccoglie tutta la documentazione sull’attività dell’artista, impegnandosi a tutelarne l’opera, a promuoverne la ricerca e la conoscenza e a realizzare il catalogo ragionato digitale delle opere.
L’Archivio Franco Angeli è così costituito:
Comitato d'Onore: Livia Massimo Lancellotti, Otello Angeli, Enrico Castellani e Emilio Mazzoli. Al Comitato d'Onore aveva aderito con entusiasmo Fabio Mauri Comitato Scientifico: Luca Massimo Barbero, Laura Cherubini e Giorgio Verzotti Comitato Tecnico: Maria Angeli, Laura Cherubini, Giancarlo Limoni, Memmo Mancini e Giorgio Verzotti Consulente per la documentazione video: Franco Angeli Coordinamento organizzativo: Sauro Bocchi Segreteria/ archiviazione: Sibilla Panerai
Al fine di garantire l’autenticità delle opere in circolazione, l’Archivio Franco Angeli collabora con musei, istituzioni culturali, gallerie d’arte e collezionisti conducendo l’attività di perizia, archiviazione e rilascio dell’autentica, senza fini di lucro.
Si invita pertanto ad inviare la documentazione necessaria alla catalogazione delle opere in possesso, che consiste in una riproduzione fotografica e nella scheda di archiviazione (disponibile sul sito) da compilare in ogni sua parte, con la storia e la provenienza dell’opera.
L’Archivio provvederà alla digitalizzazione delle opere autentiche, accessibili on-line.
L’Archivio si propone di essere un punto di riferimento per esperti e studiosi, in grado di fare nuova e più chiara luce sul prezioso percorso artistico e personale di Franco Angeli.
Info:
Archivio Franco Angeli Via di San Pantaleo, 66 00186 Roma Tel-Fax +39 06 68308121
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mercoledì 16 dicembre 2009
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09:03
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Flash Art Italia 279 - dicembre 09 / gennaio 2010
IN LIBRERIA E IN EDICOLA Flash Art Italia Nr. 279: la parola a una nuova categoria di operatori che da qualche anno si è infiltrata autorevolmente nel sistema dell'arte, gli Art Advisor, in un'inchiesta che indaga le dinamiche del mercato dell'arte e del collezionismo oggi; una attualissima rilettura del mitico movimento Fluxus, padre di tutte le avanguardie, attraverso gli scritti e i ricordi di Willem de Ridder testimone storico del movimento che partecipò agli eventi di Fluxus sin dai primordi; e una intervista al compositore e musicista "cult"La Monte Young, fiancheggiatore iniziale di Fluxus, realizzata da Riccardo Sgarbi in occasione di Documenta 1972. Cristiana Perrella ripercorre tra poesia e militanza, i momenti cruciali della carriera artistica e della vita dell'americana Nancy Spero, recentemente scomparsa. Marco Senaldi intervista Mark Lewis, reduce dalla partecipazione al Padiglione canadese della 53ma Biennale di Venezia, mentre Laura Cherubini dialoga con l'icona della danza contemporanea Trisha Brown.
Si prosegue con un'indagine fenomenologica di Andrea Bruciati sull'attuale produzione plastica in Italia. Nel testo "Diciottomilanovecento" Francesco Arena, Marco Belpoliti e Stefano Chiodi ricordano due momenti tragici della storia italiana, mentre pittura, colore e percezione sono i motivi chiave della conversazione tra Lorenzo Bruni e Paolo Parisi. La performance è invece il linguaggio prediletto da Francesca Grilli e da Cristian Chironi, intervistati rispettivamente da Andrea Lissoni e da Francesca Cogoni. Non è un equivoco ma un progetto speciale il testo tutto verde dell'intervista di Antonio Grulli a Italo Zuffi. "Collezionate, qualcosa resterà (forse)" suggerisce Pierluigi Sacco nella sua abituale rubrica “Money for Nothing?”. Infine, i nuovi talenti del Brand New: Stefano Mandracchia, Gabriele Porta, Francesca Rivetti e Maia Sambonet. E naturalmente la consueta dose di spotlight, recensioni e flash reviews da tutta Italia. E come sempre la seguitissima rubrica di LETTERE AL DIRETTORE.
Non perdetevi questo numero di Flash Art. Che poi dal prossimo numero diventerà mensile. Buona lettura.
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mercoledì 16 dicembre 2009
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Appuntamento da Cardi Black Box mercoledì 16 dicembre alle ore 18.30, per la Conversation#2.
La Galleria, dove è attualmente in corso la mostra Produzione Bayrle, personale dell’artista tedesco Thomas Bayrle, è lieta di presentare un nuovo incontro aperto al pubblico.
Protagonisti: Thomas Bayrle, Wolf Singer, scienziato e direttore del Max Planck Institute di Francoforte e Giulio Giorello, filosofo della scienza all’ Università degli Studi di Milano.
Conversation#2 si svilupperà a partire dal dialogo tra il Prof. Singer e Thomas Bayrle sul rapporto tra il cervello, studiato dal punto di vista scientifico, e l’approccio visivo e concettuale sperimentato negli anni dall’artista. Secondo la teoria rivoluzionaria dello scienziato tedesco il cervello è costituito da infinite catene di cellule prive di una vera e propria gerarchia o localizzazione specifica: teoria che richiama la costruzione delle immagini nell’opera di Bayrle. La presenza del Prof. Giorello, con la sua esperienza tra matematica e filosofia, fa da ponte di unione tra queste due discipline suggerendo la possibilità di nuove interpretazioni e contaminazioni.
La Conversation avverà in lingua inglese.
Le Conversation# di Cardi Black Box sono un ciclo di incontri in forma di dialogo libero, dedicati a temi
della contemporaneità e ispirati dal programma espositivo della galleria, senza perdere di vista il dibattito culturale e i fatti di attualità. In galleria di alternano ospiti diversi: artisti, critici, giornalisti, intellettuali ed esponenti del mondo della cultura, della musica e della scienza. La loro interazione dà origine a una conversazione nella quale viene coinvolto anche il pubblico: non semplice ascoltatore ma protagonista al quale è chiesto di intervenire con domande e osservazioni.
Chi sono i protagonisti:
Thomas Bayrle, figura seminale in Germania assieme ad artisti come Sigmar Polke e Gerhard Richter, è considerato il pioniere del movimento Pop tedesco, nonostante il suo approccio all’iconografia del consumismo di massa sia per certi versi ideologicamente diverso. L’artista degli artisti, come è spesso definito visto il suo fondamentale ruolo di insegnante e mentore alla Staedelschule di Francoforte, dal 1960 Bayrle ha realizzato un ricchissimo corpus di lavoro influenzato anche dalle sue sperimentazioni con musica, design, editoria, grafica e attivismo politico.
Wolf Singer dopo gli studi di medicina a Monaco e Parigi dal 1981 è il direttore del Max Planck Institute for Brain Research a Francoforte. Nel 2004 fonda l’ Ernst Strüngmann Institute (ESI) per le scienze cognitive di cui è anche direttore. La sua ricerca è basata sullo studio dei processi cognitivi e sui legami neuronali. Dal 1997 Bayrle e Singer sono stati in contatto realizzando insieme alcuni progetti come quello per il Laboratory show in Antwerp (1997).
Giulio Giorello è un filosofo della scienza, studioso di storia della scienza e di storia delle matematiche. Laureato in filosofia nel 1968 e in matematica nel 1971 presso l’Università degli Studi di Milano, ha concentrato i suoi interessi sullo studio delle discipline fisico-matematiche e sulle tematiche del cambiamento scientifico e delle relazioni tra scienza, etica e politica.
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Gino
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mercoledì 16 dicembre 2009
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Lettere al Direttore pubblicate su Flash Art n.279
leggo con interesse la lettera che Luca Bertoloti invia lamentandosi di me in quanto
responsabile della diffusione della cattiva pittura in Italia. Faccio per una volta eccezione al precetto suggeritomi dal grande Giampiero Mughini (non si scrivono mai
lettere ai giornali in quanto non vengono retribuite) e ti segnalo che l’amico Bertolo
mi è stato segnalato e raccomandato da piu' parti nei mesi in cui preparavamo, io e Beatrice, la famosa lista veneziana. Domanda: Ma se l’avessimo invitato, si sarebbe espresso con gli stessi termini?
mi è capitato di vedere sul catalogo 2010 di una ditta di complementi di arredo la riproduzione fotografica del lavoro di un’artista di nome Katarzyna Kozyra che si intitola The Pyramid of Animals del 1993. Si tratta di un cavallo con sopra un cane con sopra un gatto e infine un gallo...mi è venuto alla mente l’opera di Maurizio Cattelan Love Saves Life del 1997: un asino con sopra un cane con sopra un gatto con sopra un gallo! Diciamo che al posto del cavallo c’è l’asino...
lei dice che la sua rivista non chiede soldi per presentare giovani artisti, ma dice anche che sono i vostri “Agenti” a trovare le persone adatte o piu qualificate, non so se si tratti di casualità o di raccomandazioni, ma di sicuro non è poi così facile venire a contatto con queste persone se non si fa parte del giro, con le sue parole forse voleva dimostrare che il talento, quando è tale, abbatte il mercato e non vi è piu il bisogno…
il mese scorso sono stato invitato al vernissage di una giovane artista francese che si
chiama Emmanuelle Villard dalla galleria Artema di Modena e debbo confessarti che
le opere mi hanno trasmesso forti emozioni da tempo sopite; la serata ha visto la partecipazione in qualità di curatore del Prof. Luca Beatrice, il quale ha anche…
"Della pittura, popolare e nobilissima arte" La nuova pubblicazione di Sandro Chia a cura di Achille Bonito Oliva pagine 152 - colori. Acquista online – clicca qui!
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Gino
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lunedì 28 dicembre 2009
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Benvenuta la nomina di Andrea Bellini (e ahimé, di Beatrice Merz) come direttore al Castello di Rivoli
A proposito di lettere di protesta e di raccolta firme (vedi qui di seguito) sulle nomine di Andrea Bellini e di Jens Hoffmann e poi di Beatrice Merz al Castello di Rivoli.
Che la procedura sia stata un po' insolita è fuori discussione, ma si deve anche pensare che noi viviamo in un paese insolito e anomalo. Siamo infatti il solo paese occidentale dove non esiste una autonomia della cultura e dell'arte e dove le nomine sono sempre e tutte politiche. Lo dimostrano le chiamate dall'alto di Presidenti della Biennale di Venezia, di curatori del Padiglione Italia, della Quadriennale di Roma e di tutti, dico tutti i musei o gallerie civiche o istituzioni culturali nazionali. Nemmeno nella Russia dei Soviet l'ingerenza politica nei confronti della cultura era così capillare, oppressiva e intransigente. Il privato poi non si comporta meglio: vedi curatori di musei che aprono gallerie d'arte private, giornalisti e curatori, anche onnipotenti, che autorecensiscono sui media dove collaborano eventi da loro organizzati; oppure lo scambio di favori (divenuto ormai una vera consuetudine) di scrivere per la mostra dell'amico oggi, affinché domani lui scriverà per la mia. Insomma, nessun paese al mondo, sotto questo profilo, è fuori legge o fuori norma come l'Italia. Con le sue anomalie, corruzioni, conflitti di interesse piccoli e grandi. L'opinione pubblica è indirizzata solo contro Berlusconi per far dimenticare la ragnatela del conflitto di interessi e della corruzione che ci circonda, ci avvolge, ci sommerge…
Pretestuoso il moralismo sul Castello di Rivoli
Mi sembra pertanto pretestuoso o ingenuo moralismo puntare il dito sull'anomala vicenda del Castello di Rivoli. La procedura del Castello di Rivoli è semplicemente la norma italiana. Chi ha mai tentato la raccolta di firme contro la nomina del Presidente della Biennale di Venezia? O della Quadriennale di Roma? E allora perchè accanirsi solo contro il Castello di Rivoli? Seppure io ritenga improprio che l'Assessore alla cultura di Torino si sia inserito pesantemente in questa vicenda, penso anche (per fortuna) che la scelta di Andrea Bellini sia la migliore possibile. Non vi è dubbio e non è contestabile. Il Castello di Rivoli, che per taluni è il museo più importante in Italia, in realtà non ha alcun ruolo o prestigio internazionale. è inutile che i torinesi si illudano: Rivoli è una gioiosa macchina mangia soldi, con una collezione parzialissima e prevalentemente italiana (in buona parte torinese) e un programma poco visibile e sempre di secondo piano. Ed è una Istituzione attualmente velleitaria, obsoleta e senza alcuna autorità culturale (in Italia meglio, per la loro attività e serietà e ruolo sociale di informazione, la GAMeC di Bergamo e il MAMbo di Bologna; o la Fondazione Sandretto Re Rebaudengo a Torino). Tutti gli osservatori internazionali da me incontrati (e sono tanti) confermano questa tesi: al di fuori dell'Italia il Castello di Rivoli non esiste.
Il nuovo direttore dovrà avere un ruolo manageriale e saper cercare fondi
Il nuovo direttore se vorrà dare un volto e una caratura a Rivoli, dovrà ritagliarsi un ruolo manageriale e operare soprattutto nel fundraising. Cioè cercare fondi per ampliare la collezione e per organizzare due tre mostre significative all'anno (magari affidate a curatori esterni qualificati). E dare visibilità, una forte visibilità, in ambito specialistico. Chi meglio di Andrea Bellini, buon conoscitore del territorio, della politica locale e forse anche di eventuali risorse e sponsor, potrebbe assolvere questo compito? Non certo il riluttante Jens Hoffmann, curioso curatore di nicchia, ma inabile organizzatore (perchè non chiedere un parere su di lui alle Istituzioni dove ha lavorato?). Io lo conosco bene da sempre: ha iniziato la propria attività di critico collaborando a Flash Art: e sconosciutissimo a tutti, l'ho invitato come curatore alla Biennale di Tirana nel 2001. Ma come curatore speciale, non come direttore. Bene, anzi benissimo che non abbia accettato Rivoli, anche se ahimé, io non comprendo la necessità di sperperare denaro e alimentare gelosie e rivalità, nominando due direttori. I soliti compromessi all'italiana. Perchè non un solo direttore con un contratto biennale e poi vedere? Andrea Bellini da solo sarebbe più che sufficiente: buon conoscitore della scena internazionale e del sistema delle gallerie private, italiane e straniere, senza le quali oggi non riesci ad organizzare nulla. Sono infatti le gallerie private che gestiscono il lavoro degli artisti e senza il cui beneplacito (ma soprattutto supporto finanziario) oggi nessun museo potrebbe operare.
In questo caso il bicchiere è mezzo pieno
Smettiamola dunque di lamentarci e cerchiamo di apprezzare ciò che di positivo è arrivato attraverso questa nomina, discutibile nella forma ma non nella sostanza (ma non dimentichiamo che in politica tutto nasce dal compromesso, cioè dalla mediazione: la Costituzione Italiana, nata dagli accordi tra cattolici e comunisti, è stato il primo grande esempio di compromesso del dopoguerra. L'attuale riforma sanitaria di Obama è il classico compromesso di realpolitik). Guardiamo per una volta il bicchiere mezzo pieno. Quello mezzo vuoto lasciamolo ai moralisti detrattori e livorosi, ai gufatori di professione. Io da sempre mi batto contro il grossolano potere politico e la sua voracità tutta italiana, ma in questo caso l'assessore Gianni Oliva (il nome è una garanzia, come direbbe Gino De Dominicis) ha scelto bene, la sua determinazione ha portato al miglior risultato oggi possibile. E allora cosa si vuole ancora? Perchè in giro e disponibile per il Castello di Rivoli oggi non c'è nessun direttore più idoneo, informato e dinamico di Andrea Bellini. Egli è il solo che potrebbe cercare di portarlo fuori dal cono d'ombra.
Il bravo direttore di Museo non dovrebbe essere l'intellettuale puro ma il manager colto e liberal, il politico raffinato con forte propensione alla socievolezza
Perchè qui da noi ci si dimentica che il grande direttore di museo non dovrebbe essere l'intellettuale duro e puro, il critico inflessibile tutto casa e chiesa ma il grande lavoratore, l'organizzatore, il mediatore insaziabile, il conoscitore dell'arte, del suo sistema e delle leggi che la governano. Penso ai mitici Alfred H. Barr Jr. del MoMA o agli olandesi Willem Sandberg o Edy De Wilde dello Stedelijk di Amsterdam o a Pontus Hultén che diede inizio al Moderna Museet di Stoccolma e creò il Centre Pompidou e il MOCA di Los Angeles: uomini di grandissimo spessore, grandi conoscitori di arte e di uomini, ma anche politici raffinati, navigati, socievolissimi). Se analizziamo bene la storia recente, dobbiamo ritenere che l'ultimo grande direttore è stato Thomas Krens del Guggenheim di New York. è lui che ha continuato l'era dei direttori intellettuali e manager. Ed è stato lui il grande protagonista del fundraising e del franchising globale. Anche se credo non abbia mai organizzato una mostra in prima persona: eppure ha lasciato il segno indelebile del suo passaggio nel secolo scorso. E Andrea Bellini potrebbe essere la persona meno lontana da questi identikit: lui è il solo che ormai conosce questi meccanismi, a differenza degli altri giovani e inesperti antagonisti che predicano bene e razzolano molto male. Andrea dovrà solo moderare il suo forte ego curatoriale e le sue onnipresenti ambizioni critiche per dedicarsi invece alla rianimazione e riorganizzazione di un malato terminale.
E' vero, Andrea Bellini ha incrementato i favoritismi verso gli amici ma ha anche riqualificato Artissima
Io un rimprovero ad Andrea dovrei però farlo. Nella sua accorta regia di Artissima ha accentuato il centro di potere e di favori per i soliti noti, amici suoi, amici dei suoi amici, dei membri del Consiglio direttivo della fiera, verso cui si sono indirizzati segnalazioni, premi, acquisti. E di aver invitato ad Artissima gallerie non ancora aperte (Chert e Feinkost di Berlino tra le altre) mentre escludeva (per favorire i suoi amici di Torino e di Milano) per due anni consecutivi ottime galleristi come Riccardo Crespi, tra le più curiose e originali del panorama italiano. Però riconosco anche che Artissima è, grazie a lui, diventata una fiera d'arte di ricerca con una sua energia e fisionomia. Che speriamo ora non perda.
Giancarlo Politi
Chiunque voglia esprimere un'opinione può scrivere a: giancarlo.politi@tin.it
Oggetto: lettera aperta sulla vicenda di rivoli: raccolta firme
Caro/a, la maniera con cui è stata gestita la selezione per la nuova direzione del Castello di Rivoli lascia tutti amareggiati e indignati. In queste ore numerosissime sono le critiche su forum, portali d'arte, facebook, via sms, telefono, ecc. In modo che la nostra opinione e il nostro disappunto non si disperdano, uniamo le forze e facciamoci sentire! Qui sotto trovi una lettera aperta sull'intera vicenda. Ti chiedo di leggerla e, se lo ritieni opportuno, dare il consenso per la firma a questo indirizzo e-mail. Inoltre, se ti vengono in mente nominativi che possono essere d'accordo sul suo contenuto, ti sarò grata di inviarmi i loro contatti. Il sito undo.net ha deciso di appoggiare quest'iniziativa pubblicando la lettera il 27 dicembre. Ma prima di questa data, ovvero in questi giorni di feste, dobbiamo essere veloci e soprattutto tanti a firmarla. Un caro saluto, Cecilia Guida
La conclusione della vicenda per la nuova direzione del Castello di Rivoli lascia tutti gli addetti ai lavori dell'arte contemporanea, oltre che stupiti, amareggiati e delusi. Anche indipendentemente da un giudizio di merito su qualità professionale, curriculum e progetti proposti dai due nuovi direttori, il metodo seguito per la nomina ha purtroppo confermato le preoccupazioni da più parti emerse in precedenza. 1) la ripetuta, pubblica pressione esercitata dall'assessore alla cultura Oliva ha pesantemente condizionato tutto l'andamento della procedura di nomina; 2) la nomina di Giovanni Minoli a Presidente del Consiglio di Amministrazione è stata evidentemente ispirata non da criteri di professionalità e conoscenza del settore, ma per garantire con un nome di grande impatto mediatico le decisioni del Consiglio stesso; 3) le procedure di selezione dei candidati e di valutazione dei loro progetti non sono state ispirate a trasparenza e, soprattutto, la decisione finale è stata presa da una sola persona (Minoli stesso) che ha candidamente ammesso, fra l'altro, di essere stato a Rivoli l'ultima volta nel 1985 e di non parlare l'inglese (ciò che evidentemente non rende possibile un'analisi approfondita ed oggettiva dei progetti presentati da candidati non italiani); 4) la gestione della comunicazione seguita alla nomina della coppia Bellini-Hoffmann e soprattutto le pesanti, gratuite e non smentite dichiarazioni di Minoli secondo le quali Hoffmann, con la sua rinuncia, si sarebbe comportato come "un bandito" o come "un calciatore di terza categoria" gettano un'ombra sulla statura morale e sull'adeguatezza umana e gestionale dell'attuale Presidente del Consiglio di Amministrazione del Castello di Rivoli. Visto tutto ciò i sottoscritti ritengono che, per dimostrare dignità e correttezza, l'unica cosa che Giovanni Minoli potrebbe a questo punto fare è di rassegnare le dimissioni da Presidente del Consiglio di Amministrazione del Museo di Arte Contemporanea Castello di Rivoli. Parimenti i due nuovi direttori Beatrice Merz e Andrea Bellini, per sgomberare il campo da ogni sospetto di nomina pilotata e non ispirata a valutazione di merito, dovrebbero anch'essi rassegnare le dimissioni cosicché un nuovo Consiglio di Amministrazione possa finalmente procedere alla nomina di una giuria internazionale e ad un reale concorso per la nuova nomina del Direttore, finalmente con criteri di trasparenza e di meritocrazia. Solo in tal caso le sgradevoli e imbarazzanti vicende delle ultime settimane potranno dar luogo ad una vera opportunità e potranno essere di esempio per le procedure di nomina anche nel resto del Paese.
Cecilia Guida
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di
Gino
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venerdì 15 gennaio 2010
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Flash Art International - Flash Art Italia - Flash Art Ceco & Slovacco
Dopo Flash Art Ceco e Slovacco, a breve anche Flash Art Ungheria e Flash Art Ucraino e Caucasico. In attesa di Flash Art America Latina. È la nostra risposta alla congiuntura del momento e alla necessità di aprirci a culture emergenti.
Questa intervista, nella quale si analizza l'attuale momento dell'editoria e si tracciano possibili programmi futuri di Flash Art, è stata rilasciata alla rivista Wolgan Misool, la principale rivista coreana di arte contemporanea, nel mese di dicembre 2009. La pubblichiamo anche in italiano per un possibile interesse dei nostri lettori.
D.In qualità di critico d'arte ed editore di una rivista d'arte con una storia superiore ai 40 anni e dunque con una visione dell'arte e della critica d'arte che hanno attraversato gli anni, come vedi e giudichi gli alti e bassi del mercato d'arte di oggi?
R. L'arte e la critica d'arte dal 1960 a oggi hanno subito molte vicissitudini, scossoni e soprattutto accelerazioni. Spesso si è parlato di “morte dell'arte”, ma, come un'araba fenice, è risorta più intrigante, viva, appassionante e contraddittoria di prima. Le crisi economiche hanno il triste compito di celebrare alcuni funerali (di gallerie, di artisti, di curatori e, ahimè, di riviste d'arte). Ma l'arte e il Sistema che la rappresenta, ne escono sempre con nuove idee e vitalità inaudite. E anche con qualche tabù azzerato. Ma soprattutto l'arte produce sempre più un contagio pandemico tra appassionati che poi diventano collezionisti, seguaci e sponsor. Ricordo nei primi anni Sessanta le mie visite alla galleria Virginia Dwan di New York (la mitica galleria di Smithson e di tutti i minimalisti e concettuali americani, il cui direttore era allora un giovanissimo e inedito John Weber): ebbene alle inaugurazioni eravamo venti persone, compresa la famiglia dell'artista e della gallerista. Oggi, in alcuni casi, si sono dovute inventare tre inaugurazioni successive (stampa, collezionisti, pubblico) per far defluire la marea di appassionati che frequenta gallerie come White Cube, Gagosian, Paula Cooper, Victoria Miro. Una forte crisi, che creò difficoltà a molte gallerie, si manifestò negli anni 1989/1990: con un po' di creatività e tanta, tanta forza di volontà, tuttiassieme creammo i presupposti per il grande boom degli anni Duemila. E nuovissimi, straordinari artisti (Damien Hirst, Maurizio Cattelan, Matthew Barney, Vanessa Beecroft), si possono considerare figli di quella crisi. Le crisi nell’arte? Basta sapere e potere attendere due anni affinché tutto torni come prima. A parte qualche inevitabile, spesso illustre, vittima lasciata sul terreno. Però arrivano anche ipotesi e prospettive affascinanti, spesso inedite.
Offrire sempre un’ informazione selezionata e di alta qualità
D.Sebbene Flash Art abbia iniziato originariamente come rivistabilingue, (italiano/inglese) successivamente hai diviso le due edizioni e oggi pubblichi anche Flash Art Ceco e Slovacco. Ci puoi spiegare quale strategia persegui?
R. Dopo una lunga esperienza di rivista bilingue (italiano/inglese), abbiamo capito che esistono due categorie di lettori: i locali o nazionali e gli internazionali (cioè gli stranieri). Il lettore di Roma o Milano chiede più attenzione verso artisti ed eventi nazionali o locali, mentre il lettore di New York, Londra o Berlino, ha altre attese e desideri. Impossibile accontentare gli uni e gli altri in una stessa pubblicazione, senza diventare prolissi, noiosi o provinciali. Abbiamo perciò scisso l'audience secondo le presunte aspettative del territorio, offrendo un’ informazione selezionata e di alta qualità agli uni e agli altri. E sempre aggiornatissima. Sino ad ora abbiamo avuto ragione. E dopo Flash Art Ceco e Slovacco, stiamo cedendo i diritti del franchising in Ungheria e in Ucraina e Caucaso (50% del contenuto redazionale fornito da Flash Art e 50% espresso dal territorio locale dietro nostro controllo). Sono in corso trattative anche per un’ importantissima edizione di Flash Art America Latina, in spagnolo e portoghese. Da parte nostra opereremo un controllo di qualità sull'intera rivista lasciando però molta autonomia territoriale al nostro partner. Pertanto il lettore del Caucaso o di Budapest, sarà garantito dalla nostra consueta attenzione alla qualita' dei contenuti e del testo, però potrà informarsi anche sugli sviluppi dell'arte del suo territorio e conoscere ciò che accade a Milano, Roma, Londra o New York.
Presumiamo che tra qualche mese gli appassionati d'arte dell'Ungheria e del Caucaso potranno leggere Flash Art nelle loro lingue. Il che è molto più appagante che leggere in inglese. Ci sembra questa la formula migliore e anche meno invasiva nei confronti di culture emergenti ed estremamente vivaci, ma che non conosciamo. Negli anni Ottanta e per alcuni anni abbiamo pubblicato direttamente Flash Art France e Flash Art Spain, con ottimi risultati ma con troppe difficoltà di gestione e organizzazione oltre a una quantità enorme di lavoro e di contatti. Ora abbiamo capito che il franchising responsabilizza al meglio i nostri interlocutori e partners e riduce di molto il nostro lavoro. Per noi Flash Art ovunque, anche senza grossi guadagni ma zero investimenti va benissimo. E chi vuole pubblicare un Flash Art nazionale e nella propria lingua, si faccia avanti. Noi siamo qui per discuterne.
Internet offre una visibilità fittizia
D.Oggi si avvertono molte lamentele circa le difficoltà finanziarie nell'editoria, anche a causa della concorrenza di internet e dell’ informazione gratuita disponibile online. Secondo te, quali strategie si possono attuare nel campo dell'editoria d'arte?
R. Il momento non è facilissimo, non si discute. Internet è un competitore globale e apocalittico ma anche uno straordinario dispensatore di adrenalina e di idee per chi sa coglierle. E l'arte oggi è uno “tsunami” che ha bisogno di essere monitorato, ordinato e selezionato. Con internet artisti, critici, curatori, gallerie sono tutti bravissimi. E tutti si sentono protagonisti e sotto la luce dei riflettori. Noi sappiamo che si tratta per lo più di un protagonismo alla Andy Warhol (i suoi famosi 15 minuti). Poi l'oblio. E poi scusatemi, e nessuno si illuda: su internet chi vi cerca? Chi vi guarda? A noi invece il compito (non agevole) di individuare ed estrapolare il meglio e selezionarlo per i nostri lettori (ma dopo una così lunga esperienza, se permettete, i nostri sensi sono allenati e allertati). E' vero che l'arte è stata attraversata da una crisi economica senza precedenti. E io, dopo 42 anni alla direzione di Flash Art, in cui ho vissuto tutti i momenti difficili del dopoguerra, posso ben dirlo. Ma l'arte, per chi ne è toccato, è anche un vizio assurdo da cui difficilmente si guarisce. E si sa, mai come oggi il superfluo è diventato indispensabile. Oggi occorre più lavoro, più determinazione, occhi migliori e tanta, tanta umiltà perché chiunque (e da dovunque provenga), può insegnarti molto. Se si rispettano queste idee, lettori e clienti della pubblicità non ti abbandonano.
Sempre più local con una forte propensione verso l'international
D.Tu come pensi di posizionare Flash Art in futuro?
R. Flash Art come sempre vuole cercare di testimoniare l'arte di oggi e i suoi convulsi movimenti, trasalimenti e travestimenti. Noi cercheremo sempre più di fare domande, mai proporre certezze. E cercheremo sempre più di porre la nostra attenzione su New York ma anche sulla Cecenia, sulla Transilvania, sul Brasile e sulle Filippine, su Londra ma soprattutto su Istanbul o Accra. La vera novità e le energie più frizzanti non potranno che arrivare dalle culture etniche che noi occidentali abbiamo sempre trascurato. Ecco, Flash Art sarà sempre più local con una forte propensione verso l'international. E in un certo senso la nostra politica di franchising ne rappresenta l'esempio più palese ma anche democratico: offrire le nostre informazioni selezionate ma privilegiare l'arte e la cultura del territorio.
Chiunque voglia intervenire su queste o altre tematiche, può scrivere a:giancarlo.politi@tin.it
LA RIVISTA COREANA WOLGAN MISOOL
DOVE E' STATA PUBBLICATA L'INTERVISTA
Abbonamenti Flash Art ItaliaFlash Art è una pubblicazione mensile. Acquista online – clicca qui!
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Gino
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lunedì 18 gennaio 2010
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Museo Marino Marini Florence, Piazza San Pancrazio
LUCA POZZI A.E.W.O.M.
[Le Strabisme du Dragon]
a cura di Alberto Salvadori in collaborazione con Valerio Borgonuovo
20 gennaio – 8 febbraio 2010
Schrödinger’s cat through Piero della Francesca influence, 2010 uovo in alluminio lucidato a specchio, campo elettromagnetico, tatami per arti marziali, piedistallo in legno laccato egg in polished aluminium, electromagnetic field, martial arts tatami, varnished wooden stand cm 140x25m
Courtesy: Federico Luger, Milan.
Mercoledì 20 gennaio 2010, il Museo Marino Marini ospita A.E.W.O.M. [Le strabisme du Dragon], terza fase del progetto di ricerca realizzato da Luca Pozzi, a cura di Alberto Salvadori e in collaborazione con Valerio Borgonuovo. Il progetto è stato condotto sulla base delle specifiche esperienze e dei relativi contributi teorici formulati da ricercatori e artisti coinvolti e trasmessi sotto forma di intervista in occasione dei precedenti momenti espositivi "W.O.G.U. Pennsylvania-Italy 1983/2009” e “M. Southern California-Italy 1995/2009". A.E.W.O.M. [Le strabisme du Dragon], elaborato dall’artista tra il 2007 e il 2009, si pone come test sperimentale per un “diagramma” visivo complesso, costituito da una stretta rete di corrispondenze riscontrate tra differenti discipline: Storia dell’arte, Fisica Teorica, Teologia e Arti Marziali, convergenti in un unico atto all’interno di un antico sito di origine paleocristiana nel cuore della città simbolo del Rinascimento italiano. Il progetto visualizza l’area di incrocio tra un Drago (figura mitologica simbolo dell’unione degli elementi), il cui sguardo rivolto in differenti direzioni è qui effetto di uno strabismo apparentemente contraddittorio, e l’Aleph Experiment, il programma di ricerca in fisica del CERN/Centro Europeo per la Ricerca Nucleare di Ginevra, volto a osservare il risultato sistematico di innumerevoli collisioni ad alta energia di particelle subatomiche di carica opposta. Da questo riferimento prende spunto l’acronimo iniziale del titolo della mostra, letteralmente Aleph Experiment Without Mass. Una mostra sperimentale che attraverso la visualizzazione immaginifica delle interazioni gravitazionali tenta innanzitutto di fare esperire un campo basico pressoché simmetrico; un campo potenziale che esiste prima della massa; ma anche un campo che, possedendo continue fluttuazioni quantistiche, è metastabile. Un campo che qualcuno chiama “vuoto”.
Luca Pozzi (1983) vive e lavora a Milano. Artista visivo, ricercatore culturale e mediatore interdisciplinare conduce all’interno del proprio dominio di riferimento un programma teso alla formulazione di una visione onnicomprensiva dell’esperienza, capace di estenderne le possibili corrispondenze emergenti a una dimensione del sapere priva di specificità e dunque più ampia. Avvalendosi dei contributi teorici espressi da ricercatori e artisti coinvolti indirettamente (mediante conversazioni in forma di intervista) nei progetti finora realizzati, l’artista giunge attraverso l’impiego di differenti media e materiali a realizzare insiemi installativi ibridi, caratterizzati da un originale utilizzo della forza di gravità: strumento di riflessione sull’uomo e sulle misteriose leggi fisiche che sottendono ai processi naturali. Tra le mostre realizzate nel 2009 si annoverano le personali M. Southern California-Italy 1995/2009 (Galleria Astuni, Bologna/Pietrasanta), Supersymmetric Partner (Museo Diocesano, Milano) e W.O.G.U. Pennsylvania-Italy 1983/2009 (Galleria Federico Luger, Milano); mentre tra le collettive si ricordano Sensibili Energie (Galleria d’arte contemporanea, Arezzo) e La différence? (C.A.B., Grenoble). Nello stesso anno partecipa al programma di residenza per artisti promosso dalla Dena Foundation of Contemporary Art (Centre international d’accueil et d'echanges des Récollets, Paris). Nel 2007 co-fonda il gruppo Diogene Bivacco Urbano (responsabile dell’ideazione di una residenza da artisti per artisti nel tessuto urbano della città di Torino). Dal 2004 al 2008 partecipa al progetto Isola Arte & community Center per la creazione di un centro per l’arte contemporanea e per la salvaguardia del quartiere Isola a Milano insieme ad artisti, designer e architetti.
L’inizio del 2010 lo vedrà impegnato nelle personali A.E.W.O.M. [Le strabisme du dragon] (Museo Marino Marini, Firenze) e O.S.O.B.E. [Other Side Of Brane Experiment] (Complesso monumentale di Santa Maria della Vita, Bologna).
Informazioni: Museo Marino Marini Firenze, Piazza San Pancrazio - tel. 055.219432 e.mail: info@museomarinomarini.it Orario: dalle 10 alle 17, chiuso la domenica e il martedì
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Gino
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martedì 26 gennaio 2010
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19:40
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Con noi ad ARTEFIERA Bologna. Con il Nuovissimo ART DIARY ITALIA 2010 e l'inedito Flash Art Italia mensile e la graduatoria dei 100 Personaggi più influenti nell'arte in Italia. Per commentarla insieme e per sapere le ultime novità da voi e da noi.
Ma ora anche una anticipazione di una pungente intervista con Francesco Bonami.
VIENI A VISITARCI AL
PADIGLIONE 18 - SETTORE Editori, librerie, istituzioni- STAND No. 1
Cari amici,
vi aspettiamo numerosi, a partire da giovedì prossimo e sino a domenica sera, 31 gennaio, ad ARTEFIERA, nel nostro stand (Padiglione 18, Stand 1, Editoria). Dove potrete acquistare o ritirare il nuovissimo Flash Art Italia, il primo della nuova serie mensile e ART DIARY 2010.
Vi anticipiamo una sintesi del sommario di Flash Art Italia: una inedita intervista con Michelangelo Pistoletto (a cura di Giancarlo Politi e Helena Kontova), a cui sono dedicate anche due copertine. Una splendida rivisitazione del lavoro di un artista veramente cool e sempre più attuale: Marcel Broodthaers. Ma anche Money for Nothing, di Pierluigi Sacco, Arte e Politica, di Fabio Cavallucci, un ricordo dello scomparso Bruno Locci di Viana Conti, ma anche Letizia Battaglia di Augusto Pieroni, Giulia Piscitelli di Stefano Chiodi, Carola Spadoni di Patrizia Ferri, Victor Man di Neville Wakefield, Walid Raad di Valentina Sansone. Ma ancora interventi di Marco Senaldi, Francesco Spampinato, Marianna Vecellio, Marco Antonini, Roberto Ago.
Una grande e curiosa inchiesta: Gli uffici stampa dell'arte in Italia. Parte Prima. Chi sono, cosa fanno, a cosa servono.
Ma ancora decine e decine di testi, interviste, recensioni.
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Gino
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venerdì 29 gennaio 2010
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09:25
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La Nomenklatura dell'arte
Chi è il personaggio dell'arte più autorevole e influente oggi in Italia? Germano Celant, Francesco Bonami, Massimiliano Gioni o Maurizio Cattelan? E Massimo De Carlo che posto occupa? Achille Bonito Oliva è ancora un autorevole esponente della nomenklatura? Chi sono gli altri cento personaggi che a livello locale, nazionale o internazionale influenzano realmente, con le loro opinioni e autorevolezza, l'arte e il sistema dell'arte? Gallerie, curatori, media, collezionisti, mercanti?
Lo potrete leggere sul prossimo numero di Flash Art, presente ad ARTEFIERA di Bologna.
Attraverso un' indagine accurata che ha coinvolto oltre 2.700 interlocutori, appassionati, specialisti e professionisti dell'arte, Flash Art Italia, nel nuovo numero, in edicola la settimana prossima, pubblica una speciale classifica di oltre cento autorevoli personaggi italiani che con le loro opinioni e la loro autorità influenzano e determinano il sistema dell'arte in Italia. E dunque il successo degli artisti.
Vi aspettiamo ad ARTEFIERA BOLOGNA (Padiglione 19, Stand Nr. 1) per offrirvi oltre alla graduatoria l'ultimissimo e particolarmente ricco numero di Flash Art.
Vorreste possedere un'opera di Michelangelo Pistoletto? Con Flash Art si può.
Ma se verrete a trovarci potrete anche vedere, consultare ed eventualmente acquistare Flash Art Italia con la speciale copertina specchiante di Michelangelo Pistoletto, una vera e propria opera d'arte.
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Gino
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giovedì 4 febbraio 2010
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09:04
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CLARE CHAPMAN - DENATURE
Inaugurazione 6 Febbraio 2010 – h 18.30
Sabato 6 febbraio 2010, MARGINI arte contemporanea inaugura Denature, esordio espositivo dell’artista londinese Clare Chapman. Una proposta che ben s’inserisce nella visione della galleria, quella di presentare artisti inediti nel panorama espositivo italiano.
La mostra presenta un ciclo di opere in cui Clare Chapman manifesta tutta la sua complessa ricerca pittorica. Una ricerca che afferma una pittura originale che combina, su due nitidi piani ma in armonica continuità, figure organiche e visionarie con suggestivi paesaggi astratti.
Il grande protagonista delle opere, tuttavia, è il Tempo. Sempre presente, condiziona ogni singolo lavoro ed è rappresentato in ogni nascita del giorno, tramonto o notturno che apra la via a queste vive – quasi viscerali – figure che continuamente modifica e trasforma. In peculiari e catturati punti di luce, sembra far respirare e vivere i radiosi corpi linguistici in rotondità perlacee o in porzioni carnali.
Una tecnica pittorica prodigiosa che dà credito a una sua ritrovata storia della pittura e pennella suggestivi paesaggi in ogni frammento del quadro.
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Gino
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venerdì 5 febbraio 2010
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18:49
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Abbiamo chiesto alle gallerie partecipanti di esprimere il loro parere su Arte Fiera di Bologna.
Pubblichiamo le prime risposte, che potrete leggere cliccando sul nostro link: CLICCA QUI
STIAMO VIVENDO UN REALE DEGRADO DELL'ARTE E DEL COLLEZIONISMO ITALIANO?
È ciò che si desume dopo aver visitato Arte Fiera di Bologna. Anche se, malgrado l'innegabile decadenza e il disordine mentale e culturale evidentissimo, Arte Fiera resta la più completa e frequentata fiera d'arte italiana. Ma purtroppo il livello sta decadendo paurosamente, a causa della cattiva regia organizzativa e forse di un degrado reale dell'arte e del collezionismo italiano.
Per questo occorrerebbe una mano energica che sappia ridisegnare Arte Fiera, con nuove idee e input innovativi, anche generazionali. Un co mitato vecchio stampo composto, a parte qualche rara eccezione, da gloriosi reduci del millennio passato, non può dare indicazioni a una fiera che nel nuovo secolo sbanda paurosamente, pur restando in piedi ed elargendo qualche timida speranza. Nessuno vuol capire che bisogna cambiare, perchè l'apparenza non è sostanza. Altrimenti, signori miei, si chiude. Non illudiamoci oltre misura.
Arte Fiera, ostaggio del mercato secondario di periferia
Arte Fiera, agli occhi attenti di chi conosce il sistema dell'arte, appare obsoleta e quasi alla deriva. Ormai è diventata ostaggio delle periferie del mercato secondario, senza più alcuno stimolo di novità e qualità. Pertanto, occorre rivedere il criterio delle partecipazioni, cerca re di alzare la qualità e in alcuni casi abbassare drasticamente i prezzi, distinguere chiaramente il padiglione moderno da quello contemporaneo e suddividere quest'ultimo in uno di serie A e uno di serie B. Se si vuol salvare Arte Fiera è inevitabile stabilire una gerarchia qualitativa: non si può far finta che tutto sia uguale, bello e di valore. Anche se purtroppo, talvolta, ad Arte Fiera si vende tutto.
Si eviti di invitare alcune patetiche gallerie straniere solo per dare una parvenza di internazionalità a una manifestazione che riesce appena a soddisfare le minime esigenze nazionali. In Italia non è pensabile, se non nella testa di illusi o incompetenti, avere una fiera d'arte internazionale di buon livello. Lo scrivo da trent'anni. Optiamo invece e battiamoci per una ottima fiera nazionale: anzichè stremarci, come fa ARTISSIMA a Torino, a cercare una parvenza di internazionalismo patetico agli occhi di tutti.
Consigli veloci e sintetici per Silvia Evangelisti & Co.
1. Razionalizzare la collocazione delle gallerie. La loro dislocazione e gli accostam enti qualitativi sono a volte assurdi; bisogna creare aree simili per tendenze e qualità.
2. Una segnaletica razionale, chiara e ripetuta sovente: Arte Fiera quest'anno ha superato ogni limite confusionale, creando rallentamenti e sbarramenti negli spostamenti e nelle comunicazi oni. Forse nel business. Non esistevano (o non erano visibili), indicazioni per le uscite, per le aree di ripos o, per le toilette e per la ristorazione.
3. Trovare una collocazione per le decine di spazi nuovi o autogestiti che ogni anno nascono in Italia in ogni regione: il nuovo sta ar rivando da questi spazi, che nascono come funghi in ogni città italiana,soprattutto ad opera di artisti, ma anche di giovani curatori. Essi rappresentano la nu ova linfa e bisogna guardare loro con rispetto. Occorre inoltre trovare per loro una collocazione intelligente e un prezzo politico accessibilissimo. Altrimenti Arte Fiera respingerà la nuova creatività e non potrà che languire.
4. Aree di riposo e relax con numerosissime panchine lungo i corridoi, in considerazione delle distanze enormi da coprire. Ho visto centinaia di persone allontanarsi da Arte Fiera senza averla visitata, sfiancate dalla stanchezza e dallo stordimento confusionale.
Cara Silvia, queste non sono banalità ma un civile kit di sopravvivenza.
Per eventuali interventi, consigli o suggerimenti, scrivere a:
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Gino
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martedì 9 febbraio 2010
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08:37
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Indagine e censimento degli spazi alternativi o autogestiti in Italia
Flash Art, consapevole dell'importanza che gli spazi alternativi o autogestiti stanno svolgendo oggi in Italia, vorrebbe condurre una inchiesta ad ampio spettro interpellando e intervistando i più significativi. Pertanto tutti i responsabili di tali spazi (o coloro che ne sono a conoscenza) dislocati nelle varie regioni italiane, sono pregati di collaborare con noi contattandoci e inviandoci inormazioni sugli spazi e il loro indirizzo del sito web.
Il nostro interesse è rivolto a tutti gli spazi con una programmazione, anche territoriale ma seria e selettiva, con una apertura al pubblico di almeno tre-quattro giorni settimanali.
Tutti gli indirizzi ritenuti attendibili saranno pubblicati sul nostro sito, in Art Diary e intervistati per Flash Art.
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Gino
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sabato 20 febbraio 2010
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09:02
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Lettere al Direttore pubblicate su Flash Art n.280
COME INSERIRSI NEL MONDO DEL LAVORO NEL SISTEMA DELL’ARTE
Egregio Direttore,
seguo da anni la sua rivista che come poche è riuscita a tirare su un modesto conoscitore come me. Mi piacerebbe che almeno per una volta una rivista seria si interessasse del “problema” occupazionale che riguarda il settore dell’arte e dell’editoria ad essa legata. Più di quindici anni fa scelsi di studiare Storia dell’Arte, in primis per amore, ma anche perché mi illudevo di non trovare un giorno delle caste chiuse, fitte lobby… invece la cosa più triste che ho notato nel corso delle mie esperienze post universitarie post redazionali è stata non tanto la difficoltà a inserirsi nel mondo del lavoro, ma il fatto di essere vagliati ed esaminati da persone con tanta esperienza, che tuttavia a competenza ne sapevano quanto un giovane laureato. Spesso in alcuni corridoi di redazioni e gallerie d’arte mi sono sentito dire che non conta tanto conoscere l’arte o scrivere bene ma “saperci fare”, “saper vendere”… Sono convinto fermamente che scrivere di arte equivalga a scrivere idee, concetti, cronache, storie, gusto ed esperienze sociali. Le chiedo allora se sono io nell’errore.
A PROPOSITO DI JEFFREY DEITCH E DELLA SUA NOMINA A DIRETTORE DEL MoCA
Questa non è solo una bella notizia per Jeffrey Deitch, ma anche per tutti coloro che sperano che qualcosa cambi nel mondo del museo. Naturalmente Jeffrey Deitch dovrà lavorare per la crescita e lo sviluppo del museo, sapendo che non potrà operare sul mercato, se non per acquisti del museo. Non ci devono essere conflitti di interesse.
Museo e mercato sono cose distinte, ma è bene che cada il muro che li separa.
era una domanda su cui riflettevo da tempo anche io. Complimenti per la tua lucidità, attenzione e intuito.
Con la speranza che l’Italia non recepisca questa lezione per offrire tali posizioni ai soliti noti, non tanto per prestigio e cultura quanto per “amicizia”.
non mi sorprende la notizia del gallerista Deitch nominato direttore del MoCA perchè siamo sempre tra chi usa gli artisti per il suo business come il critico d’arte o l’editore d’arte (come te) o il collezionista. Persone di potere che creano il cosiddetto sistema dell’arte e si accordano per fare business su questo o quell’artista (è merce al pari dell’oro, del cacao…). La novità vera sarebbe se un artista venisse nominato direttore...
l’opera dell’artista polacca Katarzyna Kozyra, Pyramid of Animals (1993), così come quella di Mauriziofratelli Grimm I musicanti di Brema, la cui diffusissima “iconografi a” (mia madre ne ha un fermaporta in casa) corrisponde a un asino con sopra un cane, sopra al quale vi è un gatto e infi ne un gallo, a rappresentare il momento in cui i protagonisti superano il grimmiano “momento di difficoltà”, ricorrendo alle loro forze e all’aiuto reciproco. Al di là di ogni significato, direi dunque che la versione di Cattelan...
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Gino
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lunedì 22 febbraio 2010
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COME INSERIRSI NEL MONDO DEL LAVORO NEL SISTEMA DELL’ARTE
Egregio Direttore,
seguo da anni la sua rivista che come poche è riuscita a tirare su un modesto conoscitore come me. Mi piacerebbe che almeno per una volta una rivista seria si interessasse del “problema” occupazionale che riguarda il settore dell’arte e dell’editoria ad essa legata. Più di quindici anni fa scelsi di studiare Storia dell’Arte, in primis per amore, ma anche perché mi illudevo di non trovare un giorno delle caste chiuse, fitte lobby… invece la cosa più triste che ho notato nel corso delle mie esperienze post universitarie post redazionali è stata non tanto la difficoltà a inserirsi nel mondo del lavoro, ma il fatto di essere vagliati ed esaminati da persone con tanta esperienza, che tuttavia a competenza ne sapevano quanto un giovane laureato. Spesso in alcuni corridoi di redazioni e gallerie d’arte mi sono sentito dire che non conta tanto conoscere l’arte o scrivere bene ma “saperci fare”, “saper vendere”… Sono convinto fermamente che scrivere di arte equivalga a scrivere idee, concetti, cronache, storie, gusto ed esperienze sociali. Le chiedo allora se sono io nell’errore.
A PROPOSITO DI JEFFREY DEITCH E DELLA SUA NOMINA A DIRETTORE DEL MoCA
Questa non è solo una bella notizia per Jeffrey Deitch, ma anche per tutti coloro che sperano che qualcosa cambi nel mondo del museo. Naturalmente Jeffrey Deitch dovrà lavorare per la crescita e lo sviluppo del museo, sapendo che non potrà operare sul mercato, se non per acquisti del museo. Non ci devono essere conflitti di interesse.
Museo e mercato sono cose distinte, ma è bene che cada il muro che li separa.
era una domanda su cui riflettevo da tempo anche io. Complimenti per la tua lucidità, attenzione e intuito.
Con la speranza che l’Italia non recepisca questa lezione per offrire tali posizioni ai soliti noti, non tanto per prestigio e cultura quanto per “amicizia”.
non mi sorprende la notizia del gallerista Deitch nominato direttore del MoCA perchè siamo sempre tra chi usa gli artisti per il suo business come il critico d’arte o l’editore d’arte (come te) o il collezionista. Persone di potere che creano il cosiddetto sistema dell’arte e si accordano per fare business su questo o quell’artista (è merce al pari dell’oro, del cacao…). La novità vera sarebbe se un artista venisse nominato direttore...
l’opera dell’artista polacca Katarzyna Kozyra, Pyramid of Animals (1993), così come quella di Mauriziofratelli Grimm I musicanti di Brema, la cui diffusissima “iconografi a” (mia madre ne ha un fermaporta in casa) corrisponde a un asino con sopra un cane, sopra al quale vi è un gatto e infi ne un gallo, a rappresentare il momento in cui i protagonisti superano il grimmiano “momento di difficoltà”, ricorrendo alle loro forze e all’aiuto reciproco. Al di là di ogni significato, direi dunque che la versione di Cattelan...
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Gino
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giovedì 4 marzo 2010
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IN LIBRERIA E IN EDICOLA Flash Art Italia n.281: continua l’inchiesta sugli Uffici Stampa dell’arte in Italia, nell’era del globalismo e di Internet. In primo piano: un’intervista esclusiva di Giancarlo Politi a Ettore Spalletti. Sam Durant e Hans Haacke parlano di politica israeliana, antisemitismo e libertà. Simone Berti e Diego Perrone presentano un progetto speciale per Flash Art e dialogano con Samuele Menin di energia potenziale e opere “lanciate” nella storia. Marinella Paderni intervista Emanuele Becheri.
Romeo Castellucci della Socìetas Raffaello Sanzio ci introduce al lavoro di Davide Savorani, in bilico tra teatro e folklore.Edith Jerabkova ci guida alla comprensione della ricerca della giovane artista ceca Eva Kot’àtková. E poi una conversazione tra Ettore Favini e Alina Marazzi,mediata da Barbara Meneghel, su famiglia e radici, pubblico e privato. Francesco Scasciamacchia intervista Benjamin Valenza. Riccardo Previdi ed Eva Berendes si confrontano sui concetti di decorazione e modernismo. “Dittatura dello spettatore o del curatore?”: questo l’interrogativo che Pierluigi Sacco pone a Giancarlo Politi nella rubrica “Money for Nothing?”. Infine i Brand New dedicati ai giovani talenti: Giorgio Guidi, Giovanni Ciapessoni, Chiara Camoni e Matteo Fato. Come d’abitudine, una ricca sezione di spotlight, recensioni e flash reviews da tutta Italia e l’immancabile rubrica delle LETTERE AL DIRETTORE. Non perdete ogni mese l’appuntamento con Flash Art. Buona lettura!
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venerdì 5 marzo 2010
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Ken Ichi Murata, untitled.
Curiosità per la settima edizione di Kunstart, a Bolzano la crisi non fa paura.
KUNSTART 10, APERTA LA CACCIA AI NUOVI TALENTI.
70 espositori da 11 Paesi e molte iniziative collaterali, tutte focalizzate sul contemporaneo, per Kunstart 10, fiera outsider di Bolzano che dal 5 al 7 marzo metterà in vetrina il nuovo che avanza: “The Glocal Rookie of the Year”: il premio della Fondazione Cassa di Risparmio di Bolzano (42 milioni di euro all’anno investiti in arte) finalizzato alla scoperta dei migliori giovani talenti; “Intersections”: progetto di respiro europeo (6 i Paesi coinvolti) che metterà in gioco 16 artisti affermati con 16 artisti quasi esordienti; Focus Japan: focus sul Giappone che unirà diverse gallerie di Tokyo ad altre italiane che ne seguono arte e mercato; o ancora Sold Out: che mettendo in palio un’opera del valore di 5.000 euro stimolerà la curiosità del pubblico a scovare da sé e ad aggiudicarsi il migliore affare. Tutto parte dalla speranza che, proprio in tempi bui, la struttura aperta di eventi come le fiere d’arte possa rivelarsi più adatta di altre a reinventarsi e a dare fiato al lavoro degli artisti contemporanei. Perché è noto: la crisi incombe, è finita la sbronza delle aste milionarie trasformate in party, dove un ristretto club di collezionisti faceva a gara a chi spendeva di più e più velocemente. Ma fra piagnistei e ossa rotte sta per emergere una nuova generazione di artisti insospettabili, pronti a rianimare mercanti in apnea e collezionisti in crisi di astinenza; e una nuova generazione di gallerie che tornano a fare ricerca. A Bolzano l’obiettivo più vicino è quello di riuscire ad andare ancora più lontano.
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Gino
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Young Italian Artists exhibition in Miami
KaBe Contemporary Presenta:
Italian Classic. Featuring works by:
Luca Pozzi
Francesca Pizzo
Studio ++
In collaborazione con la Galleria 42 di Modena
Group Exhibition on view from March 13, 2010
Opening Reception: Saturday, March 13, 2010, 7-9pm
Gallery Hours: Tuesday-Thursday 11:00 am-3:00 pm or by appointment
KaBe Contemporary
123 NW 23 Street, Miami, FL33127
Tuesday-Thursday 11:00 am-3:00 pm, and by appointment
La selezione delle opere rappresentate nasce da una riflessione tra Karina Belilty di Kabe contemporary, Marco Mango di Galleria 42 e gli artisti italiani che fanno parte di questo progetto.
Lo spunto come tema dominante è la dimensione di un dialogo aperto tra le differenti ricerche di; Francesca Pizzo, Luca Pozzi e il gruppo Studio ++.
L’esposizione dichiara la sua presa di posizione da parte delle opere esposte con la dimensione del tempo, come elemento di limite/sospensione e di memoria con il passato dell’arte e con il suo presente interrogativo contemporaneo.
Italian Classic è una sosta dell’immagine, dello spazio e del segno, dove l’azione reale di Luca Pozzi all’interno delle grandi cene di Paolo Veronese presenti nei musei europei determina una partecipazione impertinente ed una conseguente collocazione di Paolo Veronese nella contemporaneità.
Anche la chiesa di Santa Maria delle Grazie di Donato Bramante a Milano coniuga una sospensione temporale partecipante nella rielaborazione di Luca Pozzi.
Francesca Pizzo si inserisce in questo contesto tra presente e passato con le delicate matite su carta di piccoli apostoli/testimoni che sembra non vogliano appartenere a nessun tempo.
Le poesie d’amore dei grandi poeti, riscritte a mano da Francesca Pizzo con le loro lievi censure come ricami senza filo dichiarano la volontà di essere uguali nella sintesi più estrema di ogni ode d’amore. Il video che accompagna questa prima serie di 25 poesie rappresenta l’artista nella interpretazione sonora dei testi, nell’atto di cantarli con musica e melodia originali.
Il gruppo Studio ++ elabora una serie di opere che misurano, bloccano e sospendono il tempo rallentandone la sua incessante capacità di passare.
Il ritmo del lavoro di Studio ++ tende a conservare e delimitare lo spazio espositivocontrassegnando l’insieme della mostra, dando l’illusione di una misura dove il tempo viene conservato/fermato.
Biografie
Luca Pozzi’s work it’s been shown among other venues in Fondazione Museo Marino Marini in Florence (solo exhibition, 2010), Galeria Astuni, Bologna (2009), Museo Diocesano in Milan (2009), Federico Luger / Galleria 42, Milan (2009), Galleria 42, Modena (2007), Galerie du Tableau, Marseilles, France (2007), and many other group shows in Italy.
Studio ++’s works have been displayed in Fondazione Museo Marino Marini in Florence (2010), Galleria 42, Modena (2009), Artissima, Torino(2008), and in many group shows.
Francesca Pizzo’s solo shows include Galleria 42, Modena (2008) and Galleria Studio Legale, Rome (2008). She has participated in many group shows, among them, III Festival Internazionale di Videoarte, Piazza del Municipio, Ferrara (2009), Una Forza del passtao, Hangar 7, Salzburg (2009), II Biennale d’Arte dei Giovani, Proposte Urbane, Accademia di Belle Arti, Bologna (2008).
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Gino
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lunedì 15 marzo 2010
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09:03
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In occasione della mostra Ibrido, Curata da Giacinto Di Pietrantonio e Francesco Garutti, Promossa dall'Assessorato alla Cultura del Comune di Milano e MiArt, presso il PAC Padiglione d'Arte Contemporanea via Palestro 14 Milano
Lunedì 15 Marzo, ore 18
Conferenza diJan Fabre
Consilience, uno strumento per il futuro?
Leconsiliencederivano dal passaggio di sistemi, elementi e formazioni da un'area all’altra, sono scontri di sistemi in cui compaiono elementi paralleli.
Nel termine del sociobiologo statunitense Edward O. Wilson "consilience" è un'unione della conoscenza che collega i fatti e la teoria basata sui fatti, attraverso le discipline per creare una base comune di spiegazione.
Questa è una delle caratteristiche di molti lavori di Fabre, elemento principale della video-installazione realizzata e presentata al Natural History Museum di Londra nel 2001 e del busto presente in mostra. Consilience rappresenta la possibilità di trasformarsi in una farfalla, una vespa o in una mosca e, in mezzo ad animali e organi conservati nell'alcool di sorridere, danzare come bambini, abbandonandosi alle illustrazioni delle teorie scientifiche a lungo studiate. La minaccia implicita che gli insetti presentano per l'uomo viene affrontata qui ancora una volta;
l'entomologia, l'ontologia e la poesia riassunte in una danza che imita gli insetti con le ali, disposte in questo tempio iper serio della scienza del XIX secolo.
Questo è l'atto finale: l'uomo spera solo di diventare forte e di imparare dagli insetti come sopravvivere in tutte le condizioni, desiderando lo stesso dominio del mondo, imparando con la mimica e le speranze a sopravvivere con astuzia.
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martedì 16 marzo 2010
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Lettere al Direttore pubblicate su Flash Art n.281 marzo 2010
è da parecchio tempo che non guardavo Flash Art, (la prima rivista d’arte in Europa, e sarà così). Sono andato quasi subito alla pagina delle lettere al direttore, ho visto la Sua foto e mi è sembrato il commissario Montalbano, che apprezzo moltissimo.
… Uno come Nedko Solakov prima dice di essere stato spia e di aver spiato gli artisti (spiava forse il mio libro, Le mie bugie: disegnini e storielle per le performance del 1979) e poi diventa artista!...
sono un architetto di trentun anni della provincia i Treviso. Per tre anni ho lavorato in un
prestigioso studio di Milano, ora sono tornata alla mia regione e lavoro a Venezia. Da molti anni porto avanti il mio amore per la pittura che continua a essere sempre…
LEGGI TUTTA LETTERA DI STEFANIA DUSSIN – Clicca qui!
IL SOLITO DILEMMA: CHE FARE?
Caro Giancarlo,
ti contatto per chiederti un consiglio. Sono un giovane artista di Parma e da poco ho intrapreso questa avventura di “vivere creando emozioni”. Purtroppo c’è un contraltare a questa mia nuova vita…
ULTIMI GIORNI PER INSERIRE I TUOI DATI IN ART DIARY INTERNATIONAL 2010.2011
Scegli la tua categoria (artista, galleria, critico , curatore, museo, associaz. cult, etc), inserisci il tuo indirizzo, la tua E-mail, il tuo sito internet e sarai presente nella nuova edizione di Art Diary International 2010/2011, che uscirà a giugno 2010 in occasione di ArtBasel.
FINO AL 31 MARZO 2010 - INSERISCI I TUOI DATI ONLINE - CLICCA QUI!
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mercoledì 17 marzo 2010
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12:51
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NUOVO SPAZIO PER LA GALLERIA BIANCONI
INAUGURAZIONE IL 18 MARZO CON HOMELANDS, DOPPIA PERSONALE DI FUKUSHI ITO, TRA MILANO E TOKYO
Fukushi Ito_Homelands
Galleria Bianconi, Milano_Base Gallery, Tokyo a cura di Flaminio Gualdoni dal 18 marzo al 18 aprile 2010
PREVIEW 18 MARZO 2010 ore 11.30 con videocollegamento con la Base Gallery di Tokyo INAUGURAZIONE 18 MARZO 2010 ore 18>21
La Galleria Bianconi inaugura il 18 marzo 2010 il suo nuovo spazio espositivo di Milano, in via Lecco 20, con Homelands, una doppia mostra personale di Fukushi Ito. Con questo progetto internazionale, realizzato in collaborazione con la Base Gallery di Tokyo, si apre un nuovo percorso della Galleria Bianconi, rivolto ad ampliare l’attività avviata dal 2004 nella sede di via Fiori Chiari e a sviluppare progetti dedicati agli artisti delle nuove generazioni.
GALLERIA BIANCONI NEW LOCATION via Lecco 20 Milano
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giovedì 18 marzo 2010
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SEVEN / MARTEDI' 23 MARZO ORE 19:00
Antonio Grulli / Luigi Presicce Caroline Corbetta / Rossana Buremi Francesca Pagliuca / Elena Nemkova Lorenzo Bruni / Gabriele De Santis Marco Tagliafierro / Andrea Kvas Milovan Farronato / Santo Tolone Nicola Trezzi / Alice Tomaselli
Un gruppo di curatori assoldati per proteggere l'arte* dai banditi *Galleria Conduits vicino a quel ristorante messicano
Miuzika cortesemente fornita dai Clash (Dedicata a Joe 'Mescalero' Strummer)
A group of hired curators protecting art * from bandits * Conduits Gallery near that Mexican restaurant
Miuzik courtesy of the Clash (Dedicated to Joe 'Mescalero' Strummer)
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martedì 23 marzo 2010
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10:41
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SEVEN / QUESTA SERA, MARTEDI' 23 MARZO ORE 19:00
Antonio Grulli / Luigi Presicce
Caroline Corbetta / Rossana Buremi
Francesca Pagliuca / Elena Nemkova
Lorenzo Bruni / Gabriele De Santis
Marco Tagliafierro / Andrea Kvas
Milovan Farronato / Santo Tolone
Nicola Trezzi / Alice Tomaselli
Un gruppo di curatori assoldati per proteggere l'arte* dai banditi *Galleria Conduits vicino a quel ristorante messicano
Miuzika cortesemente fornita dai Clash (Dedicata a Joe 'Mescalero' Strummer)
A group of hired curators protecting art * from bandits * Conduits Gallery near that Mexican restaurant
Miuzik courtesy of the Clash (Dedicated to Joe 'Mescalero' Strummer)
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mercoledì 24 marzo 2010
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10:25
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La galleria Fedrico Luger presenta al MIART un Solo Show dell'artista Italiano Gabriele Di Matteo con una selezione di opere del progetto - China Made in Italy
Gabriele Di Matteo, China Made In Italy, vista della installazione. Courtesy Federico Luger, Milano.
Questo progetto nasce dalla consapevolezza che brevettare un singolo stile pittorico risulta impossibile quanto è irrealizzabile applicare pretese legate al diritto d'autore ad un qualsivoglia immaginario artistico.
Di Matteo, sin dall'inizio della sua carriera, con una pratica prettamente concettuale, ha approfonditamente messo in discussione quanto in pittura la presenza attiva dell'autore debba ancora rivestire un ruolo indissolubile dall'esercizio manuale della pratica pittorica stessa.
Le quotazioni milionarie dei dipinti di Ma Liuming, Zhang XiaoGang, Wang Guangyi, Yue Minjun, Shi Xinning, solo per citarne alcuni tra i nomi più conosciuti, rispecchiano la vertiginosa ascesa dell'economia cinese e i suoi conseguenti primati. Il progetto si intromette in questa realtà per creare un cortocircuito, e introdurre così, un elemento destabilizzante.
Questi lavori, commissionati ad una serie di copisti professionisti, in un perfetto gioco di specchi, pongono una serie di riflessioni sul potere e l'autonomia dell'originalità e la forza persuasiva dell'arte. Riproducendo però tutte le pitture in bianco e nero, l'artista pone un atto di distanza dall'originale ma allo stesso tempo sviluppa ulteriormente questa logica della ripetizione attraverso la quale oltre a indagare le potenzialità significanti della pittura, innesta un dialogo diretto con le effimere regole del mercato dell'arte.
Con questo stesso progetto Gabriele Di Matteo è stato invitato insieme ad artisti come Art&Language, Mike Bidlo, Maurizio Cattelan, Richard Hamilton, General Idea, Bertrand Lavier, Sherrie Levine, Richard Pettibon, Jonathan Monk e altri , all'importante mostra " Seconde Main " che il Musée d'Art Moderne de la Ville de Paris, dedica al concetto della copia e della riproduzione. A quegli artisti che dagli anni 60 in poi, hanno rimesso in discussione la nozione d'autore e d'originalità nell'ambito d un economia di massa, creando opere identiche all'originale ma con un approccio concettuale
Questa mostra inaugurerà il 25 marzo, lo stesso giorno di MIART. Lo stand di Federico Luger (N02 Pad 4) sarà collegato in diretta con le opere esposte a Parigi.
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Gino
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giovedì 25 marzo 2010
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10:28
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Seconda tappa del Premio Veuve Clicquot Italia
dedicato nel 2010 al riconoscimento del valore artistico femminile
Dibattito sull'arte contemporanea femminile
PAC Padiglione d'Arte Contemporanea Via Palestro 16 Venerdì 26 marzo, ore 15.30 su invito
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Gino
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mercoledì 7 aprile 2010
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10:26
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GALLERIA O. DESIGN AND DECORATIVE ARTS
ENZO CUCCHI NO SEI CERAMICHE / SIX CERAMICS
10 APRILE/APRIL - 8 MAGGIO/MAY 2010
inaugurazione/opening SABATO 10 APRILE 2010, ORE 11-19 SATURDAY APRIL 10 2010, H. 11AM-7PM
Il programma espositivo della Galleria O., dedicato al design e alle arti applicate storici e contemporanei, si inaugura con la presentazione di sei nuove opere in ceramica di Enzo Cucchi ( terrecotte smaltate e dipinte a freddo). Concepite e realizzate tra il 2009 e il 2010, fanno parte di un più ampio gruppo di lavori pittorici e scultorei (dal 2008) dall’autore denominati “Cattedrali”. Cucchi fa sua l’immagine della cattedrale come simbolo della complessa stratificazione culturale del mondo occidentale: veicoli di collegamento tra il presente e il passato. Di queste immagini emergenti e incombenti a lui interessa soprattutto l’invisibile o perlomeno “ciò che sta in ombra”, “gli umori nascosti e dimenticati”. Le opere in mostra si presentano come masse compatte, conocromatiche, nere, le forme rimandano in maniera misteriosa ed ambigua ora al mondo naturale (albero, nuvola) ora a quello antropizzato (architetture, paesaggi). Come “cattedrale”ogni ceramica ha un interno dove si annidano nell’ombra depositi di forme astratte colorate e vagamente fitomorfe, bagliori , cavità.
Considerato l’artista più visionario tra gli esponenti della Transavanguardia, Enzo Cucchi diviene, a partire dagli anni Ottanta, artista di fama internazionale. Già dalla fine degli anni Settanta l’artista, trasferitosi a Roma e abbandonata momentaneamente la poesia per dedicarsi quasi esclusivamente alle arti visive, entra in contatto con gli artisti Francesco Clemente e Sandro Chia, con i quali instaurerà uno scambio dialettico ed intellettuale. La pittura è per Enzo Cucchi mezzo di aggregazione di più forme, di più concetti, di più materiali, si avvale dell’espressione invasiva del gesto, attraverso il quale la tela assurge a ricettacolo di immagini e pensieri, veicoli di un discorso frastagliato in mille sospensioni. Simboli disparati, di matrice classica o onirica, strappati all’attualità o alla memoria, si sovrappongono e dialogano sul tessuto cromatico da cui sembrano, in concomitanza, emergere. La perdita delle coordinate spazio temporali e l’incursione continua nel territorio culturale e in quello delle emozioni, coincidono con un indisciplinato uso dei colori, addensati, poi stirati, violenti, poi accennati, e con una sperimentazione ad ampio raggio delle tecniche artistiche, dalla pittura alla ceramica, al mosaico, al bronzo. L’interesse per l’interazione tra arti e discipline diverse ha portato, infatti, l’artista a muoversi in ambiti diversi (dalle arti visive all’architettura, al design, alla moda), e a cogliere l’importanza e la fertilità di alcuni incontri. E' da tali intuizioni che nascono le collaborazioni con Alessandro Mendini ed Ettore Sottsass per l’ideazione di progetti editoriali ("I Disuguali", progetto di Cucchi e Sottsass dell'edizione periodica di tavolette in ceramica), la realizzazione di opere a quattro mani e la condivisione di esperienze espositive. Negli ultimi anni, ben quattro opere permanenti sono state appositamente realizzate dall’artista per quattro diverse città: il mosaico per il Museum of Art di Tel Aviv, la ceramica monumentale per l’Ala Mazzoniana della Stazione Termini a Roma, i due lavori in ceramica per la Stazione Salvador Rosa, progettata da Mendini, nella metropolitana di Napoli e il mosaico per l’aula delle udienze del nuovo Palazzo di Giustizia di Pescara. Lavori che dimostrano come l’attualità di un linguaggio fondato sul cortocircuito tra forza narrativa del segno e seduzione formale della materia, possa rapportarsi con la complessità dello spazio urbano e con i singoli contesti culturali con i quali questo entra in comunicazione. Tra i lavori significativi in questo senso vanno inoltre citati gli affreschi della Cappella di Monte Tamaro, vicino a Lugano, progettata dall’architetto Mario Botta (1992- 1994) e l’ideazione del sipario del teatro La Fenice di Senigallia (1996). Nel 2008 è stata inaugurata l’opera architettonica progettata e realizzata insieme ad Ettore Sottsass per il “Chiostro della Pace” dell'Università degli Studi di Salerno. Enzo Cucchi ha realizzato numerose mostre personali, e ha preso parte a mostre collettive, nei più importanti spazi espositivi italiani e stranieri come la Kunsthalle di Basilea, il Solomon R. Guggenheim di New York, la Tate Gallery di Londra, il Centre Georges Pompidou di Parigi, il Castello di Rivoli, il Palazzo Reale di Milano, il Sezon Museum of Art di Tokyo, l’Accademia di Francia a Roma – Villa Medici, Il Musèe d’art modern di Saint-Etienne Metropole. Ha partecipato inoltre alle rassegne d’arte contemporanea più significative a livello internazionale tra cui La Biennale Internazionale d’arte di Venezia, Documenta a Kassel, la Quadriennale d’Arte di Roma. Le sue opere si trovano nelle maggiori collezioni museali del mondo e nelle più prestigiose collezioni private nazionali e internazionali. Nel 2007 il Museo Correr di Venezia ha celebrato l’opera di Enzo Cucchi dedicandogli una mostra monografica inauguratasi in concomitanza con l’apertura della 52a Biennale Internazionale d’arte. L’archivio ufficiale di Enzo Cucchi è consultabile presso il Castello di Rivoli - Museo d'Arte Contemporanea, Rivoli (To). (Biografa riassuntiva a cura di Emanuela Nobile Mino)
49, via dell’Arancio 00186 Roma tel. +39 06.89760540 - fax +39 06.89760541 mob. +39 340.8536717 info@galleriao.net
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EMANUELA FIORELLI Genesi (2010)
a cura di Silvia Pegoraro
13 aprile – 22 maggio 2010
Fabbri Contemporary Art
Via Stoppani 15/C – Milano
Inaugurazione 13 aprile dalle 18.30
E’ dedicata a Emanuela Fiorelli (Roma, 1970) l’intensa mostra che verrà inaugurata il prossimo 13 aprile presso la galleria FABBRI Contemporary Art di Milano. Il lavoro di Emanuela Fiorelli affonda le sue radici nello Spazialismo di Fontana e negli sviluppi “oggettuali” che esso produce nel lavoro di Bonalumi e Castellani, oltre che nelle innovazioni scientifico - sperimentali realizzate negli anni ’60 – ’70 dall’Arte Programmata.
L’estetica che orienta il lavoro di Emuanuela Fiorelli si muove lungo due direttrici principali: da un lato l'accrescimento nell'uomo di una generale consapevolezza percettiva, dall'altro l'approfondimento scientifico-progettuale di tutto ciò che concerne l'esperienza degli eventi visivi, espresso attraverso un vocabolario rigorosamente aniconico. L’opera di Emanuela Fiorelli va ben oltre la pittura o la scultura, e si fonda sulla centralità genetica del disegno, del momento progettuale, che ha come scopo la programmazione di un impatto sia percettivo che razionale sullo spettatore: «Un disegno può essere un tracciato di linee su una superficie piana, oppure la pianta di un “qualcos’altro”, che per chiarirsi ha bisogno di essere estruso nello spazio», scrive l’artista. D’altra parte, per Emanuela Fiorelli anche la manualità è una componente fondamentale nella concezione dell’opera, e va a interagire con un originale, intrigante e problematico rapporto con le matematiche. Telai in legno, tarlatane e fili sono i materiali utilizzati nei suoi lavori: materiali che ci rimandano a un settore operativo considerato per secoli e secoli di pertinenza femminile, e legato agli ambienti domestici e alla tessitura. Una delle sfide vinte da Emanuela Fiorelli è proprio quella di aver riscattato questa dimensione operativa dalla sua condizione di “minorità”, trasformandola in una ricerca di estremo rigore teoretico e grande raffinatezza oggettuale. Fra le più pure plasticiennes della nostra epoca, Emanuela Fiorelli rappresenta la forza del disegno assoluto: un rigore matematico, estetico e architettonico vincolato al concetto di una spazialità avvolgente, strutturata dalle trasparenze delle tarlatane, dalla perfezione dei telai, dal dinamismo musicale dei fili. Costantemente affascinata dalla dialettica tra “caos” e “cosmo”, tra “materia” e “luce”, Emanuela Fiorelli ha ideato per questa mostra la serie “Genesi”, ispirata al primo libro della Bibbia, e in particolare ai versetti dove è descritta la separazione delle tenebre dalla luce: ancora una volta, nel suo lavoro, il rigore estetico-matematico si lega al concetto di una spazialità armoniosa ma inquieta, dove linee, superfici, volumi e profili formano un insieme strutturato ma fluido, instabile, mutevole. Se “caotica” è la situazione di genesi e di persistenza dell'esistente, anzi addirittura la condicio sine qua non del suo essere, non può che recuperare anche l’idea di caos un’arte che, anche attraverso la definizione di un modello teorico/operativo e l'invenzione di un linguaggio coerente e consapevole, la interpreta e la rappresenta.
Ogni intervento artistico di Emanuela Fiorelli – e in particolare la splendida serie “Genesi”, espressamente ideata per questa mostra - si configura dunque come un binomio Caos / Cosmos, volutamente non riducibile a unum et unicum: la simbiosi disordine/ordine, in intima connessione e in rapporto di reciproca necessità, diventa principio di verità che dà senso e valore alle molteplici diversità dell'esistente.
NOTE BIOGRAFICHE
Emanuela Fiorelli (Roma, 1970). Si diploma all’Accademia di Belle Arti di Roma nel 1993. Del 1996 è la sua prima mostra personale, dove compare già la spinta ad ampliare la dimensione della profondità. Ma il passaggio decisivo avviene sdoppiando la superficie di lavoro in due teli, in modo da creare spazio vero, la cui struttura è resa visibile da un’intricata trama di fili, ma soprattutto dalla trasparenza della tarlatana. La conoscenza delle opere di grandi architetti come Libeskind, Zaha Hadid, Frank O. Gehry, Peter Eisenman, e di artisti visivi come Rachel Whiteread, Gordon Matta-Clark e, prima ancora, dell’opera di Bonalumi e Castellani, le fa intraprendere percorsi che toccano simultaneamente e liberamente la pittura, la scultura, l’installazione e l’architettura. Nel 2004 ha vinto il “Premio Accademia di San Luca per la Pittura”
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martedì 13 aprile 2010
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ART DIARY INTERNATIONAL 2010/2011, ULTIMI DUE GIORNI PER ISCRIVERSI! ENTRO IL 14 APRILE 2010
ULTIMI DUE GIORNI PER ISCRIVERSI alla nuova edizione di Art Diary International 2010/2011, la guida che raccoglie indirizzi aggiornati di artisti, gallerie, critici, istituzioni, operatori, collezionisti, fotografi, architetti, designers, ecc; in più, tutti i servizi legati al mondo dell'arte (cornici, trasporti, assicurazioni, ecc..) e informazioni su hotel, ristoranti e centri benessere. Art Diary International sarà presentato, come ogni anno, presso lo stand di Flash Art ad Art Basel (16-20 giugno 2010).
Iscrivendoti ad Art Diary International, a soli 75,00 euro, riceverai un abbonamento OMAGGIO a Flash Art e, SENZA COSTI AGGIUNTIVI, sarai visibile per un anno su www.artdiary.it, il nuovo sito dove trovare tutti gli indirizzi del mondo dell’arte.
Se lavori nel mondo dell’arte, visita subito www.artdiary.it e cerca il tuo nome: se non ci sei, puoi entrare a far parte di www.artdiary.it, inserire i tuoi dati ed aggiornarli in tempo reale. In più, se sei un’artista, avrai a disposizione la TUA PAGINA PERSONALE dove inserire immagini, testo, mostre ed eventi.
OFFERTA per l'inserimento su ART DIARY INTERNATIONAL 2010/2011
INSERIMENTO IN ART DIARY INTERNATIONAL 2010/2011 + ABBONAMENTO A FLASH ART + UNA COPIA DI ART DIARY 2010/2011a soli 75 euro (Inoltre se sei un'artista potrai crearti la tua pagina personale nella nostra Flash Art Gallery – CLICCA QUI PER VISITARE LA GALLERIA DEGLI ARTISTI)
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venerdì 16 aprile 2010
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FLASH ART CERCA DUE GIOVANI STAGISTI PER L'AREA MARKETING E PUBBLICITA'
AREA MARKETING E PUBBLICITA': Flash Art cerca due persone giovani, dinamiche, di madrelingua o con perfetta conoscenza della lingua inglese, per uno stage iniziale di tre mesi (con rimborso spese) ed eventuale successivo inquadramento nell'azienda. SI RICHIEDE dinamicità e disponibilità a viaggiare in Italia e all'estero, visitare o partecipare alle fiere d'arte italiane e straniere, capacità di socializzare e comunicare, lavorare in un team dinamico e competitivo. Opportuna la conoscenza dell'arte di oggi e della lingua francese. INDISPENSABILE DOMICILIO A MILANO.
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giovedì 22 aprile 2010
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Lettere al Direttore pubblicate su Flash Art n.282 aprile 2010
UNA RIVISTA VUOTA Caro Giancarlo, ho letto il nuovo numero di Flash Art, speravo in un cambiamento, in una trasformazione della pubblicazione, ma mi è parsa ancora più vuota di prima. Cribbiolina!!!! Perché proprio tu che ti lamenti sempre del “sistema Italia” non dai una scossa con la tua pubblicazione, facendola diventare un luogo fresco e innovativo?...
LEGGI TUTTA LETTERA DI DOMENICO OLIVERO – Clicca qui!
UN SIMPATIZZANTE DI PHILIPPE DAVERIO Egregio Politi, sono un artista di 41 anni, iscritto all’Accademia di Belle Arti e “sfogliatore” della rivista. Sono un forte simpatizzante di Philippe Daverio e del suo programma Passepartout di Rai 3, che però venendo trasmesso all’ora di pranzo, non riesco mai a vedere...
LEGGI TUTTA LETTERA DI MAURIZIO MARELLA – Clicca qui!
PRIMA E DOPO FLASH ART Egregio Direttore Politi, un mio amico conserva gelosamente due numeri di Flash Art del 1974. Quella sì che è informazione. Ad oggi lo stile non mi sembra molto cambiato, grande!!! Approfitto della sua pazienza: mi può raccontare qualcosa di quegli anni?...
LEGGI TUTTA LETTERA DI EUGENIO SANTORO – Clicca qui!
LA STORIA DELL’ARTE SCOMPARE? Gentile direttore, immagino sia informato del nuovo corso che la scuola italiana intraprende con la riforma Gelmini, la Storia dell’arte ne esce piuttosto male: riduzione delle ore in alcuni casi, in altri la completa scomparsa. Chissà se contattando direttamente il Ministro e ponendole delle semplici ma accorte domande...
LEGGI TUTTA LETTERA DI EDMONDO BERTAINA – Clicca qui!
AMO IL REALISMO ESISTENZIALE Signor direttore, sono un giovane appassionato d’arte che colleziona, seguendo l’umore e il proprio stato d’animo. Dopo aver subito una perdita che ha minato le fondamenta del mio animo e irrimediabilmente fatto incazzare, ho iniziato ad avvicinarmi alle tematiche del Realismo Esistenziale...
LEGGI TUTTA LETTERA DI FRANCESCO MARIA COSTANTINI – Clicca qui!
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Gino
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martedì 18 maggio 2010
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lot 415 Dennis Oppenheim (1938) Smokestack Towers with frozen Fireworks, 2009 Installazione/Installation, materiali vari/mixed media stima/estimate: euro 90.000/120.000
L'asta di Arte Moderna e Contemporanea che si terrà a Napoli il 26 Maggio 2010, propone la vendita di oltre 400 lotti selezionati tra importanti collezioni italiane ed internazionali. Il 26 maggio 2010 alle 18.30 avrà inizio la sessione unica dell'asta di arte moderna e contemporanea di Blindarte. Tra le opere che verranno poste in vendita va notato uno splendido dipinto degli anni Cinquanta di Jean Dufy, dal titolo Big Ben - Lodon, che ritrae l'incantevole landscape della Londra di quegli anni vista dal Tamigi; l'opera è proposta alla vendita con una stima di euro 35.000/45.000; un olio di Alberto Savinio che ritrae uno dei suoi soggetti preferiti, un mostro marino proposto alla vendita con una stima di euro 32.000/36.000; un disegno di Amedeo Modigliani del 1915, ritratto dell'amico Diego Rivera, grande artista messicano, con una stima di euro 90.000/110.000; un significativo olio su tavola di Pippo Oriani del 1935 con una stima di euro 6.000/8.000 e, tra le chicche, un disegno di Umberto Boccioni del 1912-15 raffigurante un ritratto di un volto femminile stimato per 16.000/22.000 euro. Altre opere importanti proposte nella vendita del 26 maggio: una singolare, recente ed imponente installazione di Dennis Oppenheim realizzata per il Museo Riso di Palermo, e lì esposta e visitabile fino alla data dell'asta. La stima dell'opera è di 90.000/120.000 euro; un importante olio Double Bathrobe di Jim Dine, raffigurante uno dei soggetti a lui più cari, l'accappatoio, riprodotto due volte in un dittico di oli su tela; l'opera è proposta alla vendita con una stima di 65.000/85.000 euro; un raro olio su tela di Valerio Adami del 1966, dal titolo Piccolo interno su un orizzonte, stimato euro 32.000/36.000; un grande lavoro su tela di 200 x 200 cm di Mario Schifano, dal titolo Segno d'energia, l'opera in cui viene riprodotta l'insegna della Esso proposta alla vendita con una stima di euro 30.000/40.000; una bellissima carta dai colori vivacissimi di Francesco Clemente (dalla Serie Canossa) è proposta alla vendita con una stima di euro 26.000/32.000. Tra gli oltre 400 lotti proposti all'incanto si segnalano interessanti opere dei maggiori artisti italiani ed internazionali, tra questi: Keith Haring, Andy Warhol, Robert Rauschenberg, Joseph Beuys, Ray Johnson, Raymond Hains, Henry Michaux, Giuseppe Penone, Victor Vasarely, Alighiero Boetti, Mimmo Rotella, Sam Francis, Sandro Chia, Carla Accardi, Getulio Alviani, James Brown, Giuseppe Capogrossi, Aldo Mondino, Wim Delvoye, Dan Graham, Hermann Nitsch, Norman Bluhm, Agostino Bonalumi, Antonio Corpora, e molti altri. Inoltre verrà posto in vendita un consistente numero di lotti provenienti da una nota collezione di Poesia Visiva, con opere storiche e significative dei fondatori del movimento: Eugenio Miccini, Lucia Marcucci, Luciano Ori, Sarenco, Lamberto Pignotti, Roberto Malquori ed altri.
Esposizione dal 11 maggio 2010 via Caio Duilio 10 - 80125 Napoli info +39 081 2395261 dipartimento arte moderna e contemporanea Blindarte
lot 414 Jim Dine (1935) - Double Bathrobe, 1989 Olio su due tele (dittico)/Oil on two canvases (diptych), cm 51x81 stima/estimate: euro 65000/85000
ALTRE ASTE
ASTA 40 - DIPINTI ANTICHI E XIX - XX SECOLO - Martedì, 19 Maggio 2010
ASTA 41 - IMPORTANTI GIOIELLI ED OROLOGI - Mercoledì, 20 Maggio 2010
Blindarte contemporanea via Caio Duilio 4d-10 8 0 1 2 5 - N a p o l i tel +39 081 2395261 fax +39 081 5935042
galleria
Giugno – Ottobre 10
Berend Strik
Ottobre – Dicembre 10
Davide Cantoni
i n f o @ b l i n d a r t e . i t w w w . b l i n d a r t e . i t
casa d’aste asta – arte moderna e contemporanea
26 Maggio 2010 i n f o @ b l i n d a r t e . c o m w w w . b l i n d a r t e . c o m
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Gino
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giovedì 20 maggio 2010
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Albissola-Betlemme. Le mille e una notte
Con Sandi Hilal e Alessandro Petti
A cura di Tiziana Casapietra
1 – 12 giugno 2010 - Albissola Marina (SV)
Villa La Pineta, via Gentile 56
Villa La Pineta, Albissola Marina, sede delle cene
Il progetto: “Albissola-Betlemme. Le mille e una notte” è un evento collettivo durante il quale, per la durata di 2 settimane, artisti, scienziati, filosofi, storici e scrittori si incontreranno nelle sere d’estate intorno a un tavolo comune preparato ad accogliere gli ospiti per condividere storie e riflessioni sull’arte e sulla cultura contemporanea. L’evento è aperto al pubblico. Poiché lo spazio disponibile è limitato, tutti gli interessati sono pregati di intervenire previo appuntamento. Segreteria Organizzativa: Epydemia srl tel. 3939113367.
Gli artisti: Sandi Hilal eAlessandro Petti sono architetti, urbanisti e artisti. Vivono e lavorano a Betlemme. Il loro lavoro è stato esposto, tra l'altro, alla Biennale di Venezia, alla Biennale di Rotterdam, alla Biennale di Istanbul, e al Museo d'Arte Moderna della Città di Parigi. Per Hilal e Petti l'uso dell'arte, dell'architettura e dell'urbanistica è politico. Lo spazio viene visto non tanto come luogo del costruire ma come luogo delle vicende umane. Con il loro lavoro propongono un'indagine su quanto l’arte possa influenzare l'ambiente, l'architettura e la pian ificazione urbanistica dei luoghi che viviamo. Al fine di alimentare la riflessione su questi temi, gli artisti organizzano spesso scambi informali, discussioni e tavole rotonde seminari e conferenze con intellettuali, scrittori e professionisti per proporre un grado più alto di consapevolezza della nostra realtà di vita.
Il progetto è parte dell’evento complessivo “Mediterraneo - Dialoghi tra Arte e Poesia” frutto della collaborazione tra i Comuni di Albissola Marina e Albisola Superiore (SV). In considerazione delle tematiche che affronta e sviluppa l’evento si può considerare all’interno di “Aspettando la Biennale” quale anticipazione della Biennale del Mediterraneo 2010 che si terrà a Genova.
e con il contributo di
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Gino
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venerdì 21 maggio 2010
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CERCHIAMO DUE GIOVANI DINAMICI DA INQUADRARE NELL'ADVERTISING DEPARTMENT DI FLASH ART
Avete una conoscenza dell'inglese a livello C2 (o superiore), oppure siete di madrelingua inglese? Conoscete o amate l'arte contemporanea? Siete interessati a collaborare con un team giovane e dinamico, con sede a Milano? Avete facilità nei rapporti sociali? Siete disposti a viaggiare per visitare le principali Fiere d'arte internazionali e italiane?
Flash Art cerca due giovani stagisti (per due-tre mesi) da inserire nell'advertising department di Flash Art e Art Diary. Durante il periodo di stage verrà corrisposto un rimborso spese di 250 euro. Successivamente, dopo il buon fine della prova, avverrà l'inquadramento all'interno dell'azienda. Si richiede patente di guida, il domicilio a Milano, disponibilità e flessibilità nel lavoro.
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Gino
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lunedì 24 maggio 2010
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18:24
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GALLERIA O.
DESIGN AND DECORATIVE ARTS
INTERNO ITALIANO Massimo d’Alessandro Giuseppe Gallo/Max Ingrand Gio Ponti
26 MAGGIO/MAY – 26 GIUGNO/JUNE 2010
Inaugurazione/Opening MARTEDI 25 APRILE 2010, 0re 18/21 TUESDAY MAY 25 2010 H. 6 PM/9 PM
La Galleria O. presenta una mostra dal titolo complesso e volutamente ambiguo- “Interno italiano”- che diventa più comprensibile alla luce di alcune considerazioni che fondano la ricerca della galleria stessa sul design italiano del Novecento e sulla contemporaneità. Prima di tutto, esiste una linea di elaborazione di eccellenza assoluta rappresentata, tra le due guerre, soprattutto daFontana Artee da Gio Ponti: si tratta di una linea culturale che si potrebbe definire “italiana” poiché da un lato trova un tratto specifico nelle tradizionali capacità artigianali, in cui diverse regioni di questo Paese eccellono; dall’altro perché, nella qualità del design, si vuole mantenere per molti versi lontana dall’ ideologia del bianco, dello spoglio minimalismo “ospedaliero” che il Movimento Moderno elabora in Europa in quegli stessi anni. Questa dimensione italiana del design nel secondo dopoguerra è ben rappresentata, nella sua capacità di muoversi tra industria e creatività mediterranea, dalla mostra newyorkese “ The New Domestic Landscape” (MoMA, 1972); e sarà ancora l’Italia, con il Design Radicale e soprattutto con Ettore Sottsass, a spostare il design dal piano della razionalità industriale a quello di una più raffinata ricerca di messaggi poetici, sempre intrecciata alle capacità delle piccole aziende produttrici italiane. Come a voler riprendere questa storia, la galleria presenta due progetti contemporanei: un tavolo di Massimo d’Alessandroe tre gioielli diGiuseppe Gallo, assieme a due pezzi storici: una poltrona inedita di Ponti del 1948, e uno stupefacente lampadario del 1956, firmato da Max Ingrand, allora Direttore di Fontana Arte. Indirettamente quindi l’operazione culturale sottesa vuole associare alcune idee: la distanza dall’avanguardismo spettacolare di molto design contemporaneo, un quasi concettuale ritorno alla raffinatezza delle elaborazioni artigianali nel prodotto artistico, una qualità del design che, seppure contemporanea, trova una capacità di dialogo con il design storico, una dimensione calda degli spazi fortemente legata ad alcune radici storiche di questo Paese.
Massimo d’Alessandro, Professore Ordinario di Disegno Industriale presso la Prima Facoltàdi Architettura dell'Università di Roma “La Sapienza”.
Socio fondatore dello studio di progettazione STASS (1965 al 1975).Nel triennio 1975-78 fonda la galleria d’arte D’ALESSANDRO-FERRANTI. Dal 1986 lavora con il suo studio di progettazione, Massimod’Alessandro e Associati, oggi MDAA Architetti Associati (www.mdaa.it).
Giuseppe Gallovive e lavora a Roma. Ha esposto alla Biennale di Venezia (1990), nella mostra “Minimalia” al P.S.1 di New York (1998), all’Académie de France Villa Medici a Roma (2006), al MACRO di Roma (2007), alla Kunsthalle di Mannheim (2007).
Via dell’Arancio, 49 00186 Roma tel.+39 06 89760540- fax +39 06 89760541 mob.+39 340 8536717info@galleriao.net
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Gino
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mercoledì 2 giugno 2010
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GIORNO PER GIORNO
Giugno 2010
Un mese d’arte contemporanea in Piemonte
19 istituzioni culturali, 28 giorni di eventi diversi in 6 province, un unico grande calendario: si presenta così GIORNO PER GIORNO, la nuova iniziativa promossa dalla Fondazione per l’Arte Moderna e Contemporanea CRT nell'ambito di Contemporary Art Torino Piemonte, per coordinare i vari soggetti istituzionali che operano nel campo dell’arte contemporanea in Piemonte.
Curata da Artissima, la manifestazione riunisce in un programma trasversale mostre, performance, conferenze, appuntamenti in migrazione giornaliera sul territorio tra le istituzioni che hanno aderito all’iniziativa formando un “museo immaginario”, itinerante e distribuito nel tempo.
GIORNO PER GIORNO è un ulteriore punto di forza di un’area geografica che sta crescendo sempre di più in qualità delle iniziative culturali e visibilità nazionale e internazionale nell’ambito dell’arte contemporanea in un sistema integrato e sinergico.
CALENDARIO
MARTEDÌ1 - ore 18,30 - GAM Galleria Civica d’Arte Moderna e Contemporanea, Torino Julieta ArandaAll the Memory of the World (We Can Remember It for You) - Conferenza
GIOVEDÌ 3 - ore 16.30 / 21.00 - ARCA, Piccolo Studio dell’Abbazia di S. Andrea, Vercelli
A scuola da Peggy - Laboratorio didattico ispirato alla mostra Peggy e Solomon R. Guggenheim: le avanguardie dell’astrazione
VENERDI' 4 - ore 20.30 e 22.00 / 24.00 - Parco Arte Vivente, Torino Beautiful Mistakes - Tavola rotonda e proiezione
SABATO 5 - ore 16.30 / 20.00 - Collezione La Gaia, Castello del Roccolo e Serre, Busca
Santiago Sierra - Inaugurazione mostra personale con la presenza dell’artista
DOMENICA 6 - ore 14.00 / 19.00 - Fondazione Sandretto Re Rebaudengo, Palazzo Re Rebaudengo, Guarene d’Alba
Persona in meno - Mostra della quarta edizione del progetto Residenza per giovani curatori - Visita guidata alla mostra. Performance di Alberto Scodro
LUNEDÌ 7 - ore 19.00 - Castello di Rivoli Museo d’Arte Contemporanea, Rivoli
tutto è connessoopere della collezione 1998-2009 Vito Acconci - Inaugurazione mostre
MARTEDÌ 8 - ore 18.30 - GAM Galleria Civica d’Arte Moderna e Contemporanea, Torino Simon FujiwaraReadings from an Unwritten Erotic Novel,1975-2010 - Conferenza e performance
MERCOLEDÌ 9 - ore 18.30 - GAM Galleria Civica d’Arte Moderna e Contemporanea, Torino Mimesi permanente. Una mostra su simulazione e realismo - Inaugurazione
GIOVEDÌ 10 - ore 21.00 - TAG Torino Art Galleries, TorinoApertura serale collettiva delle gallerie
VENERDÌ 11 - ore 19.00 / 22.00 - Fondazione Merz, Torino Mario Merz. Pageantry of Painting. Corteo della pittura - Visita guidata della mostra
SABATO 12 - ore 11.30 / 20.00 - Castello di Rivoli Museo d’Arte Contemporanea, Rivoli Gli Irregolari: Emilio Villa e Amelia Rosselli
Incontri e dibattiti con Sonia Bergamasco, Andrea Cortellessa, Stefano Scodanibbio, Hans-Ulrich Obrist
DOMENICA 13 - ore 18.00 / 22.00 - Fondazione Spinola Banna per l’Arte, Poirino Eva MarisaldiCircolare - Presentazione del video con Eva Marisaldi e Enrico Seriotti
MARTEDÌ 15 - ore 18.30 - Accademia Albertina di Belle Arti, Torino Fashion Paper - Mostra itinerante di moda, arte e design in carta - Inaugurazione
MERCOLEDÌ 16 - ore 21.00 - Barriera, Torino Senza Barriere: Pier Giovanni Castagnoli intervista Salvo
In difesa – In azione - Musica, danza, performance, video
VENERDÌ 18 - ore 15.00 / 23.00 - Associazione Fondo Giov-Anna Piras, Asti SERIE InCONTEMPORANEALa fotografia come meta-narrazione - Visita guidata della mostra e performance
SABATO 19 - ore 20.30 - Museo Nazionale del Cinema, Torino Steve McQueenHunger - Proiezione del film
DOMENICA 20 - ore 22.15 - Museo Nazionale del Cinema, Torino Apichatpong WeerasethakulSyndromes and a Century - Proiezione del film
LUNEDÌ 21 - ore 21.00 - Barriera, Torino Senza Barriere: Pier Giovanni Castagnoli intervista Luigi Mainolfi
MARTEDÌ 22 - ore 18.30 / 20.30 - Fondazione Sandretto Re Rebaudengo, Torino Alberto Garutti - Conferenza e visita guidata dell’artista alla mostra
MERCOLEDÌ 23 - ore 21.00 - CRAA Centro Ricerca Arte Attuale, Villa Giulia, Verbania Festival Musicale delle bande contemporanee del Verbano Cusio Ossola
GIOVEDÌ 24 - ore 18.00 / 21.00 - Eataly, Bosco dei Pensieri, Fontanafredda UniVerso Poesia - Video proiezioni e letture poetiche itineranti, a cura di Pier Mario Giovannone
VENERDÌ 25 - ore 21.00 - Castello di Rivoli Museo d’Arte Contemporanea, Rivoli FUORICORNICE. Altre scene, Altre danze Charles Atlas - Incontro con l’artista e proiezione di The Legend of Leigh Bowery
SABATO 26 - ore 10.00 / 13.00 - Fondazione Pistoletto / Cittadellarte, Biella Premio di produzione Cittadellarte - Fondazione Zegna. Arte per una trasformazione sociale (2011) - Tavola rotonda nell’ambito della XIII edizione della rassegna internazionale ARTE AL CENTRO
DOMENICA 27 - ore 16.00 e ore 17.00 - CeSAC Centro Sperimentale per le Arti Contemporanee - Il Filatoio, Caraglio Meshac Gaba Défilé des Perruques-architecture - Installazione e performance
Tania BrugueraPoetic Justice - Installazione
LUNEDÌ 28 - ore 21.00 - Fondazione Merz, Torino Meteorite in Giardino 2010: Arte, scienza e musica con Umberto Clerici, Guido Magnano e Rob Pruitt
MARTEDÌ 29 - ore 18.30 - Pinacoteca Giovanni e Marella Agnelli, Torino
Conversazioni sul Collezionismo: BIDIBIDOBIDIBOO. Le collezioni di Patrizia Sandretto Re Rebaudengo
MERCOLEDÌ 30 - ore 18.00 / 21.00 Fondazione Sandretto Re Rebaudengo - Stazione sud monorataia Alweg, Italia 61 Matteo Rubbi - Monorotaia Alweg - Performance
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Gino
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martedì 8 giugno 2010
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Flash Art Italia n.284 giugno 2010
IN LIBRERIA E IN EDICOLA Flash Art Italia n.284. In primo piano: un omaggio alla vicenda artistica di Giuseppe Uncini, le cui fasi cruciali sono rievocate da Alberto Mugnaini; Arianna Rosica parla con Carlo Benvenuto di quotidianità e natura sfuggente degli oggetti; mentre Lorenzo Scotto di Luzio dialoga con Francesca Boenzi di mimesi, paesaggio e contraddizioni irrisolte; Ilaria Gianni indaga il percorso artistico di Domenico Mangano, in equilibrio tra teatralità della vita e paradossali metafore del ricordo; Antonio Rovaldi e Michael Höpfner ci raccontano un’insolita passeggiata lungo la Broadway;
“Siamo nati in un contenitore, moriremo in un contenitore...” dichiara Damien Hirst, che discute con Michele Robecchi di nuovi progetti, morte e soldi; Nicola Trezzi ci spiega cosa significa “fare arte” oggi per un gruppo di artisti “artigiani contemporanei” di New York; Laura Cherubini presenta il lavoro del giovane artista di origine kosovara Petrit Halilaj. Pierluigi Sacco dedica la sua abituale rubrica a L’Aquila e a un progetto incompiuto. Tre i Brand-new che ci portano alla scoperta della giovane arte: Raffaella Crispino, Renato Leotta e Michael Cline. Nella rubrica Amarcord, Alessandro Jasci ricorda nostalgicamente la Milano anni ‘70. Imperdibili come sempre gli appuntamenti fissi: Lettere al Direttore, Maximo Moralia, l’Occhio di Giacinto, Cherry Picking, e poi una valanga di recensioni appena sfornate. Buona lettura!
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mercoledì 9 giugno 2010
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Charles Saatchi:
se volete sapere quali sono le gallerie e gli artisti più significativi di oggi, leggete Flash Art
Charles Saatchi, l’onnivoro collezionista e infaticabile Art Promoter inglese di origine irachena, mito e terrore di generazioni di collezionisti, artisti, galleristi, musei, curatori, qualche tempo fa per il quotidiano The Guardian si è fatto fotografare in pubblico con in mano Flash Art, a testimoniare la sua stima e il suo legame storico con la più longeva rivista d’arte europea, nata quasi contemporaneamente alla sua mitica collezione. Nel 1967 infatti nasce Flash Art e nel 1968/1969 inizia la Collezione Saatchi, che in questo lungo viaggio nell’arte condividerà con Flash Art (e in qualche caso grazie a Flash Art) moltissime scelte e pochissimi errori. E ora, in un libro intervistarecentemente uscito, Charles Saatchi ribadisce questo suo legame sentimentale e professionale con Flash Art, dichiarando che se si vuole sapere tutto sulle gallerie e artisti di oggi e conoscere i più significativi, bisogna leggere Flash Art.
Ancora una volta, dopo numerosissimi altri protagonisti dell’arte di oggi, ci pervengono la stima e l’apprezzamento di un personaggio cult dell’arte mondiale nei confronti di Flash Art: per le sue scelte qualitative, per la professionalità, attenzione e lungimiranza dimostrata in questi primi 43 anni di vita. Chi può dire altrettanto in Italia e nel mondo?
Quali sono gli artisti internazionali più importanti oggi al mondo?
Eccoli e sono 30, secondo lo Special One dell’arte, Hans Ulrich Obrist. E, guarda guarda, nessun italiano.
Hans Ulrich Obrist, famoso critico internazionale, grande guru e sacerdote dell’arte, sulla scia delle tradizioni di Flash Art, ha stilato una sua personale (ma riteniamo autorevolissima e certamente curiosa) graduatoria degli artisti più significativi di oggi. La sorpresa (ma non tanto, visto che Hans Ulrich è da sempre uno straordinario e super informato talent scout) è che quasi la metà degli artisti in graduatoria è sconosciuta anche ai più informati cultori e appassionati di arte come noi e il nostro staff. Pertanto chiediamo ai nostri amici e lettori:
Cosa pensate di questa lista? Quale giudizio esprimete sulle scelte dello Special One dell’arte, Hans Ulrich Obrist? Come mai tra questi 30 artisti non c’è alcun italiano? Siamo un paese da terzo mondo nell’arte di oggi oppure semplicemente dimenticato ed emarginato?
Scrivete a Giancarlo Politi: giancarlo.politi@tin.it
Vi risponderò nella mia rubrica LETTERE AL DIRETTORE o anche personalmente.
Grazie. Giancarlo Politi
ECCO I TOP 30 DI HANS ULRICH OBRIST, LO SPECIAL ONE DELL’ARTE DI OGGI
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Gino
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venerdì 25 giugno 2010
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11:42
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sono un giovane collezionista e appassionato d’arte.
Leggo con molto interesse la sua rivista e vorrei sottoporle un paio di quesiti.
Cosa ne pensa di questa fantomatica crisi attuale nel campo dell’arte contemporanea? Ho letto vari libri (di recente pubblicazione) sull’argomento e tutti sono abbastanza concordi nel dire che alla fine il mercato dell’arte sopravviverà e alla grande! (ci mancherebbe altro… dico io!!!)...
LEGGI TUTTA LETTERA DI MAURO SCHIAVO – Clicca qui!
L’ITALIA MI ANNOIA
Caro Direttore
è da un po’ di anni che mi occupo d’arte, lavoro ed espongo da tempo in diverse situazioni, il mio lavoro di solito suscita interesse e mi apre sempre qualche prospettiva.
Ma l’Italia ahimè mi annoia, da un po’ di tempo penso che la cosa migliore sia spostarsi all’estero. Vorrei avere un confronto, un miglioramento, una crescita, uno scambio! Come posso fare? Partecipare a dei concorsi esteri? (tenga conto che ho più di 35 anni e molte porte per me sono già chiuse!)...
LEGGI TUTTA LETTERA DI FABIOLA LEDDA – Clicca qui!
MAROTTA È MOLISANO
Carissimo Direttore,
ho appena letto l’articolo da Lei scritto sull’ultimo numero di Flash Art “A Lucio Fontana e Gino Marotta piacevano le salsicce di mio padre”.
Le scrivo solo per correggere la regione di provenienza di Gino Marotta, che è il Molise e non la Basilicata. Marotta nasce infatti nel 1935 a Campobasso. Cordiali Saluti,
riflettevo su quello che più volte lei ha ribadito sui presunti plagi commessi da artisti di comprovata importanza.
Il concetto è che se l’artista cleptomane è cool (mi consenta il termine, non vedevo l’ora di usarlo) non c’è nessun problema: sono cose che girano, tutti sono liberi di coglierle; se il copista è un “disgraziato” difetta di originalità, ma da un dilettante che si può pretendere?
a suo merito come dei suoi redattori, trovo gli articoli di Flash Art i più interessanti
e ben scritti tra le riviste d’arte italiane che leggo.
Purtroppo però non sono vicino alla linea estetica della rivista — ai suoi “gusti” insomma — tendente al concettuale e lontana da un’arte più bassa e appagante per gli occhi, il cui valore viene…
LEGGI TUTTA LETTERA DI FRANCESCO D’ISA – Clicca qui!
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Gino
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lunedì 28 giugno 2010
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18:43
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Victoria Noorthoorn, una curatrice indipendente che vive a Buenos Aires, curerà la Biennale di Lion...
LETTERE AL DIRETTORE - Flash Art n.284 giugno 2010
PARLIAMO DI QUESTA CRISI DEL MERCATO DELL’ARTE Buongiorno Politi, sono un giovane collezionista e appassionato d’arte. Leggo con molto interesse la sua rivista e vorrei sottoporle un paio di quesiti. Cosa ne pensa di questa fantomatica crisi attuale nel campo dell’arte contemporanea?...
MA LA CRISI NON È PROPRIO FANTOMATICA Caro Mauro, ma la crisi non è proprio fantomatica, mi pare. Anzi molto tangibile e visibile ovunque. C’è da dire che forse si tratta di una crisi più intorno a noi che all’interno del sistema dell’arte. Vedi le aste americane e inglesi. L’arte (soprattutto il mercato) sopravviverà? Ma certo, che discorsi!...
LEGGI TUTTA LA LETTERA DI MAURO SCHIAVO - Clicca qui!
L’ITALIA MI ANNOIA Caro Direttore è da un po’ di anni che mi occupo d’arte, lavoro ed espongo da tempo in diverse situazioni, il mio lavoro di solito suscita interesse e mi apre sempre qualche prospettiva. Ma l’Italia ahimè mi annoia, da un po’ di tempo penso che la cosa migliore sia spostarsi all’estero. Vorrei avere un confronto, un miglioramento, una crescita, uno scambio! Come posso fare?...
SE SEI RICCA PUOI FARLO. OGNI GIORNO NEW YORK È UNA GRANDE FESTA DEGLI OCCHI E DELLO SPIRITO Cara Fabiola, ti capisco. Il tuo lavoro funziona abbastanza bene oppure ritieni che più di come vada ora non possa andare? La tua città o paese (ma dove abiti?) ti vanno stretti e vuoi cambiare aria? Come ti capisco!...
LEGGI TUTTA LA LETTERA DI FABIOLA LEDDA - Clicca qui!
MAROTTA È MOLISANO Carissimo Direttore, ho appena letto l’articolo da Lei scritto sull’ultimo numero di Flash Art “A Lucio Fontana e Gino Marotta piacevano le salsicce di mio padre”. Le scrivo solo per correggere la regione di provenienza di Gino Marotta, che è il Molise e non la Basilicata. Marotta nasce infatti nel 1935 a Campobasso...
DIAMO A MAROTTA QUEL CHE È DI MAROTTA. E A EMILIO VILLA, L’IMMENSO, QUEL CHE È DI VILLA Cara Irene, grazie per la precisazione. Soprattutto perché io debbo molto a Marotta e non lo dimenticherò mai. E nella mia fretta giovanile e a causa del mio trasferimento a Milano, certamente gli ho restituito meno di quello che lui mi ha dato. Fu lui a introdurmi presso Emilio Villa, Corrado Cagli, Sante Monachesi, Edgardo Mannucci, Ettore Colla, nella bellissima Roma degli anni Sessanta...
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LA CALVIZIE E LA STORIA DELL’ARTE
Caro direttore, riflettevo su quello che più volte lei ha ribadito sui presunti plagi commessi da artisti di comprovata importanza. Il concetto è che se l’artista cleptomane è cool (mi consenta il termine, non vedevo l’ora di usarlo) non c’è nessun problema: sono cose che girano, tutti sono liberi di coglierle; se il copista è un “disgraziato” difetta di originalità, ma da un dilettante che si può pretendere?...
I MEDIOCRI IMITANO, I GENI COPIANO Caro amico, mi sa tanto che tu hai le idee poco chiare sia sugli artisti che sulla calvizie. Infatti io non sono calvo. Ma solo rasato. Mia moglie e le ammiratrici platoniche mi dicono che così rasato (iniziai per gioco molte estati fa in Sardegna) sono più sexy. E allora perché no?...
UN’ARTE DI ALTRETTANTO VALORE? Gentile Giancarlo, a suo merito come dei suoi redattori, trovo gli articoli di Flash Art i più interessanti e ben scritti tra le riviste d’arte italiane che leggo. Purtroppo però non sono vicino alla linea estetica della rivista — ai suoi “gusti” insomma — tendente al concettuale e lontana da un’arte più bassa e appagante per gli occhi...
IO STO DALL’ALTRA ARTE Caro Checco, ma non siamo d’accordo che l’arte è una convenzione? E che dopo Marcel Duchamp è il contesto che fa l’artista e l’arte? E allora cosa vogliamo raccontarci? Mi spiace amico mio, ma al di fuori di quella pubblicata in Flash Art, non c’è buona arte. Il resto è quasi tutto prodotto di dilettanti o di basso mercato per collezionisti della Brianza. Sta tentando Luca Beatrice (ahimè, sponsorizzato da Sgarbi e dal ministro Bondi, con l’appoggio esterno di Daverio)...
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Gino
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giovedì 1 luglio 2010
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Flash Art Italia #285
Da sinistra: Andrea Pazienza, Autoritratto, 1975. Pennarello, 100 x 70 cm; Andrea Pazienza, ritratto.Courtesy Vanni Natola.
IN LIBRERIA E IN EDICOLA Flash Art Italia #285 (luglio). In primo piano: Giacinto Di Pietrantonio e il collezionista Paolo Pompa raccontano la storia di un postmoderno sui generis che ha fatto del disegno il medium eletto per la sua fervida immaginazione: Andrea Pazienza; Alfredo Pirri parla con Luciano Marucci della sua opera, frutto di una tensione dinamica e armonica; intervista gemellare: Gianluca e Massimiliano De Serio discutono dei loro lavori, frammentati paesaggi umani e geografici; Daniela Zangrando presenta il nuovo progetto di Alberto Tadiello; cugini, bici, telefilm: gli anni Ottanta e Novanta secondo Diego Marcon e Michele Bazzana; Domenico Quaranta descrive gli esiti di uno stimolante binomio della nostra epoca: arte e YouTube; pittura tra performance e mascheramento, ce ne parla Catherine Wood; mentre Pierluigi Sacco ci consegna un “piccolo promemoria per i tempi che verranno”; nella sezione Brand-New: David Adamo, Marco Fedele Di Catrano e Giovanni De Lazzari; e poi le Lettere al Direttore e tante succose rubriche e recensioni. Buona lettura!
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Gino
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mercoledì 28 luglio 2010
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ho letto l’ultimo (per me il primo) libro di Francesco BonamiSi crede Picasso e, a parte qualche bella pagina (la sua lettura di Hopper è straordinaria), nel nucleo della sua argomentazione l’autore ci rivela che l’arte autentica si distingue dalla non-arte, perché questa “ha un’anima”. Tale assunto non mi pare né originale, né di rilevante profondità filosofica e concettuale. Sinceramente dal Francesco globale mi aspettavo un’elaborazione meno vaga del concetto di arte, e semmai condotta su basi più scientifiche. O forse dobbiamo considerare Bonami più curatore e organizzatore di eventi che non studioso di astratte concettualità?
Cordiali saluti,
Roberto Benelli
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CATTELAN E LA MOZZARELLA IN CARROZZA
Gentile Direttore,
se l’Untitled del 2001 di MaurizioCattelan, per chi vuole visualizzare… il manichino di Maurizio Cattelan, è stato acquistato da un invisibile (ma non per tutti, magari incluso Lei) benefattore a $ 8.000.000, quanto crede il visionario e geniale proprietario — volgarmente parlando — potrebbe realizzare per Mozzarella in carrozza di Gino De Dominicis?
Se molto, oggi come ieri, si misura sempre più in base a ciò che si è disposti a pagare, non Le nascondo una certa malinconia nel vedere, vedere spendere per parlare dell’Imitatore e non del vero Genio assoluto che a tal proposito è colui Imitato.
leggo sulla sezione dedicata all’arte de Il Manifesto che la giunta comunale di Milano
si vuole opporre all’esposizione dell’opera di Cattelancomposta da un cavallo impagliato steso per terra su cui è apposto un cartello con la scritta INRI, perché
blasfemo. Leggo poi che Sgarbi vorrebbe “arrestare” tutti quelli che promuovono l’arte contemporanea in Italia in base a un imprecisato “ritorno all’ordine” figurativo, come se il figurativo contemporaneo non stesse cercando nuovi modi di esprimersi. E questa campagna si estende anche a giornali come Il Domenicale de Il Foglio, in cui si trattano le opere contemporanee con un disprezzo che ha del volgare. Ma perché? Non riesco a capire. Possibile che pure in arte si debba far passare il pensiero unico della stupidità, volgarità e disimpegno intellettuale?
Con stima.
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COLPO D’OCCHIO, FILM SULL’ARTE
Caro Direttore,
alcune settimane fa, grazie alla programmazione Sky, ho visto il film di Sergio Rubini Colpo d’occhio. Si tratta di un film che cerca di entrare nelle problematiche del mondo dell’arte di oggi. Lei conosce il film? Cosa ne pensa? Secondo lei il regista ha interpretato bene il mondo dell’arte odierno? Sono veramente così corrotti e influenzabili il mondo e il sistema dell’arte? Mi piacerebbe conoscere il suo parere.
LEGGI TUTTA LETTERA DI ANGELO CANEVARI – Clicca qui!
GOTTFRIED HELNWEIN
Gentile Signor Politi,
cosa pensa di Gottfried Helnwein?
Cordialmente,
LEGGI TUTTA LETTERA DI DANIELE FIACCO – Clicca qui!
Avviso: chiusura ufficio
Vi comunichiamo che la redazione di Flash Art rimarrà chiusa da lunedì 26 luglio a lunedì 23 agosto.
Per eventuali informazioni potete contattarci tramite email: CONTATTI FLASH ART
Per informazioni sulla pubblicità per il prossimo numero di Flash Art potete contattarci tramite email: ADVERTISING
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martedì 10 agosto 2010
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17:53
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ATTENZIONE, forse ci siamo dimenticati di comunicare a tutti il nostro periodo di chiusura. Ebbene, gli uffici di FLASH ART resteranno chiusi dal 7 al 23 di agosto.
A risentirci dal 24 prossimo di agosto.
Giancarlo Politi Editore.
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Gino
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mercoledì 1 settembre 2010
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09:26
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Grzegorz Kowalski, l'artista che è stato anche il maestro di tre generazioni di artisti polacchi, arriva alla Biennale di Carrara con un workshop gratuito aperto agli studenti delle Accademie italiane ed europee.
La XIV Biennale Internazionale di Scultura di Carrara, realizza un seminario/workshop diretto da Grzegorz Kowalski, storico docente dell'Accademia di Belle Arti di Varsavia, che si terrà a Carrara dal 13 al 18 settembre 2010.
Grzegorz Kowalski è un famoso artista, performer, scultore, autore di saggi e docente all'Accademia di Belle Arti di Varsavia.
Il corso, in lingua inglese, è intitolato: Does the sculptor need a camera? Camera as a tool to study time-space (Lo scultore ha bisogno della telecamera? La telecamera come strumento di indagine del tempo e dello spazio).
Sono invitati a partecipare gli studenti iscritti al triennio e al biennio di specializzazione e i laureati da non oltre un anno dell'Accademia di Belle Arti e gli iscritti a corsi di laurea preferibilmente dell'area artistica, architettonica, della grafica pubblicitaria, provenienti dagli Istituti di Alta Formazione (Università, Accademie, ISIA, IED) italiani o stranieri dei quali sia riconosciuto un titolo di studio corrispondente.
È prevista la riserva di 12 posti per gli studenti iscritti al triennio o al biennio di Specializzazione o laureati da non oltre un anno provenienti dalle Accademie di Belle Arti, Università e Istituti professionali del territorio regionale toscano.
Per partecipare è necessario candidarsi inviando via email i materiali richiesti nel bando ufficiale, entro e non oltre la mezzanotte di domenica 25 agosto 2010.
Per maggiori informazioni e per il bando consultate il sitowww.labiennaledicarrara.it, sezione attività parallele.
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mercoledì 8 settembre 2010
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13:19
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ART DIARY ITALIA 2011, SOLO POCHI GIORNI ALLA SCADENZA - 30 SETTEMBRE 2011
Sono in chiusura le iscrizioni alla nuova edizione di Art Diary Italia 2011, la guida che raccoglie indirizzi aggiornati di artisti, gallerie, critici, istituzioni, operatori, collezionisti, fotografi, architetti, designers, ecc; in più, tutti i servizi legati al mondo dell'arte (cornici, trasporti, assicurazioni, ecc..) e informazioni su hotel, ristoranti e centri benessere. Art Diary Italia 2011 sarà presentato, come ogni anno, presso lo stand di Flash Art a Bologna Arte Fiera (28-31 gennaio 2011).
Iscrivendoti ad Art Diary Italia 2011, a soli 65,00 euro, riceverai un abbonamento OMAGGIO a Flash Art e, SENZA COSTI AGGIUNTIVI, sarai visibile per un anno su www.artdiary.it, il nuovo sito dove trovare tutti gli indirizzi del mondo dell’arte.
Se lavori nel mondo dell’arte, visita subito www.artdiary.it e cerca il tuo nome: se non ci sei, puoi entrare a far parte di www.artdiary.it, inserire i tuoi dati ed aggiornarli in tempo reale. In più, se sei un’artista, avrai a disposizione la TUA PAGINA PERSONALE dove inserire immagini, testo, mostre ed eventi.
Per essere in www.artdiary.it basta iscriversi ad Art Diary Italia 2011.
Un'esempio di pagina personale presente sul sito Artdiary.it
Ogni artista può crearsi il proprio spazio in rete, inserendo comunicati stampa, eventi, descrizione del proprio lavoro e tre immagini. Grazie ad una password è possibile aggiornare in qualsiasi momento la propria pagina ed inserire nuovi contenuti.
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lunedì 13 settembre 2010
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19:25
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Un programma dedicato a pittori, scultori, fotografi, ecc. in onda tutti i giorni domenica compresa per un mese intero alle ore 10:00 e alle ore 18:00. Qui di seguito l'offerta...
- video da 3 minuti trasmesso 2 volte al giorno per un totale di 3 ore al mese a soli:
300 euro!!!
- visibilità in tutta Italia e in tutta Europa, trasmissione in chiaro ricevibile con decoder satellitare generico (ASTRA MLC.TV 1662/V/27500 PID 174/175/174) o decoder SKY canale 896
- la trasmissione prevede un massimo mensile di 10 PARTECIPANTI al raggiungimento dei quali sarà attivato un televoto: l'artista più votato sarà ospitato GRATUITAMENTE il mese successivo.
- possibilità di inserire i Vs. riferimenti e realizzare il parlato in lingua inglese, tedesca e spagnola per il mercato europeo.
- il pagamento del servizio avverrà in maniera anticipata alla FIRMA DEL CONTRATTO
- per la preparazione e la MODALITÀ DI CONSEGNA del video il nostro ufficio tecnico sarà a vostra disposizione
- IL PROGRAMMA È ANCHE DEDICATO ALLA VENDITA DELLE OPERE PRESENTATE A CURA DELL'ARTISTA.
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Gino
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giovedì 16 settembre 2010
alle
12:34
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Col titolo Italia al bivio il nuovo numero propone elementi di dibattito nell’attuale situazione politica e culturale. Intervengono Andrea Cortellessa, Omar Calabrese, Furio Colombo, Aldo Bonomi, Maurizio Ferraris.
Il dossier Operai della conoscenza, a cura di Sergio Bologna, affronta le precarie condizioni del lavoro intellettuale nei settori dell’editoria e della moda. Gilda Policastro e Aldo Nove esaminano la recente narrativa che ha affrontato l’argomento.
Tra gli altri temi trattati, analisi degli scioperi in Cina e della crisi economica greca, cinema e Chiesa e urbanistica edonistica, donne ai margini e teatro ad Avignone.
Completano il numero un estratto di Comune, il nuovo libro di Michael Hardt e Antonio Negri, e un testo di Michel Serres.
Le immagini documentano l’opera di Fabio Mauri, accompagnate da un’ampia intervista e da un ricordo di Gillo Dorfles.
Se la scena politica contemporanea, in sede parlamentare e negli immediati dintorni, assomiglia sempre più a uno spettacolo desolante da Suburra, e se non da oggi appaiono bloccate tutte le strade che il marketing elettorale presenta come alternative, è precisa-mente perché alla politica – a sinistra più che a destra, perché era a sinistra che una volta lavorava in modo tutt’altro che ineffettuale o autoreferenziale – è venuta a mancare proprio lei, la cultura. Il bivio Italia non è certo quello dei cabotag-gi di palazzo, o elettorali, prossimi venturi. La nuova biforcazione da scavare sul terreno delle cose è proprio questa; un reinnesto della cultura nella politica (e dunque viceversa) è l’alternativa per cui ci muoviamo. Gli articoli dei due focus di questo numero – così come quelli che apriranno i prossimi – non sono e non vogliono essere altro che esempi, mosse, indirizzi di un lavoro, quello che ci aspetta, lungo e difficile. In un àmbito vasto quanto frammentato: che col tempo, però, necessariamente andrà pensato sempre più in una prospettiva globale e sistemica.(Dall’editoriale)
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venerdì 17 settembre 2010
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12:18
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Questionario per giovani di grande qualità e buona volontà
- Conosci bene, anzi benissimo l'arte di oggi (e un po' quella di ieri)?
- Sei una persona dinamica e organizzata, veloce nel pensare e nel decidere?
- Hai resistenza e pazienza nel lavoro?
- Hai voglia di crescere professionalmente?
- Hai voglia di inserirti e lavorare in una redazione giovane, dinamica, multiculturale?
- Sai relazionarti con gli altri e lavorare in equipe?
- Hai dimestichezza con la scrittura?
- Conosci il programma Adobe Indesign?
- Hai una ottima (o qualcosa di più) conoscenza dell'inglese parlato e scritto?
- Risiedi a Milano o dintorni?
- Sei disposto/a in qualche caso a viaggiare anche all'estero?
- Hai la patente ed esperienza di guida?
Allora ti aspettiamo per un colloquio: scrivere inviando un conciso e completo curriculum a:
ART DIARY ITALIA 2011: UN MODO SEMPLICE E VELOCE PER ENTRARE NELLA STORICA GUIDA DELL'ARTE ITALIANA.
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mercoledì 29 settembre 2010
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09:34
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ART DIARY ITALIA 2011: UN MODO SEMPLICE E VELOCE PER ENTRARE NELLA STORICA GUIDA DELL'ARTE ITALIANA. SIA TU ARTISTA, GALLERISTA, CRITICO, CURATORE, COLLEZIONISTA, ecc...
BASTA RIEMPIRE IL FORMULARIO CHE SEGUE E RINVIARCELO. ENTRO IL 30 DI SETTEMBRE PROSSIMO.
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mercoledì 29 settembre 2010
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10:26
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FLASH ART cerca un redattore o una redattrice, ma con buonissima conoscenza dell'arte contemporanea, dell'inglese e domiciliata/o a Milano.
Cari amici, la settimana scorsa abbiamo inviato una Newsletter per la ricerca di un eventuale redattore interno di Flash Art in cui chiaramente si richiedeva prima di tutto una buonissima conoscenza dell'arte di oggi, dell'inglese e il domicilio a Milano. Abbiamo ricevuto centinaia di offerte, quasi sempre senza questi requisiti richiesti. Ripetiamo qui di seguito la nostra richiesta, specificando ancora una volta che la sede di lavoro sarà Milano, Via Carlo Farini, 68, che l'orario di lavoro è dalle ore 9 alle 18 (con intervallo). E prenderemo in considerazione solo ed esclusivamente le risposte con i requisiti da noi richiesti. Tutte le altre risposte, ahimè, verranno cestinate. PS. Per favore inviateci curriculum sintetici, di non più di una pagina e con riferimenti solo all'arte di oggi. Ecco in sintesi la nostra richiesta: Buonissima conoscenza dell'arte di oggi, PERFETTO INGLESE, domicilio o residenza a Milano o dintorni ottima conoscenza del programma InDesign.
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martedì 5 ottobre 2010
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09:04
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Il DITO MEDIO di Maurizio Cattellana Piazza Affari è il solo
simbolo di contemporaneità a Milano.Per favore lasciamolo.
Maurizio Cattelan, L.O.V.E.
I nostri amministratori dovrebbero capire che il DITO di Maurizio Cattelan davanti alla Borsa, in Piazza Affari a Milano, rappresenta il solo e unico simbolo di contemporaneità, in una città ansimante e affaticata come Milano. Sarebbe un vero e proprio delitto rimuoverlo. Si rimuovano invece tutte le altre sculture sparse nella diverse piazze della città, ormai obsolete e degradate. Invece il dito di Maurizio Cattelan, in marmo di Carrara, si iintegra perfettamente nell'architettura della Piazza e degli edifici attorno. Il Sindaco Letizia Moratti, poco attenta ai segnali della cultura e dell'arte di oggi, ci regali per favore questo bellissimo segnale che il mondo ci invidia. Giancarlo Politi Direttore di Flash Art
FLASH ART VIDEO presenta Maurizio Cattelan, "Contro le ideologie" .
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Gino
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mercoledì 13 ottobre 2010
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10:52
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Florencia Bohtlingk
Opening
Giovedì 14 ottobre
18:00 - 22:00
GalleriaFrancescoZanuso
Via Melzo 5 - Milano
La Galleria Francesco Zanuso è lieta di annunciare la prima mostra personale in Italia dell'artista argentina Florencia Bohtlingk. Nella sede temporanea di via Melzo a Milano presenterà una serie di nuovi dipinti di grandi e medie dimensioni, intitolata "Tropicalia". In mezzo a tanto minimalismo sulla scena internazionale, Bohtlingk dipinge ciò che a pochi artisti contemporanei interessa guardare: un pezzo aggrovigliato di vegetazione. Senza grandi pretese cerca di districarlo nei suoi quadri, non per possedere la realtà, ma per farsi possedere da essa.
“To make a prairie it takes a clover and one bee,
One clover, and a bee,
And revery.
The revery alone will do,
If bees are few”
Emily Dickinson
““Natura viva”: potrebbe essere la definizione più calzante per le opere di Florencia Bohtlingk. Una natura ricca, lussureggiante in continua espansione e proliferazione. I colori vivaci, brillanti, squillanti. Le forme che generano incessantemente altre forme.
I dipinti di Florencia Bohtlingk sono rappresentazioni di giardini, piccole selve, boschetti fatati popolati di fiori e uccelli. Un tema formale li caratterizza: quello dell’intreccio. L’intreccio è anche alla base di una delle più fondamentali attività umane: quella della costruzione. La capanna delle origini nasce proprio dall’intrecciare.
In Palo borracho (2009) ai toni freddi dello sfondo, blu, azzurro, celeste, si contrappongono i toni caldi di piante e alberi in una gamma che va dai rossi ai violetti, rotti dai forti verdi del fogliame. In Miami Graffiti (2009) rami, fiori e foglie disegnano una organica struttura, la trama della realtà. In Ofrenda mubanda (2010) lo spazio del quadro è scandito da una linea d’orizzonte che separa il cielo e la terra mentre un ulteriore spazio separato è quello della mensa.
In Las garzas (2010) il regno del giardino è popolato da volatili che sono quasi incastrati in questa sorta di interno dal soffitto basso. Quello che rende così intensi questi giardini di Florencia Bohtlingk è il fatto che lei stessa li ha coltivati, che tra la pittrice e quell’intricato labirinto vegetale c’è un legame profondo.”
Laura Cherubini
GalleriaFrancescoZanuso
Via Melzo 5, Milano
Opening: Giovedì 14 Ottobre, dalle 18:00 alle 22:00
dal 15 al 27 ottobre 2010, dal lunedì al venerdì, dalle 15:30 alle 19:00
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mercoledì 20 ottobre 2010
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17:57
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CERCHIAMO DUE GIOVANI DINAMICI DA INQUADRARE NELL'ADVERTISING DEPARTMENTDI FLASH ART: CON OTTIMO INGLESE OPPURE DI MADRELINGUA E DOMICILIATI A MILANO O VICINANZE
Avete una perfetta conoscenza dell'inglese (almeno a livello C2 o superiore), oppure siete di madrelingua inglese? Conoscete o amate l'arte contemporanea? Siete interessati a collaborare con un team giovane e dinamico, con sede a Milano? Avete facilità nei rapporti sociali? Siete disposti a viaggiare per visitare le principali Fiere d'arte internazionali e italiane? Abitate a Milano o vicinanze?
Flash Art cerca due giovani stagisti (stage di due-tre mesi) da inserire nell'advertising departmentdi Flash Art e Art Diary. Durante il periodo di stage verrà corrisposto un rimborso spese di 250 euro. Successivamente, dopo il buon fine della prova, avverrà l'inquadramento all'interno dell'azienda.
Inviare un sintetico CV (provenienza, studi, conoscenza lingue ed eventuali esperienze di lavoro) e rispondere alle seguenti domande:
Flash Art è una pubblicazione mensile. Abbonati online - clicca qui!
10 numeri di Flash Art Italia a soli € 50.00
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Gino
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mercoledì 27 ottobre 2010
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28.OTTOBRE.2010
ACRONIMO presenta SPICCIOLI
Erastudio Apartment Gallery, via Palermo 5, Milano
Dalle ore 19.00
Spiccioli è la sola rivista d’arte contemporanea che è essa stessa opera d’arte.
Si tratta, infatti, di una rivista che è anche oggetto e scultura.
Se le riviste tradizionali sono destinate a diventare carta straccia, Spiccioli resta!
Spiccioli è realizzata da un collettivo di giovani che preferisce restare nell’anonimato; ribalta tutte le regole dell’editoria classica. Non ci sono argomenti prestabiliti, né punti fermi.
In Spiccioli ci sono frasi stampigliate sulla terra con caratteri tipografici; le sue sono pagine da leggere e palpare, ma anche da mangiare e odorare: i testi sono scritti solo sul bordo, invertendo il legame tra orizzontale e verticale.
La redazione si trova su un’isola, è un laboratorio di ceramica a cielo aperto che cuoce
i numeri in una sola notte e imprime i caratteri sulla materia viva, regalando nuova profondità, fisica e mentale, alla scrittura.
Nella contemporaneità in cui tutto il sapere umano passa all’interno della rete,
Spiccioli si presenta con un carattere tipografico dotato di un volume ben definito e di
una viva presenza nello spazio.
Sono 3 i numeri della rivista finora usciti: Biscotti, Borsetta e Carta igienica a bomba-spaccali.
Ogni edizione, che non ha una cadenza definita (il processo creativo non è organizzabile!)
è realizzata in quindici esemplari, reperibili unicamente all’interno del sito acronimo.org.
Il messaggio di Spiccioli è: io non ho idea, tu non hai idea, egli non ha idea, noi non
abbiamo idea, voi non avete idea, essi non hanno idea.
Spicciolisi ispira alla rivista oggetto concepita da Ettore Sottsass attraverso le “ceramiche libro”.
Il terzo numero di Spiccioli Carta igienica a bomba-spaccali verrà presentato in anteprima giovedì 28 ottobre alle h.19.00 presso Erastudio Apartment Gallery, Via Palermo 5, Milano. La mostra "Senses" e il progettoSpiccioli condividono l’interesse per una fruizione dell’arte attraverso tutti e cinque i sensi, sviluppando inaspettati rapporti sinestetici tra gli stessi.
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venerdì 29 ottobre 2010
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11:44
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sia io che mia sorella Mariella abbiamo apprezzato moltissimo il contenuto del numero di luglio di FlashArt relativo ad Andrea, che è stato un importante riconoscimento all’opera di nostro fratello da parte della sua autorevole rivista.
Tuttavia riteniamo opportuno farle presente che la forma dell’operazione editoriale ha presentato diverse mancanze. Sinceramente le dico che è ormai da diverso tempo che io e Mariella non possiamo più serenamente tollerare che un editore, con la giustificazione di volere rendere omaggio ad Andrea, possa utilizzare per fini commerciali la sua opera (vedi copertina)...
LEGGI TUTTA LETTERA DI MICHELE PAZIENZA – Clicca qui!
ROCCASALVA COPIA DE DOMINICIS
Gentile Giancarlo Politi,
non perdo tempo a farle i miei più sinceri complimenti per la lucidità della Sua rivista e passo subito ai fatti. Sono un collezionista di Torino, colleziono diversi giovani artisti, sia italiani che stranieri, prima di acquisirli li seguo, visito le loro mostre, parlo con i loro galleristi, in sintesi cerco di verificare se l’artista possiede veramente una sua originale ricerca.
Ultimamente mi ero convinto ad acquisire un’opera dell’artista Pietro Roccasalva, ma per mia fortuna un giorno per motivi di lavoro mi trovavo a Roma e ne ho approfittato per visitare la mostra su Gino De Dominicis al MAXXI. È incredibile come Roccasalva abbia copiato il lavoro del suddetto De Dominicis…
LEGGI TUTTA LETTERA DI RENATO TOGNOLI – Clicca qui!
LUCA BEATRICE DISINFORMATO?
Carissimo Giancarlo,
ti segnalo una piccola mancanza sul libro Visioni di suoni di Luca Beatrice, pag.135: l’immagine di copertina del disco Power corruption and lies dei New Order è senza dubbio una natura morta, sicuramente di gusto secentesco, ma è anche un quadro dell’impressionista Henri Fantin-Latour, Il canestro di rose del 1890, facente parte della collezione della National Gallery di Londra.
nell’ultimo numero di Flash Art (286) nella recensione alla mostra di Nathalie Djurberg si tocca un argomento di carattere generale che avrei piacere di approfondire con un tuo parere: artisti che, usando la performance o altri mezzi di espressione non (o difficilmente) “vendibili”, realizzano opere (sculture, dipinti, disegni preparatori…) che non aggiungono contenuto al progetto artistico ma sono come dice Nicola Trezzi nell’articolo citato) “gadget per collezionisti”.
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L’ARTE E IL CONTESTO
Caro Politi,
a proposito della risposta da lei data come sicura alla questione sollevata da Kaufmann, in sostanza: cos’è l’arte, se vale il ragionamento del contesto, la sua efficacia procedurale vale anche per il contrario?
E, cioè, se un’opera d’arte, esposta al bar della spiaggia, perde la sua artisticità, allora anche una cosa non d’arte esposta in una mostra d’arte assume artisticità?...
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ANDARE OLTRE LE POLEMICHE
Caro direttore,
riconosco con franchezza che l’impatto iniziale con Flash Art non è stato facile. Non per il linguaggio e la comprensione degli articoli, ma perché nutrivo resistenze alla
filosofi a artistica della rivista: laica e disincantata nel giudicare l’arte e gli artisti...
LEGGI TUTTA LETTERA DI ANTONIO CARBONE – Clicca qui!
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Flash Art Italia 288 - Novembre 2010
IN LIBRERIA E IN EDICOLA Flash Art Italia #288. In primo piano: “Speciale Torino”, con interviste ai principali protagonisti dell’arte contemporanea torinese e il Dizionario della Giovane Arte a Torino; Giancarlo Politi conversa di fotografia (ma non solo) con Giorgio Colombo; gli artisti Matteo Rubbi e Santo Tolone raccontano un’avventura fantastica tra arte e personaggi immaginari; Marco Tagliafierro intervista il giovanissimo Lupo Borgonovo; Patrizia Ferri analizza l’opera di Turi Simeti, ripercorrendo i momenti salienti del suo percorso artistico; Mattew Day Jackson parla di verità mistiche con l’artista di origine pakistana Huma Bhabha; Maurizio Cattelan scambia due chiacchiere con Elad Lassry. E poi le rubriche di Giacinto di Pietrantonio e Massimo Minini, le “Opinioni” di Getulio Alviani e di Roberto Ago e “la voce del collezionista” Enea Righi; Pierluigi Sacco, nella sua consueta rubrica “Money for Nothing”, si interroga sul “rischio esistenziale di essere artisti”. Gli Spotlight del mese sono dedicati alle Filippine e agli artisti Victor Man e Isa Genzken. Infine, recensioni e flash reviews, le imperdibili Lettere al Direttore, e tante news dall’Italia e dal mondo. Buona lettura!
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LETTERE AL DIRETTORE
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LUCA BEATRICE E ANGIOLA TREMONTI: INDECENZA CULTURALE
Caro Giancarlo credo che questo sublime testo critico di Luca Beatrice alla ancora più sublime mostra personale della scultrice Angiola Tremonti (sì, sorella di Giulio) valga una letta.
Solo per non farci sfuggire come a Villa Reale, con i nostri soldi e a poco tempo dalle elezioni amministrative, l’asticella della decenza culturale venga ulteriormente e definitivamente abbassata a minimi storici.
LEGGI TUTTA LETTERA DI GIOVANNA AMADASI – Clicca qui!
IL SOLITO MALCOSTUME DELLA POLITICA
Caro Giancarlo
poche righe per segnalarti un malcostume italico, meglio italiota, sulla situazione di Portogruaro. Come puoi leggere e vedere su YouTube alla voce “Boris Brollo critica Portogruaro” capirai che non ha senso darsi da fare dato che tutto il mondo è paese.
Qui in un bando di concorso per la nomina del direttore della galleria comunale sarà la Giunta Comunalestessa e non una Commissione a esaminare le domande e a decidere su chi sarà il Direttore. Per ciò tu capisci che non c’è possibilità di rinnovamento se non sei “fedele” alla Giunta di turno.
come forse saprai Gianluca Marziani è stato nominato direttore del Museo di Arte
Contemporanea di Spoleto.
Il suo primo intervento è stato snaturare l’allestimento esemplare di Giovanni Carandente, che a Spoleto e alla sua storia e al Museo ha dedicato tempo e affetti. Noi vogliamo che la disposizione delle opere torni a essere quella fatta da Giovanni Carandente senza sottrazioni o aggiunte.
LEGGI TUTTA LETTERA DI AFRANIO METELLI – Clicca qui!
VOGLIO DIVENTARE COME DAMIEN HIRST E CATTELAN
Caro Politi,
sono una giovane artista di 19 anni con tante idee e voglia di fare, mi piacerebbe vivere di arte e, sì, non nego che l’idea di diventare un’artista famosa e pagata al pari dei vari Hirst e Cattelan mi stuzzica.
LEGGI TUTTA LETTERA DI GIORGIA DALLA VALLE– Clicca qui!
UN BAMBINO SUPERDOTATO?
Gent.mo Direttore,
mio padre, dal talento incredibile per la pittura , ma mai coltivato, amava particolarmente la Sua rivista tanto fuori dal coro e il Suo sarcasmo supportato da profonda e rara preparazione.
Da alcuni anni purtroppo è mancato e ora il nipotino (mio figlio di 4 anni appena compiuti), che ha iniziato a disegnare ancor prima di camminare, trascorre gran parte della giornata dedicandosi all’arte. Alla Galleria Gagosian dicono che ha talento, Lei che ne pensa ?
LEGGI TUTTA LETTERA DI FRANCESCA GHIELMETTI– Clicca qui!
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Flash Art Italia n. 289 Dicembre 2010 - Gennaio 2011
Cover: Claudio Cintoli
IN LIBRERIA E IN EDICOLA Flash Art Italia #289. In primo piano: un’intensa intervista di Chiara Bertola a Christian Boltanski; Ludovico Pratesi ripercorre le tappe cruciali dell’eclettica carriera artistica di Claudio Cintoli; il critico svizzero Josef Hannibal conversa con il giovane artista Luca Francesconi; il concetto di noise è il leitmotiv dell’intervista di Rita Selvaggio a Igor Muroni; intervistato da Massimiliano Scuderi, Sergio Limonta racconta il suo iter artistico, dalla pittura alle recenti installazioni; Andrea Bruciati delinea un interessante ritratto della nuova generazione di artisti italiani; un viaggio nell’immaginario remoto di Carlos Casas, intervistato da Rossella Moratto; Fabiola Naldi incontra il giovane e acclamato Tris Vonna-Michell; Mirko Smerdel e Maddalena Fragnito sono i protagonisti della sezione Brand-New; mentre per la sezione Amarcord la mostra storica in causa è l’emblematica “When Attitudes Become Form”; e poi i contributi di Massimo Minini, Getulio Alviani, Nicoletta Fiorucci e Pierluigi Sacco, e ancora Spotlight, recensioni e flash reviews, le immancabili Lettere al Direttore, e numerose notizie e interviste dall’Italia e dal mondo. Buona lettura!
AVVISO:
Vi informiamo che il nostro ufficio di Milano rimarrà chiuso da lunedì 6dicembre a mercoledì 8 dicembre 2010.
Riaprirà giovedì 9 dicembre 2010.
Cordiali saluti
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LETTERE AL DIRETTORE
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secondo lei le creazioni artistiche possono essere “definite” come arte gay
( lesbica - queer) oppure è un etichettamento utile piuttosto a una politica gay?
E se una classificazione del genere ha un senso, come si fa a stabilire che un’opera appartiene all’ arte “queer”?
Grazie mille e complimentissimi per la rivista!
Cari saluti,
Michela Volpi
L’ARTE È SEMPRE IL PROPRIO CONTESTO
Cara Michela,
sino a poco tempo fa non sapevo nemmeno cosa fosse o addirittura che esistesse la terminologia che tu usi, cioè “arte queer” (letteralmente, arte del diverso, se non erro).
Perché la mia conoscenza dell’arte contemporanea è nata sul campo, attraverso la frequentazione di migliaia di artisti e centinaia di migliaia di opere: questa lunga e appassionata frequentazione mi ha portato a concludere che l’arte si porta sempre dietro la propria natura, cioè la propria essenza, qualunque essa sia: uomo, donna, maschio, femmina, diverso, ecc…
LEGGI TUTTA LETTERA DI MICHELA VOLPI E LA RISPOSTA COMPLETA – Clicca qui!
ANCORA SULLA MOSTRA DI ANGIOLETTA TREMONTI
Caro Giancarlo,
Avrai senz’altro appreso della mostra della signora Angiola Tremonti a Villa Reale, a cura di Luca Beatrice. Mostra che, a parte l’umorismo involontario delle opere, ha scatenato non poche polemiche per il prestigioso sito in cui sono esposte, piuttosto sproporzionato rispetto alla qualità dei lavori (perfino Sgarbi era piuttosto perplesso…). I migliori artisti italiani emigrano: tocca alle famiglie dei politici riempire il vuoto?
Carlo Serri, Cagliari
IL MINISTRO BONDI E LETIZIA MORATTI, OVVERO L’ARROGANZA DEL MINCULPOP
Caro Serri,
già nel numero scorso abbiamo toccato questo doloroso tema. Io ho molta stima e comprensione per ogni artista, dunque anche per la signora Angiola Tremonti e il suo lavoro. Quando un artista si impegna, e di Angiola Tremonti si può dire tutto ma non che non sia impegnata nel proprio lavoro, ha il mio plauso e addirittura la mia riconoscenza. Chiunque svolga un lavoro con coscienza e gioia o entusiasmo, è un privilegiato e io divento un suo sostenitore e ammiratore. Mentre divento un nemico implacabile nei confronti di politici e amministratori che si arrogano il diritto di assegnare spazi (soprattutto noti o visibili o prestigiosi) ad amici o raccomandati: ritengo intollerabile che un politico, dall’alto della sua incompetenza, si occupi di cultura e di arte.
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SMETTETE DI CREDERVI ARTISTI
Caro Politi,
avendo smesso di proporre lavori a galleristi, da parecchio tempo mi trovo in una situazione di quiescente consapevolezza. Troppi fenomeni in giro, troppa didascalia, e i piccoli artisti vanno alle ortiche. Questo mio vuole essere un appello a quegli artisti che non hanno possibilità per mancanza di attenzione da parte di gallerie, critici, riviste, musei, ma forse anche per mancanza di talento naturale ecc. Smettete di credervi artisti e credete piuttosto nell’arte, la vostra, l’unica che nessuno potrà mai togliervi. Smettete di andare in giro a proporvi, fate uno schizzo delle vostre idee e mettetele in un cassetto, prima o poi qualche bambino le troverà, ma per favore e soprattutto lasciate spazio al silenzio e alla grazia.
Si può vivere senza l’arte degli altri, ma non si può senza la propria, e allora che bisogno c’è di divulgarla, tenetela per voi. Ascoltate Jarry: “Andiamo più piano signori, potremmo arrivare in orario!”.
che bella la tua lettera. E che lezione magistrale a tutti noi, che lottiamo, scalciamo, ci
arrabattiamo per portare a casa pane e companatico. Invece tu gioisci e sei felice perché ti nutri del tuo lavoro e delle tue ricerche, indifferente (o almeno così sembrerebbe) nei confronti di chi scalcia, urla, grida, è costretto a travestirsi (talvolta a prostituirsi), a farsi crescere la barba, a riempirsi di piercing, di tatuaggi, di pettinature rasta per poter apparire e sembrare qualcuno.
LEGGI TUTTA LETTERA DI AFRO SOMENZARIE LA RISPOSTA COMPLETA – Clicca qui!
GALLERISTI, DILETTANTI ALLO SBARAGLIO?
Carissimo Giancarlo Politi,
nell’ultimo numero di Flash Art mi sono divertito a leggere le interviste ai “galleristi”: dilettanti allo sbaraglio (ne salvo pochi) vanesi e succhiaruote che senza capire nulla di mercato e di contenuti culturali sono pronti a salire sul pulpito a dire la loro (cazzata) verità (possibilmente con la erre moscia).
L’unico che ho trovato lucido è Emilio Mazzoli, forse troppo sintetico, ma certamente ciò è dovuto allo spazio consentito. Una cosa è certa: la galleria è roba vecchia, appartiene come concezione all’Ottocento, e se pensiamo che la sua vita si è protratta per tutto il Novecento dobbiamo riconoscere che è stata una bellissima invenzione per comunicare e mostrare il lavoro degli artisti. La “galleria” di oggi (e smettiamo di chiamarla “galleria”) fa parte di un sistema da cui è stata mangiata e oramai penso anche digerita. Il mercato come tu sai bene è in mano alle aste e alle fiere, dimentico qualcuno? Gli artisti vengono scelti dai critici che vengono pagati dalle varie lobby di riferimento. Andiamo avanti, nel frattempo mi diverto.
un po’ di pudore per favore. Ma con quale coraggio, tu, il cui lavoro di gallerista marginale, sempre e bassamente commerciale e mai uscito da Firenze, si permette di giudicare con tale sufficienza i suoi colleghi che invece hanno viaggiato, prodotto, individuato situazioni e artisti e in molti casi avuto un ottimo successo? Dimmi una sola mostra di rilievo o un solo artista curioso che tu hai proposto. Nessuno in quarant’anni di attività grigia e anonima.
LEGGI TUTTA LETTERA DI AURELIO STEFANINI E LA RISPOSTA COMPLETA – Clicca qui!
VADO A NEW YORK
Gent.mo Sig. Politi,
innanzitutto non posso non farle i doverosi complimenti per la sua rivista che ha contribuito alla mia formazione e che continuo a leggere con vivo interesse. Seguendo un consiglio che spesso ha dato nelle Lettere al Direttore sto partendo per New York; inutile spiegarle gli ovvi motivi di questa scelta. Quello che vorrei chiederle è se gentilmente potesse visionare una sintesi del mio lavoro (in allegato) per darmi un giudizio schietto come so che lei sa fare; in più le chiederei, se dovesse ritenere il lavoro presentabile, a quali gallerie potrei rivolgermi per avere dei pareri e per poter migliorare. Ringraziandola anticipatamente per il suo tempo e per la sua attenzione le porgo i miei migliori saluti,
a New York, dopo qualche settimana, avrai occhi migliori per l’arte e sarai più critico con te stesso e con gli altri.
LEGGI TUTTA LETTERA DI MASSIMILIANO LACERTOSA E LA RISPOSTA COMPLETA -Clicca qui!
BUON PROSEGUIMENTO PER FLASH ART
Buongiorno Giancarlo Politi,
solo alcune righe che mi vengono spontanee… è da quando frequentavo l’Accademia di Brera che seguo Flash Art. Anzi devo avere in giro, nei miei archivi, il primo numero. Ho sempre ammirato la sua coerenza e il suo coraggio nelle prese di posizione, a volte impopolari… a Basilea l’ho vista tutte le volte che visitavo la fi era nello stand della rivista e mi dicevo "bella costanza ha Politi in questo universo di squali!". Auguri per il proseguo…
grazie per le parole. Ma a vent’anni, lontani dalle crisi e dagli sconvolgimenti epocali, con molte certezze nell’arte e nella vita, ti assicuro che condurre una rivista è stato durissimo ma anche una gioia e un divertimento infiniti.Il panino con la mortadella molto meglio del caviale di oggi, il viaggio a Parigi in “500” più comodo dell’aereo di oggi.
LEGGI TUTTA LETTERA DI NANDO SNOZZI E LA RISPOSTA COMPLETA -Clicca qui!
LETTERE AL DIRETTORE
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Llama curated by Lisa Oppenheim Lisa Tan, Ana Cardoso, Matt Keegan and Amy Granat
Inaugurazione: giovedì 16 dicembre ore 19
Il titolo dello show è il nome di un camelide sudamericano ampiamente utilizzato come animale da soma e da carne dalle culture andine. E’ la coniugazione della terza persona del verbo Spagnolo “chiamare” o nella versione riflessiva di “essere chiamato”: ¿Como se llama? Lisa. Lisa. Ana. Matt. Amy. La premessa di questa mostra è una cena. E' l’inaugurazione di qualcun altro. E’ un bar. E’ dove andiamo insieme e parlare di cose che possono essere correlate alle nostre pratiche artistiche o può essere collegato all’amore, al gossip oppure a cose che abbiamo sentito alla radio. Un altro dei nostri amici ha descritto l'arte come la sottile membrana che circonda ogni cosa. E' la cosa che ci porta tutti insieme nella stessa stanza, ma non dobbiamo parlarne tutto il tempo. Si tratta di un sostegno ed un contesto che esiste sia individualmente che in gruppo. Llama è una foto del gruppo, composto da singoli progetti e pratiche.
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MUSEO PECCI MILANO
Ripa di Porta Ticinese 113 - Milano
Spazio espositivo distaccato del Centro per l'arte contemporanea Luigi Pecci, Prato
Sostenuto da Regione Toscana | Toscana Promozione
Con il patrocinio del Comune di Prato
INVITO AL VIAGGIO. PARTE 1
PROPOSTE DALLA COLLEZIONE DEL MUSEO: AMBIENTI
Pinot Gallizio, Fabio Mauri, Mario Merz, Superstudio
16 dicembre 2010 - 26 marzo 2011
Il Centro per l'arte contemporanea Luigi Pecci di Prato riapre l'attività nella sede espositiva distaccata del Museo Pecci Milano dopo l'anteprima della primavera scorsa dedicata a "Dark Matter", lavoro inedito di Nio Architecten – autori del progetto di ampliamento della sede museale di Prato che è attualmente in corso di realizzazione e sarà ultimato nel 2012. Dal 16 dicembre 2010 presenta la mostra INVITO AL VIAGGIO. PARTE 1 | PROPOSTE DALLA COLLEZIONE DEL MUSEO: AMBIENTI, curata da Stefano Pezzato e dedicata alla collezione del museo con l'acquisizione di opere di Pinot Gallizio, Fabio Mauri e Superstudio che affiancano l'opera di Mario Merz già inclusa nella raccolta.
Durante i lavori d'ampliamento del museo di Prato la sede espositiva di Milano, ricavata in un ampio edificio di archeologia industriale sul Naviglio grande, funzionerà da 'vetrina' nazionale per l'arte contemporanea e le attività d'eccellenza prodotte in Toscana, il cui ente regionale sostiene il progetto milanese attraverso l'agenzia Toscana Promozione, a partire dall'esposizione e valorizzazione del patrimonio di opere raccolte dal Centro Pecci in oltre vent'anni di attività.
La mostra rappresenta la prima parte del più ampio progetto espositivo INVITO AL VIAGGIO, concepito sia come tema comune alle opere selezionate, sia come metafora dello spostamento spaziale e temporale del museo, ovvero della sua proposta culturale per un'esplorazione fisica e mentale da parte del pubblico, che proseguirà con l'aggiunta a partire dal mese di febbraio 2011 di opere di Loris Cecchini, Enzo Cucchi, Remo Salvadori e Gilberto Zorio – artisti a cui in passato il museo ha dedicato mostre personali – al fine di delineare un'inedita panoramica nell'arte italiana degli ultimi cinquant'anni con particolare riferimento al tema letterale e simbolico del viaggio.
Attraverso aggiornamenti e integrazioni il percorso espositivo si strutturerà come un’anticipazione in fieri della collezione che sarà esposta dal 2012 nella rinnovata sede del Centro Pecci di Prato, a cui è riconosciuto il ruolo di Museo regionale toscano per l'arte contemporanea.
Fabio Mauri (Roma, 1926 - 2009)
Luna, 1968
"Fabio Mauri, entro uno spazio chiuso cui si accedeva da un boccaporto ovoidale, a mo' di astronave, cosparse il fondo di perlinato di polistirolo, tra cui i piedi dei visitatori affondavano, a immagine del suolo lunare, dove ci si poteva anche sedere o distendersi, con il polistirolo che si attaccava ai vestiti. Il titolo era Luna, l'allunaggio avvenne poco dopo". Così Maurizio Calvesi descrisse l'installazione ambiente nel catalogo della mostra Roma anni '60. Al di là della pittura (Palazzo delle Esposizioni, Roma 1990). Era stato lo stesso Calvesi a presentarla nel maggio del 1968 presso la Galleria La Tartaruga di Roma, all'interno del ciclo di azioni e installazioni intitolato Teatro delle Mostre: "una dimensione più che inconscia, quasi onirica, con denominatore sociale, aveva anche l'operazione di Fabio Mauri... la luce entrando da due aperture, e specchiandosi nel bianco, forniva gli estremi di una nozione abituale, il chiaro di luna; invece il polistirolo, su cui si doveva camminare, con la sua consistenza imprevedibile, agiva fisicamente, come sorpresa, e nella sorpresa consentiva di verificare la nozione puramente mentale e ipotetica della polvere lunare" (M. Calvesi).
Per tre settimane, in quel fatidico maggio '68, gli artisti invitati da Plinio de Martiis si susseguirono proponendo quotidianamente montaggi e smontaggi di allestimenti ambientali che trasformavano la galleria d'arte in 'teatro', estendendo l'esperienza estetica dalla sfera personale a quella sociale, collettiva. Luna 'proiettava' fisicamente il pubblico all'interno di un mondo artificiale rompendo i limiti fra le esperienze reale e virtuale, fra i ruoli dello spettatore e dell'attore. Qualche mese dopo, il 20 luglio 1969 una memorabile diretta televisiva celebrò nel mondo occidentale lo sbarco dei primi uomini, gli astronauti americani dell'Apollo 11, sulla superficie lunare.
Riproposta al Palazzo delle Esposizioni di Roma nel 1970 nella mostra Vitalità del negativo nell'arte italiana e alla Galleria Nazionale d'Arte Moderna di Roma nel 1994 nella retrospettiva di Mauri, l'installazione ambiente è stata riallestita a Prato nel 2008 in occasione del ventennale del Centro per l'arte contemporanea Luigi Pecci, all'interno della mostra 1988. Vent'anni prima, vent'anni dopo, associata a uno Schermo, opera coeva dell'artista che rimanda al contenitore televisivo e, più in generale, a una riflessione sulla realtà manipolata, surrogata dai massmedia e a un'indagine sul "mezzo", rappresentato appunto dallo schermo, come "messaggio" in linea con i testi di Marshall McLuhan pubblicati negli anni Sessanta.
Dagli anni Settanta Mauri incentrerà la propria ricerca su ricognizioni della storia culturale del XX secolo e sulla comprensione del problema storico dell'ideologia attraverso opere e azioni complesse che, analogamente a Luna, attiveranno la partecipazione dello spettatore, il suo coinvolgimento nello spettacolo in presa diretta di arte e vita. Una serie di performance dell'artista fu proposta al Centro Pecci di Prato in occasione della mostra diffusa Inside Out. Museo Città Eventi nel 1993.
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LIBRO
ITALIAN NEWBROW
Il volume presenta una ricognizione nell’arte contemporanea Italiana, in particolare in quello scenario culturale che il critico Ivan Quaroni ha chiamato Italian Newbrow. Si tratta non di una nuova corrente artistica o di un nuovo linguaggio, ma piuttosto di un’attitudine, un’inclinazione, una modalità di pensiero che attinge simultaneamente a una pluralità di fonti iconografiche, radicate nella cultura e nell’immaginario di massa del mondo globale e connesso scaturito dai recenti mutamenti tecnologici e culturali. Il libro raccoglie diversi saggi e un nutrito numero di opere degli artisti che appartengono a questo nuovo scenario.
AUTORE
IVAN QUARONI
Critico, curatore e giornalista, Ivan Quaroni è nato a Milano nel 1970. Collaboratore di Flash Art e di Arte, nel 2008 ha pubblicato il volume Laboratorio Italia. Nuove tendenze in pittura
(Johan & Levi editore). Nel 2009 ha curato la sezione italiana di Prague Biennale 4.
ARTISTI
ITALIAN NEWBROW
Silvia Argiolas, Alice Colombo, Vanni Cuoghi, Paolo De Biasi, Marco Demis, Diego Dutto, Pierpaolo Febbo, Daniele Giunta, Eloisa Gobbo, Massimo Gurnari, Fulvia Mendini, Michela Muserra, Cristina Pancini, Mirka Pretelli, Elena Rapa, Michael Rotondi, Giuliano Sale, Tiziano Soro, Giuseppe Veneziano.
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Gino
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venerdì 14 gennaio 2011
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SEGUI IL CONSIGLIO DI MURAKAMI;
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UN REGALO PER FARVI RICORDARE UN ANNO
OFFERTA VALIDA FINO AL 20 GENNAIO 2011
Volete ringraziarvi o farvi ringraziare ogni mese? Offrite a voi stessi o a un vostro amico un ABBONAMENTO OMAGGIO A FLASH ART. La rivista d'arte più informata d'Europa che seleziona per voi, in questo oceano indifferenziato di disinformazioni e attraverso un sofisticato network nazionale e internazionale, le notizie più interessanti, le mostre più sofisticate, gli artisti emergenti più "cool".
Condizioni speciali (e facendo riferimento a questa offerta speciale), da oggi e sino al 10 gennaio 2011:
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martedì 18 gennaio 2011
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CERES4ART: il premio dei giovani artisti
Ritorna per il quarto anno consecutivo Ceres4Art, il grande contest artistico nel quale i talenti emergenti del panorama artistico italiano si sfideranno a colpi di pennello, matita, scalpello, cinepresa, fotocamera per rappresentare l’universo Ceres: la birra che popola le notti metropolitane dei giovani vuole conoscere e premiare proprio i giovani che meglio sapranno leggere e interpretare la contemporaneità fatta di musica, divertimento e irriverenza con quella refreshing creativity che ha sempre affascinato Ceres, e che da essa è affascinata.
Se hai tra i 18 e i 35 anni e vuoi esplorare secondo la tua personale prospettiva il mondo Ceres, inteso come espressione di una generazione e di una cultura non convenzionale, invia il tuo curriculum e le tue opere più significative tramite il sito http://www.ceres4art.it: una commissione presieduta dal critico d’arte Luca Beatrice selezionerà i 20 finalisti che dovranno rappresentare, secondo la tecnica prescelta, l’immagine e la percezione di quella che ormai è un’icona del loro mondo.
Le opere saranno votate dagli utenti della Community Ceres (quella che al termine del concorso avrà ottenuto più voti si aggiudicherà 1.000 euro) e da una speciale giuria di esperti d’arte contemporanea che deciderà a chi assegnare ben 2.000 euro.
Ma questa quarta edizione è una grande opportunità di "mettersi in mostra" per tutti i partecipanti. Tutte le opere infatti, insieme a quelle delle precedenti edizioni, saranno esposte nei più importanti musei e fondazioni d’arte contemporanea in un tour che per tutto il 2011 mescolerà arte e musica in collaborazione con MTV Brand:New ART.
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Gino
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lunedì 24 gennaio 2011
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PRAGUE BIENNALE 5 / PRAGUE BIENNALE PHOTO 2
Prague Biennale 5, anno nuovo, sede nuova.
Dopo l'amara esperienza alla Galleria Nazionale di Praga e 3 splendide edizioni, nell'opulenta (e grandiosa, seppure un po' cadente) sede di Karlin Hall, che hanno fatto diventare la BIENNALE DI PRAGA la più autorevole manifestazione d'arte dell'Europa Centrale, all'altezza con i tempi e perchè la splendida Karlin Hall è passata a miglior vita, cioè a destinazioni diverse, PRAGUE BIENNALE 5 si trasferisce.
Si svolgerà nella nuova location, in Mikrona a Praga 4,e si inaugurerà il 19 maggio 2011.Con questa nuova location, Prague Biennale conferma la sua natura nomade, trasgressiva e pronta a cambiar pelle.
Sempre attraverso la regia di Helena Kontova e Giancarlo Politi ma grazie all'attenta coordinazione di Nicola Trezzi, PRAGUE BIENNALE 5 cercherà di essere ancora una volta il barometro dell'arte di oggi, cercando di indagare realtà nuove e artisti emergenti.
Piatto forte di PRAGUE BIENNALE 5 sarà ancora una volta la grande sezione dedicata alla pittura nuova, EXPANDED PAINTING, che grazie alle indicazioni di alcuni curatori informati e attenti, proporrà la nuova stagione della pittura internazionale. Gallina vecchia farà buon brodo? Ma nemmeno per sogno: la pittura di oggi, se attentamente selezionata, non è affatto una gallina vecchia, anche se il suo brodo resta prelibato.
Ma vedrete, vedrete, le sorprese, tantissime non mancheranno,infatti PRAGUE BIENNALE 5 vi proporrà una inedita visione del Canada, dell'India, della Scandinavia. Oltre ad originalissime scorribande in Italia, Francia, Germania. E naturalmente (ma questo è veramente il boccone del prete), una imponente sezione sulla Repubblica Ceca e Slovacca. E poi altro, su cui periodicamente vi aggiorneremo.
Prague Biennale Photo 2
Ma dalla scorsa edizione PRAGUE BIENNALE è anche Photo. Una grande chicca per gli appassionati della fotografia dell'Europa Centrale e internazionale. Giovanissimi e inediti fotografi dell'Europa Centrale, unitamente ad alcuni grandi maestri internazionali. Insomma, una Biennale nuova e tutta da vedere.
Helena Kontova, Giancarlo Politi, Nicola Trezzi
PS.Ma molto di più nel prossimo comunicato che riceverete presto.
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Corsi Arte Antiquaria informa che sono aperte le iscrizioni per l’anno accademico 2010 2011. Le lezioni partiranno dalla seconda settimana di novembre con la frequenza di una volta la settimana tre ore, presso la sede del Collegio Lombardo Periti Esperti Consulenti in Corso Vittorio Emanuele 30 a Milano. I corsi vertono su tutti i settori dell’arte e dell’antiquariato e sono aperti sia ad amatori e collezionisti sia a operatori del settore o a chi vuole inserirsi nel mondo del lavoro sostenuto da una preparazione adeguata.
DIPLOMI
♦ Consulente in Arti Antiche Applicate
♦ Consulente in Pittura Italiana
♦ Consulente Tecnico in Specialità
GIOELLI ANTICHI
Livello: Formazione Antiquariale - 90 ore
Docenti: Laura Tomaselli, Lia Lenti
La storia del gioiello dal Quattrocento all’Ottocento. Stili, lavorazioni, materiali, tecniche e gemmologia.
Problematiche tecnico-artistiche in relazione alla diagnostica e all'esercizio peritale: metodo analitico, indagini conoscitive e interpretazioni dei risultati. Tecniche, materiali e procedimenti.
Il corso si propone di fornire gli strumenti necessari al riconoscimento degli stili, analizzandone l’evoluzione attraverso i secoli e comparando le diverse declinazioni degli stilemi sia nelle tre arti maggiori sia nelle arti applicate.
Descrizione e classificazione di personaggi ed episodi rappresentati nelle opere d’arte sia di ispirazione religiosa sia di ispirazione classica e mitologica, caratterizzati da precisi attributi, segni e gesti che ne costituiscono “il codice di identificazione".
Docenti: Marisa Addomine, Raffaella Ausenda Esposizione e analisi degli articoli soggetti a diverse interpretazioni, con casistica delle problematiche ad esse correlate inerenti le fattispecie che interessano gli operatori del settore attivi e passivi all'interno del mercato dell'arte.
Docente: Maria Vittoria Prevadal La pittura di paesaggio in Italia nei secoli XVII e XVIII: dagli antecedenti umanistici e rinascimentali al paesaggio ideale e al naturalismo, attraverso gli influssi della pittura tedesca, fiamminga e francese. Paesaggio arcadico, rovinismo e capriccio.
La pittura di veduta in Italia nei secoli XVII e XVIII: dalle origini ai rapporti con i maestri francesi, fiamminghi e olandesi. Veduta reale, capriccio, rovinismo nei centri di eccellenza di produzione: Roma, Venezia e Napoli.
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Ancora una volta, Flash Art Everywhere
Ora ad ARCO, Madrid.
Dal 3 al 6 marzo all'Armory Show, New York
Immagini della felice partecipazione di Flash Art e Art Diary alla grande fiera ARCO di Madrid, la più visitata al mondo. Chiunque voglia passare ad acquistare Art Diary o l'ultimo numero di Flash Art o soltanto portare un saluto a Jovana, nel nostro stand, è benvenuto.
Flash Art, come sapete è sempre ovunque, entusiasta ambasciatore del Made in Italy e della grande arte italiana e internazionale.
Dal 3 al 6 marzo invece potrete venire a trovarci all'Armory Show, a New York, la grande fiera americana. Troverete uno stand scintillante e pieno di energia, con Helena, Gea, Jovana, Elsa. Che vi aspettano per salutarvi e darvi il benvenuto in fiera.
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sabato 26 febbraio 2011
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LIBRO
ITALIAN NEWBROW
Il volume presenta una ricognizione nell’arte contemporanea Italiana, in particolare in quello scenario culturale che il critico Ivan Quaroni ha chiamato Italian Newbrow. Si tratta non di una nuova corrente artistica o di un nuovo linguaggio, ma piuttosto di un’attitudine, un’inclinazione, una modalità di pensiero che attinge simultaneamente a una pluralità di fonti iconografiche, radicate nella cultura e nell’immaginario di massa del mondo globale e connesso scaturito dai recenti mutamenti tecnologici e culturali. Il libro raccoglie diversi saggi e un nutrito numero di opere degli artisti che appartengono a questo nuovo scenario.
AUTORE
IVAN QUARONI
Critico, curatore e giornalista, Ivan Quaroni è nato a Milano nel 1970. Nel 2008 ha pubblicato il volume Laboratorio Italia. Nuove tendenze in pittura (Johan & Levi editore). Nel 2009 ha curato la sezione italiana di Prague Biennale 4.
ARTISTI
ITALIAN NEWBROW
Silvia Argiolas, Alice Colombo, Vanni Cuoghi, Paolo De Biasi, Marco Demis, Diego Dutto, Pierpaolo Febbo, Daniele Giunta, Eloisa Gobbo, Massimo Gurnari, Fulvia Mendini, Michela Muserra, Cristina Pancini, Mirka Pretelli, Elena Rapa, Michael Rotondi, Giuliano Sale, Tiziano Soro, Giuseppe Veneziano.
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giovedì 3 marzo 2011
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Ecco i nuovi musei del mondo. La lezione questa volta arriva dal Messico. Una condanna della Storia ai nostri politici (Berlusconi, Prodi, Bondi, Melandri). Ma anche a tutti gli architetti italiani, che hanno sempre taciuto sulle ignominie della nuova architettura in Italia.
Il progetto del museo.
Città del Messico
L’uomo più ricco del mondo presenta la sua collezione
L’uomo più ricco del mondo, Carlos Slim Helú, il cui patrimonio si stima intorno ai 50 miliardi di dollari, è un avido collezionista d’arte. Martedì scorso è stato inaugurato il suo Soumaya Museum con un suntuoso party a Città del Messico. Il museo prende il nome dalla defunta moglie del magnate delle telecomunicazioni, proprietario della più grande compagnia telefonica dell’America Latina.
Carlos Slim Helù, settantuno anni, presenterà la sua vastissima collezione in occasione dell’apertura del museo al pubblico alla fine di marzo: si tratta di uno dei più grandi musei dell’America Latina, in grado di ospitare più di 60,000 opere d’arte. In collezione, opere di Auguste Rodin, oltre a quelle dei maestri europei del Novecento e dei maggiori esponentidell’arte messicana, tra cui Diego Rivera.
Il museo è stato progettato dal genero del magnate. Arroccato su una collinetta erbosa, l’asimmetrico edificio ha la formadi una manica ricoperta di moduli metallici esagonali che catturano la luce. L’edificio ospiterà anche uffici e negozi.
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lunedì 7 marzo 2011
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IN LIBRERIA E IN EDICOLA Flash Art Italia #291.
In primo piano: Raphael Rubinstein spiega l’attrazione di alcuni pittori internazionali per il non finito nell’articolo “Pittura provvisoria”; il medium pittorico è il tema conduttore anche dell’intervista di Gabriele Francesco Sassone con Dana Schutz; una tripletta di interviste dedicate all’arte italiana: Davide Giannella intervista Yuri Ancarani, il duo Alis / Filliol si cimenta in una curiosa conversazione con le rispettive madri, mentre Luca Vitone discute con Davide Bertocchi di una “metafisica della politica italiana”; in “Cinematica” Jenny Schlenzka illustra la recente tendenza delle arti visive dal white cube alla sala cinematografica;
Marianna Vecellio racconta l’iter artistico del californiano John McCracken; in una nostalgica intervista Giacinto di Pietrantonio ripercorre invece la carriera di Nanni Balestrini; protagonisti della sezione Amarcord, stavolta a cura di Laura Calvi, la Galleria Apollinaire e Guido Le Noci; Elia Cantori e Gabriele De Santis sono le giovani promesse dell’angolo Brand New. Infine, come di consueto, gli immancabili contributi di Massimo Minini e Pierluigi Sacco, le Lettere al Direttore, e numerosi spotlight, group show, recensioni e flash reviews. Buona lettura!
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lunedì 14 marzo 2011
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LE VITE DEGLI ALTRI di Lucien de Rubempré
Seppure con imperdonabile ritardo (questo editoriale di ArsLife si era annidato tra i numerosi spam, sottraendosi alla nostra attenzione) pubblichiamo volentieri questo intervento esemplare che avremmo voluto firmare assieme all'autore. Il ritardo con cui lo inviamo ai nostri lettori solo oggi, non ne inficia certamente l'attualità.
Ci siamo. Apre i battenti la 35° edizione di Arte Fiera. Senza cadere nella tentazione di esercitare l’arte della divinazione, proveremo a trarre alcune considerazioni generali circa le mutate condizioni del mercato dell’arte alla luce delle severe disposizioni di legge vigenti in materia fiscale, conseguenza del perdurare ed inasprirsi della crisi economica, a sua volta causata non da una situazione transitoria ma bensì da un profondo rivolgimento strutturale. Forse -e sottolineo forse- il mercato dell’arte e non solo quello, così come lo abbiamo conosciuto fino ad ora, si estinguerà come un dinosauro ad un mutamento geologico. Sì, perché il ciclone che si è levato, risucchiato dalle macerie della finanza internazionale, ha portato in dote un indebitamento generale degli stati appartenenti al G 20 generato dalla necessità di iniettare una dose industriale di liquidità nel sistema finanziario nel disperato tentativo di evitarne l’implosione. Vedremo, il tempo ci dirà se la cura era peggio del male e qualcuno solidamente informato lo sostiene. Ma non è questo l’argomento del nostro contendere, piuttosto ci interessano le conseguenze ingenerate da questa impostazione. E’ iniziata infatti una vera e propria caccia all’uomo, anzi ad ogni copeco che si trova nelle sue tasche chiedendo conto della fonte di maturazione di quel copeco, estendendo la ricerca a qualsiasi forziere nascosto nei così detti “paradisi fiscali”. Bon, che c’entra tutto questo con il mercato dell’arte? C’entra, eccome se c’entra. Sì, perché il mercato dell’arte, quello vero costituito da opere che valgono centinaia di migliaia di euro o dollari, non è un fatto romantico e di “anime belle”, ma principalmente un affare per avveduti speculatori e mercanti nel senso più nobile del temine, gente capace di “annusare” i flussi culturali ed intercettare i cicli finanziari del momento, gente che ama il rischio e l’azzardo e che sa navigare in questi perigliosi mari. E dato che viviamo in democrazie egualitarie di massa, l’istinto speculativo non è appannaggio unicamente di élite, ma un atteggiamento democraticamente spalmato che ha prodotto un così significativo allargamento della platea interessata al mondo dell’arte, al quale si è avvicinata mossa non solo od unicamente da genuino amore culturale ma anche da una certa “avidità” speculativa, alimentata dal desiderio di partecipare al banchetto apprestato. Insomma un atteggiamento non molto dissimile da quello di un normale privato investitore di prodotti finanziari, per i quali vale peraltro l’aliquota impositiva del 12,50%. Con quale animo dunque un normale investitore si avvicinerà ad un’opera d’arte sapendo che potrà essere messo nelle condizioni di giustificarne l’acquisto e la sua eventuale vendita, condizionato dalla tracciabilità del danaro e degli assegni, con il rischio di vedere gli importi impiegati parametrati al suo 740? Questo per quel che concerne il compratore, ma il povero venditore, il disgraziato gallerista, già vessato dalla crisi, come pensate possa sfangarla stretto nelle maglie del diritto di seguito, una sorta di SIAE che pesa il 4% del valore dell’opera, da aggiungere al 20% di Iva, il tutto a costituire un reddito imponibile determinato dai folli studi di settore? E dato che le opere d’arte sono per definizione beni mobili e quindi possono passare per più mani in un arco di tempo relativamente breve, pensate seriamente che ad ogni passaggio possa sopportare tali folli oneri? Ora c’è qualcuno che può sostenere ragionevolmente che una qualsivoglia attività umana finalizzata al guadagno possa sostenere gli oneri imposti da governi spreconi e spendaccioni che non si accontentano solo dei vostri ricavi ma, di fatto, vi intralciano nel costituirli erigendovi intorno una tale gabbia che vi inibisce qualsiasi libero movimento? Qualcuno obbietterà che si vogliono difendere gli evasori. Al contrario, qui si sostiene che “a brigante, brigante e mezzo” perché tassazioni insostenibili inducono inevitabilmente a comportamenti difensivi. Guardate che non sono i cittadini a dover aumentare i loro contributi, sono gli Stati che devono, come si dice in gergo, affamare la Bestia, diminuire le loro spese e per quel che concerne l’Italia l’elenco è lungo e non si è visto ancora nessuno che vi abbia messo drasticamente mano. Sappiate che ogni euro che verrà estratto dalle vostre tasche non servirà, come vi raccontano, per sanare i debiti, che detta così parrebbe anche sensato. No, quei soldi serviranno solo a dilatare ulteriormente la spesa, senza alcun beneficio sulla vita di tutti noi, anzi, alla lunga si risolverà in un impoverimento generalizzato, come nelle più fedeli tradizione social-comuniste. Si, si avete letto bene, ho scritto social-comuniste, perché la deriva del globalizzato pensiero liberal postmoderno impressa dall’Eliogabalo seduto sul trono della Casa Bianca ha realizzato quello che nemmeno l’Impero del Male era riuscito a fare, vale a dire il socialismo in terra. Perché, attenzione, non è solo questione di vile danaro e di bieco egoismo, di grezzo interesse da padroncini, no è in ballo la libertà di tutti noi, dell’individuo, della sua possibilità di creare e di intraprendere, della possibilità di inventare la propria esistenza. La natura dell’uomo è libera ed il “diritto positivo” non deve e non può prevaricare il “diritto naturale”, il contratto sociale è stipulato da due contraenti: l’individuo e lo Stato e lo Stato non ha alcun diritto di prevaricare e gestire la vita degli individui. Già ogni forma statale è una sorta di coercizione che può essere accettata per alcuni aspetti, pochi, che rendano praticabile la vita comune. Qui non si vogliono difendere privilegi, ma sottolineare il diritto alla sopravvivenza del nucleo del nostro DNA ovvero l’essenza dell’uomo e della persona intesa come nella nostra migliore tradizione occidentale che vede appunto i suoi diritti, alla vita, alla libertà ed alla proprietà come principi inalienabili ed incoercibili. Le mirabolanti avventure galanti del nostro Barone di Munchhausen, con relativo sputtanamento mediatico planetario, sono la manifestazione evidente della nemesi che ha colpito il Cavaliere che, avendo fallito -a dire il vero forse manco iniziato- l’obiettivo e la promessa di rivoluzione tatcheriana-reaganiana, si ritrova ora sotto lo sguardo invadente, arcigno e moralizzatore di un pezzo di stato, esattamente come ci ritroviamo noi, poveri mortali, “spiati” e monitorati, nei nostri più svariati comportamenti, dal suo superministro dell’economia, prima liberista poi colbertista ed ora pauperista berlingueriano. L.d.R.
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lunedì 14 marzo 2011
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Le migliori e più autorevoli gallerie d'arte italiane di oggi
Ogni due tre anni Flash Art effettua sondaggi, estremamente rigorosi (e la tradizione ci ha anche confermato la loro attendibilità), per monitorare il sistema dell'arte italiano: e proprio nel marzo del 2008 abbiamo effettuato un sondaggio per individuare, attraverso il contributo di tutti, quali sono le gallerie d'arte italiane più autorevoli e affidabili.
Oggi, a distanza di tre anni esatti, che non sono stati propriamente una passeggiata per nessuno e all'alba di mutamenti anche radicali, rilanciamo l'idea e chiediamo ai nostri lettori, tutti, di Flash Art cartaceo ma anche del web, quali sono secondo loro le gallerie italiane di arte contemporanea più affidabili e autorevoli. Tutti potranno inviarci il loro contributo rispedendoci una lista di dieci nominativi, in ordine di importanza, delle gallerie italiane più importanti.
Vi preghiamo di firmare il sondaggio ma vi garantiamo la massima riservatezza.
PS. Le mie indicazioni potranno essere usate solo a titolo privato per la rilevazione del sondaggio. Non dovranno essere rese note a terzi né pubblicate.
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mercoledì 23 marzo 2011
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True Matter + Studiolo #4
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Gianni Caravaggio | Angelo Mosca | Michele Tocca
a cura di Marco Tagliafierro e Maria Chiara Valacchi
Cabinet inaugura il 24 marzo la doppia personale di Gianni Caravaggio e Angelo Mosca dal titolo “True matter“, a cura di Marco Tagliaferro e Maria Chiara Valacchi. Una ricerca tattile e armonica sulla materia intesa come "atto di immaginazione", un agire scevro da atteggiamenti fuorvianti nel senso di una riduzione del concetto stesso di "analisi della materia" ad "analisi dei materiali". Un operare volto a una nuova visione della sostanza che diventa stimolo per l'immagine, la quale, a sua volta, esprime creazione nell’idea. Da Cabinet gli artisti Angelo Mosca e Gianni Caravaggio, mettono a nudo le relazioni tra pittura e scultura e proseguono l'indagine confrontandosi con l'opera di Michele Tocca invitato ad esporre contemporaneamente nella project room Studiolo #4.
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lunedì 28 marzo 2011
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19:48
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NEW YORK FESTEGGIA L’UNITÀ D’ITALIA CON INDUSTRIA GALLERY
La nuova galleria inaugura con una collettiva di 46 artisti italiani
Domenica 27 marzo New York ha celebrato l’Unità d’Italia con l’apertura di Industria Gallery, una nuova galleria dedicata all’arte italiana, all’interno di Industria Superstudio, spazio diretto dal fotografo Fabrizio Ferri.
Industria Gallery ospiterà per l’occasione UN’ITA una collettiva di 46 artisti italiani che con le loro opere rappresentano un ponte culturale tra gli Stati Uniti e l’Italia. La mostra e la galleria saranno inaugurate dal Presidente della Repubblica Italiana Giorgio Napolitano, nel corso di un evento realizzato con il contributo dell’azienda orafa Vhernier, sempre in prima linea per promuovere l’arte italiana.
La mostra UN’ITA è stata prodotta e curata dalla rivista Flash Art in collaborazione con Industria Superstudio, sotto l’alto patrocinio del Consolato Italiano a New York e del Comitato Italia 150.
UN’ITA ospita artisti di generazioni e correnti differenti uniti da New York, città che li ha visti vivere, lavorare ed esporre e da cui sono stati profondamente influenzati. Un percorso che ricalca la storia dell’arte contemporanea italiana dai primi anni ’60 a oggi, all’insegna della migrazione artistica.
UN’ITA celebra i 150 anni dell’Unità d’Italia attraverso le opere di Carla Accardi, Getulio Alviani, Alighiero Boetti, Enrico Castellani, Sandro Chia, Francesco Clemente, Enzo Cucchi, Gino De Dominicis, Lucio Fontana, Jannis Kounellis, Carlo Maria Mariani, Fabio Mauri, Gian Marco Montesano, Mimmo Paladino, Giulio Paolini, Alessandro Roma, Piero Dorazio, Vettor Pisani, Michelangelo Pistoletto, Lucio Pozzi, Vanessa Beecroft, Rossella Biscotti, Lorenza Boisi, Gianni Caravaggio, Damiano Colacito, Davide Dormino, Daniela Di Donato, Rä Di Martino, Mimmo Rotella, Bruna Esposito, Ettore Favini, Paolo Gonzato, Isola e Norzi, Massimo Kaufmann, Sebastiano Mauri, Samuele Menin, Angelo Mosca, Gabriele Picco, Giada Ripa, Antonio Rovaldi, Pietro Ruffo, Maurizio Savini, Donatella Spaziani, Santo Tolone, Luca Trevisani, Marcella Vanzo.
“New York è da sempre meta di pellegrinaggi, luogo in cui si incontrano e convergono ricerche e visioni” afferma Carlo Traglio, presidente di Vhernier “ Industria Gallery, attraverso la mostra Un’Ita propone un percorso coerente e ragionato che documenta un dialogo costante tra l’arte italiana e New York e, in questo modo, celebra l’idea di un’Unità in continuo movimento.
Giancarlo Politi, editore e direttoredi Flash Art, dichiara: “La scelta degli artisti di questa mostra? Si è voluto puntualizzare, il presente e il passato recente, con qualche "esempio" più storico”. Non si è mai pensato comunque, né per l'oggi, né per ieri, ad una rassegna filologica: il comune denominatore della mostra è stato l'attenzione e l'amore verso l'arte italiana.
INFORMAZIONI MOSTRA:
LUOGO: INDUSTRIA SUPERSTUDIO
775 WASHINGTON STREET
10014 NEW YORK
DATA INAUGURAZIONE: 27 MARZO 2011
DATE MOSTRA: DAL 27 MARZO AL 10 MAGGIO 2011
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giovedì 31 marzo 2011
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ARTISTI INVITATI ALLA 5° BIENNALE DI PRAGA
INAUGURAZIONE 19, 20, 21 MAGGIO
CHIUSURA 11 SETTEMBRE
EXPANDED PAINTING INTERNATIONAL, curated by Giancarlo Politi,Helena Kontova, Nicola Trezzi:
Sonia Almeida, Portugal/United States; Baldur Geir Bragason, Iceland; Mark Barrow, United States; Ana Cardoso, Portugal/United States; Ann Craven, United States; Vittorio Brodmann, United Staes; Francesca DiMattio, United States; Ida Ekblad, Norway; Heather Guertin, United States; Enzo Giordano, Italy; David Örn Halldórsson, Iceland; Ingunn Fjóla Ingþórsdóttir, Iceland; Jacob Kassay, United States; Gilda Mautone, Italy; Elizabeth Neel, United States; Ylva Ogland, Sweden; Paloma Presents, Switzerland; Zak Prekop, United States; Jo Robertson, United Kingdom; Patricia Treib, United States; Garth Weiser, United States
EXPANDED PAINTING. PORTRAITS OF POWER: Curated by Jane Neal.
Zsolt Bodoni, Romania/Hungary; Robert Fekete, Romania; Attila Szucs, Hungary; Péter Sudár, Hungary; Alexander Tinei, Moldova
EXPANDED PAINTING. SOME DOMESTIC INCIDENTS: Curated by Matt Price with Charlie Levine.
Graham Chorlton, United Kingdom; Oliver Clegg, United Kingdom; Anna M R Freeman, United Kingdom; Philip Oliver Hale, United States/United Kingdom; Justin Mortimer, United Kingdom; Sally Payen, United Kingdom; Caroline Walker, United Kingdom
EXPANDED PAINTING. THE NECESSITY OF ABSTRACTION: Curated by Christine Nippe. Friederike Feldmann, Germany; Arturo Herrera, Venezuela/Germany; Gregor Hildebrandt, Germany; Olaf Holzapfel, Germany; Anne Neukamp, Germany; Frank Nitsche, Germany; Renaud Regnery, France/Germany
ART IN GENERAL
ART IN GENERAL. CROSSROADS: INDIA ESCALATE: Curated by Kanchi Mehta. Minam Apang, Sarnath Bannerjee, Nikhil Chopra, Anita Dube, Sakshi Gupta, PS Jalaja, Sonia Jose, Ranbir Kaleka, Shreyas Karle, Riyas Komu, Monali Meher, Justin Ponmany, TV Santosh, Gigi Scaria, Charmi Gada Shah, Tejal Shah, Shah Betancourt, Sudarshan Shetty, Shine Shivan, Avinash Veeraraghavan, T Venkanna, Vivek Vilasini.
ART IN GENERAL.…TO PERCEIVE IN THE DARKNESS OF THE PRESENT…: Curated by Vjera Borozan and Mariana Serranová. Hynek Alt, Czech Republic and Aleksandra Vajd, Slovenia/Czech Republic; Silvina Arismendi, Uruguay/Czech Republic/United States; Daniela Barácová, Czech Republic; Milena Dopitová, Czech Republic; Tomás Dzadon, Slovak Republic/Czech Republic; Lad'a Gaziová, Slovak Republic/Czech Republic; Juraj Jakubciak, Slovak Republic/Czech Republic; Eva Jiricka, Czech Republic; Eva Kot'átková, Czech Republic; Frantisek Kowolowski, Czech Republic; Karel Kunc, Czech Republic; Pavla Malinová, and Martin Froulík, Czech Republic; Jan Nálevka, Czech Republic; Markéta Othová, Czech Republic; Milan Salák, Czech Republic; Pavla Sceranková, Slovak Republic/Czech Republic; Tereza Severová, Czech Republic; Erik Sikora, Slovak Republic/Czech Republic; Matej Smetana, Czech Republic; Sláva Soboticová, Slovak Republic/Czech Republic; Pavel Sterec, Czech Republic; Tomás Svoboda, Czech Republic; Evzen Simera, Czech Republic; Veronika Vlková, Czech Republic; Ladislav Vondrák, Czech Republic; Ivan Vosecký, Czech Republic
ART IN GENERAL. WHATEVER WE DO WE CANNOT CONNECT WITH YOU: Curated by Lýdia Pribisová and Katarína Slaninová. Erik Binder, Slovak Republic; András Cséfalvay, Slovak Republic; Anna Daucíková, Slovak Republic; Tomás Dzadon, Slovak Republic/Czech Republic; Richard Fajnor, Slovak Republic/Czech Republic; Petra Feriancová, Slovak Republic; Pavlína Fichta Cierna, Slovak Republic; Viktor Frešo, Slovak Republic; Mira Gáberová, Slovak Republic; Michal Moravcík, Slovak Republic; Ilona Németh, Slovak Republic; Karol Pichler, Slovak Republic/Brazil
ART IN GENERAL. SELECTIVE AFFINITIES: Curated by Marius Tanasescu.
Aude Moreau, Canada; Cécile Martin & Francisco López, Canada; Adad Hannah, Canada; David Spriggs, Canada; Eve K. Tremblay, Canada; Mathieu Lefèvre, Canada
FOCUS ITALY
FOCUS ITALY. THE CRISIS OF CONFIDENCE: Curated by Marta Barbieri and Lino Baldini. Yuri Ancarani, Italy; Filippo Berta, Italy; Luca Bolognesi, Italy/United Kingdom; Silvia Hell, Italy; Rudina Hoxhaj, Italy/Albania; Runo Lagomarsino, Argentina/Sweden; Domenico Mancini, Italy; Maria Lucrezia Schiavarelli, Italy; Marco Strappato, Italy; Davide Valenti, Italy
PRAGUE BIENNALE PHOTO 2. ASPECTS OF CONTEMPORARY POLISH PHOTOGRAPHY: Curated by Marek Grygiel. Dominika Truszczynska, Poland; Joanna Zastrozna, Poland; Krzysztof Pijarski, Poland; Adam Panczuk, Poland; Albert Zawada, Poland; Adam Lach, Maciej Jezierski, Poland Ewa Meissner, Poland
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MILANO. UNA CITTÀ CHE PIANGE
Caro direttore,
da cittadino milanese assisto sempre più preoccupato alla escalation delle mostre pubbliche nella mia città. Proclami sempre più roboanti degli assessori competenti
— si fa per dire — e del sindaco sui traguardi di visitatori raggiunti e su record sempre più ambiziosi da perseguire. Non c’è nulla di male sul fatto che una mostra abbia successo
di pubblico, anzi, ma quello del numero dei visitatori mi pare ormai l’unico parametro utilizzato per valutare il successo e il valore di un’esposizione.
Al pari delle Università, il cui prestigio è oggi stimato soltanto in base al numero di laureati sfornati, anche sulle mostre non viene applicato nessun criterio di merito.
Io vedo molte mostre a Milano ma spesso esco perplesso o addirittura infastidito, ma questo all’assessore e al sindaco non sembra interessare.
Visitando le mostre meneghine ho l’impressione di stare come al supermercato il sabato pomeriggio, vedo sale piene di gente che vaga confusa con audioguide che standardizzano la fruizione delle opere.
La differenza è che le opere d’arte esposte — ma non sempre — non sono
in vendita, ma appaiono allestite con gli stessi principi del marketing usati per i prodotti stipati sugli scaffali dei supermercati. Insomma, dietro ai grossi numeri sbandierati ho l’impressione che si nascondano sempre più sovente grosse bufale, allestimenti discutibili, poche opere significative, revisionismi critici e poco coraggio nella scelta degli autori. Per fortuna a Milano resiste un fervido underground e alcune autorevoli e battagliere voci, come la sua nella querelle Politi - A. Tremonti. Con stima,
la tua analisi impietosa e oggettiva descrive perfettamente lo stato della cultura a Milano. Drammatica.
Le LETTERE AL DIRETTORE, complete delle risposte, le potrete leggere sul nuovo Flash Art in edicola – ABBONATI ONLINE! CLICCA QUI
IL MARITO DELLA DIRETTRICE INVITATO A DOCUMENTA?
Caro Politi,
perché Carolyn Christov-Bakargiev, Direttrice di documenta, invita suo marito, Cesare Pietroiusti, alla rassegna da lei diretta? Anche lei tiene famiglia e non ha una deontologia professionale? Cosa pensa Politi che da liberale crede nel merito e nella competizione? Io la penso diversamente e sono critico verso Politi a cui chiedo un parere perché ammetto ne sa più di me e di molti in fatto di arte.
MA NON POSSO PENSARE CHE PIETROIUSTI SIA INVITATO A DOCUMENTA
Caro amico,
non si conoscono ancora gli artisti invitati a documenta, quindi la tua è una semplice illazione all’italiana.
Le LETTERE AL DIRETTORE, complete delle risposte, le potrete leggere sul nuovo Flash Art in edicola – ABBONATI ONLINE! CLICCA QUI
FINALMENTE CLAUDIO CINTOLI
Carissimo Direttore,
finalmente una copertina dedicata a Claudio Cintoli! Seguo da anni la Sua rivista. Prima saltuariamente, mentre dal 2000 è un appuntamento fisso. Mi chiedevo come mai nessuno si occupasse di un artista così interessante e ancora poco conosciuto. Tra l’altro, se non sbaglio, ha pubblicato alcuni articoli per Flash Art durante il suo trascorso a New York. Lei lo ha incontrato? Vi siete frequentati? Io vivo a Recanati e conosco Cintoli solo grazie a un catalogo che mi regalò un mio amico nei lontani anni Ottanta. L’opera Crisalide mi colpì profondamente e ora, con la mostra di Pesaro, ho potuto “viverla”. Lo scorso anno scrissi un breve articolo per il “giornalino” dell’associazione cui faccio parte e parlai di quest’opera conoscendola solo attraverso qualche fotogramma. Le mando lo scritto in allegato così quando ha tempo e voglia lo può leggere. Ne sarei felice! Complimenti a Lei, a Flash Art e a tutti i Suoi collaboratori! Grazie per tutto,
sì, io e Claudio Cintoli siamo stati amici (come lo fui di Pino Pascali, ahimè, scomparso dieci anni prima di Claudio).
Le LETTERE AL DIRETTORE, complete delle risposte, le potrete leggere sul nuovo Flash Art in edicola – ABBONATI ONLINE! CLICCA QUI
BRAJO FUSO CHI?
Caro Direttore,
in 15 righe sarà difficile condensare tutti i motivi che mi spingono a chiederti uno spazio nell’area aperta della tua pregiatissima rivista da dedicare a un Centro misconosciuto
dell’Arte Povera italiana come è in effetti il Fuseum di Monte Malbe a Perugia, raccontando
le vicissitudini di questo spazio alla morte dell’artista Brajo Fuso che lo lasciò in eredità
alla sua città ma dalla sua città è stato perlopiù rifiutato, emarginato e dimenticato per la bellezza di quasi trent’anni (Brajo è morto nel 1980), mentre Carlo Giulio Argan lo definiva uno dei maggiori contemporanei umbri insieme a Burri (che era suo amico) e Dottori (che però è più antico e meno dirompente nel suo futurismo addomesticato…).
Un personaggio da riscoprire (anticipò Pollock, Rauschenberg, l’Arte Povera e il Concettuale), come da pubblicizzare la riapertura della sua villa-parco-museo (il Fuseum
appunto) con tutte le sue opere ancora in buono stato (per ora). Sono sicuro che tu conosca questo artista, pensi anche tu che valga la pena ridargli un po’ di colore? Con stima e rispetto.
COME BRAJO FUSO DIECI CENTO ALTRI ARTISTI IN ITALIA?
Caro Maraspin,
che simpatico il tuo ricordo di Brajo Fuso. E che emozione per me, rivivere grazie alla tua e-mail i numerosi pomeriggi trascorsi con Brajo al Fuseum mentre lo costruiva con la sua maestria maldestra, da inventore folle e che mi ricordava l’Archimede Pitagorico di Walt Disney, che voleva scoprire anche l’acqua calda.
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FlashArt - La prima rivista d'arte in Europa
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mercoledì 13 aprile 2011
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La nuova frontiere dell'arte è il Design?
O forse la nuova frontiera del Design è l'arte. Chi è il designer e quale l'artista? E' questa la scommessa delle gallerie Balice/Hertling, Conduits e Johann Koenig.
Al FuoriSalone 2011, presenti con una selezione di artisti e designers con lavori al limite del design e dell'arte.....
Giovedì 14 Aprile, dalle 12 alle 21
BALICE / HERTLING / CONDUITS / JOHANN KÖNIG
DA CONDUITS, VIALE STELVIO 66 -20159 MILANO
presentano:
BERNARD DUBOIS & LA VILLE RAYÉE PAOLO GONZATO MICHAELA MEISE MICHAEL SAILSTORFER TINO SEUBERT JERSZY SEYMOUR MATTHEW STONE JOHANNES WOHNSEIFER
Apertura Aprile 14, dalle ore 12 alle 21 LA MOSTRA RESTERA' APERTA SINO AL 10 di maggio.
CONDUITS Viale Stelvio 66 20159 Milano
Nello stesso tempo vi aspetta anche una mostra di nuovissimi pittori astratti e minimal:
Nikolas Gambaroff Jacob Kassay Zak Prekop Olympia Scarry Rudolf Stingel Garth Weiser
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Gino
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lunedì 18 aprile 2011
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LETTERE AL DIRETTORE
per questa rubrica (non piu' di 15 righe) scrivere a:
da cittadino milanese assisto sempre più preoccupato alla escalation delle mostre pubbliche nella mia città. Proclami sempre più roboanti degli assessori competenti
— si fa per dire — e del sindaco sui traguardi di visitatori raggiunti e su record sempre più ambiziosi da perseguire.
Non c’è nulla di male sul fatto che una mostra abbia successo di pubblico, anzi, ma quello del numero dei visitatori mi pare ormai l’unico parametro utilizzato per valutare il successo e il valore di un’esposizione. Al pari delle Università, il cui prestigio è oggi stimato soltanto in base al numero di laureati sfornati, anche sulle mostre non viene applicato nessun criterio di merito. Io vedo molte mostre a Milano ma spesso esco perpless o o addirittura infastidito, ma questo all’assessore e al sindaco non sembra interessare. Visitando le mostre meneghine ho l’impressione di stare come al supermercato il sabato pomeriggio, vedo sale piene di gente che vaga confusa con audioguide che standardizzano la fruizione delle opere. La differenza è che le opere d’arte esposte — ma non sempre — non sono in vendita, ma appaiono allestite con gli stessi principi del marketing usati per i prodotti stipati sugli scaffali dei supermercati. Insomma, dietro ai grossi numeri sbandierati ho l’impressione che si nascondano sempre pi&ugr ave; sovente grosse bufale, allestimenti discutibili, poche opere significative, revisionismi critici e poco coraggio nella scelta degli autori. Per fortuna a Milano resiste un fervido underground e alcune autorevoli e battagliere voci, come la sua nella querelle Politi - A. Tremonti.
Con stima, Federico Riccardo Chendi
IL SACCO DI MILANO
Caro Federico,
la tua analisi impietosa e oggettiva descrive perfettamente lo stato della cultura a Milano. Drammatica. Rassegne insignifi canti, autori o sponsor che acquistano per 100-150 mila euro spazi espositivi apparentemente sacri e intoccabili e che il grande pubblico immagina ottenuti dopo severe selezioni qualitative. Nulla di tutto ciò...
LEGGI LA LETTERA DI FEDERICO CHENDI E LA RISPOSTA COMPLETA – CLICCA QUI!
IL MARITO DELLA DIRETTRICE INVITATO A DOCUMENTA?
Caro Politi,
perché Carolyn Christov-Bakargiev, Direttrice di documenta, invita suo marito, Cesare Pietroiusti, alla rassegna da lei diretta?
Anche lei tiene famiglia e non ha una deontologia professionale?
Cosa pensa Politi che da liberale crede nel merito e nella competizione? Io la penso diversamente e sono critico verso Politi a cui chiedo un parere perché ammetto ne sa più di me e di molti in fatto di arte.
Antonio Zera
DARE A CESARE QUEL CHE È DI CESARE. MA NON POSSO PENSARE CHE PIETROIUSTI SIA INVITATO A DOCUMENTA
Caro amico,
non si conoscono ancora gli artisti invitati a documenta, quindi la tua è una semplice illazione all’italiana. Perché non posso credere che Carolyn C. B. inviti suo marito alla grande rassegna tedesca che lei dirige.
LEGGI LA LETTERA DI ANTONIO ZERA E LA RISPOSTA COMPLETA – CLICCA QUI!
FINALMENTE CLAUDIO CINTOLI
Carissimo Direttore,
finalmente una copertina dedicata a Claudio Cintoli! Seguo da anni la Sua rivista. Prima saltuariamente, mentre dal 2000 è un appuntamento fisso.
Mi chiedevo come mai nessuno si occupasse di un artista così interessante e ancora poco conosciuto. Tra l’altro, se non sbaglio, ha pubblicato alcuni articoli per Flash Art durante il suo trascorso a New York. Lei lo ha incontrato? Vi siete frequentati? Io vivo a Recanati e conosco Cintoli solo grazie a un catalogo che mi regalò un mio amico nei lontani anni Ottanta. L’opera Crisalide mi colpì profondamente e ora, con la mostra di Pesaro, ho potuto “viverla”. Lo scorso anno scrissi un breve articolo per il “giornalino” dell’associazione cui faccio parte e parlai di quest’opera conoscendola solo attraverso qualche fotogramma. Le mando lo scritto in allegato così quando ha tempo e voglia lo può leggere. Ne sarei felice! Complimenti a Lei, a Flash Art e a tutti i Suoi collaboratori! Grazie per tutto,
Nicla Cingolani
IO, PASCALI, CINTOLI, BURRI E GLI ALTRI…
Cara Nicla,
si, io e Claudio Cintoli siamo stati amici (come lo fui di Pino Pascali, ahimè, scomparso dieci anni prima di Claudio). Io frequentavo Cintoli sin dai primi anni Sessanta, allorché vivevo a Roma, sulla Prenestina, in via Fontana Liri, 27, in un bell’appartamento (almeno lo è nel mio ricordo di allora), con un ampio terrazzo sulla piazza e dove nacque Flash Art.
LEGGI LA LETTERA DI NICLA CINGOLANI E LA RISPOSTA COMPLETA – CLICCA QUI!
BRAJO FUSO CHI?
Caro Direttore,
in 15 righe sarà difficile condensare tutti i motivi che mi spingono a chiederti uno spazio nell’area aperta della tua pregiatissima rivista da dedicare a un Centro misconosciuto dell’Arte Povera italiana come è in effetti il Fuseum di Monte Malbe a Perugia, raccontando le vicissitudini di questo spazio alla morte dell’artista Brajo Fuso che lo lasciò in eredità
alla sua città ma dalla sua città è stato perlopiù rifiutato, emarginato e dimenticato per la bellezza di quasi trent’anni (Brajo è morto nel 1980), mentre Carlo Giulio Argan lo definiva uno dei maggiori contemporanei umbri insieme a Burri (che era suo amico) e Dottori (che però è più antico e meno dirompente nel suo futurismo addomesticato…). Un personaggio da riscoprire (anticipò Pollock, Rauschenberg, l’Arte Povera e il Concettuale), come da pubblicizzare la riapertura della sua villa-parco-museo (il Fuseum appunto) con tutte le sue opere ancora in buono stato (per ora). Sono sicuro che tu conosca questo artista, pensi anche tu che valga la pena ridargli un po’ di colore? Con stima e rispetto.
Guido Maraspin, Perugia
COME BRAJO FUSO DIECI CENTO ALTRI ARTISTI IN ITALIA?
Caro Maraspin,
che simpatico il tuo ricordo di Brajo Fuso. E che emozione per me, rivivere grazie alla tua e-mail i numerosi pomeriggi trascorsi con Brajo al Fuseum mentre lo costruiva con la sua maestria maldestra, da inventore folle e che mi ricordava l’Archimede Pitagorico di Walt Disney, che voleva scoprire anche l’acqua calda.
LEGGI LA LETTERA DI GUIDO MARASPIN E LA RISPOSTA COMPLETA – CLICCA QUI!
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Gino
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martedì 26 aprile 2011
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PADIGLIONE ITALIA ALLA BIENNALE DI VENEZIA?
Parte 1a.
La seconda parte con le restanti regioni verrà inviata domani.
Abbiamo ricevuto in forma anonima (come spesso avviene quando qualcuno vuole informarci o disinformarci) la lista che segue, con la indicazione ARTISTI PADIGLIONE ITALIA, e che pubblichiamo per semplice dovere di informazione. A nostro avviso potrebbe trattarsi del famoso Padiglione Italia regionale, di cui si è parlato a proposito della Biennale di Venezia. Non ci assumiamo nessuna responsabilità sulla autenticità della fonte né delle indicazioni fornite. Peraltro non escludiamo nemmeno che possa trattarsi di uno scherzo di qualche buontempone, come talvolta è accaduto. In ogni caso riteniamo curioso e divertente, per i lettori e gli interessati, pubblicare una simile lista, che può generare divertenti considerazioni e discussioni e a cui ognuno può dare il valore che desidera. E sempre a disposizione degli eventuali interessati per aggiunte, correzioni, smentite.
E ringrazio tutti per la eventuale collaborazione.
PS. Abbiamo volutamente mantenuto la lista nella forma originale pervenuta, senza apportare alcuna modifica o correzione, anche nel caso di nominativi errati o incompleti. E lasciato ovviamente in margine ogni nota o commento.
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Gino
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mercoledì 27 aprile 2011
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08:43
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PADIGLIONE ITALIA ALLA BIENNALE DI VENEZIA?
Parte 2a.
La terza parte con i nomi dell'Arsenale e Artisti Stranieri in Italia, verrà inviata domani.
Abbiamo ricevuto in forma anonima (come spesso avviene quando qualcuno vuole informarci o disinformarci) la lista che segue, con la indicazione ARTISTI PADIGLIONE ITALIA, e che pubblichiamo per semplice dovere di informazione. A nostro avviso potrebbe trattarsi del famoso Padiglione Italia regionale, di cui si è parlato a proposito della Biennale di Venezia. Non ci assumiamo nessuna responsabilità sulla autenticità della fonte né delle indicazioni fornite. Peraltro non escludiamo nemmeno che possa trattarsi di uno scherzo di qualche buontempone, come talvolta è accaduto. In ogni caso riteniamo curioso e divertente, per i lettori e gli interessati, pubblicare una simile lista, che può generare divertenti considerazioni e discussioni e a cui ognuno può dare il valore che desidera. E sempre a disposizione degli eventuali interessati per aggiunte, correzioni, smentite.
E ringrazio tutti per la eventuale collaborazione.
PS. Abbiamo volutamente mantenuto la lista nella forma originale pervenuta, senza apportare alcuna modifica o correzione, anche nel caso di nominativi errati o incompleti. E lasciato ovviamente in margine ogni nota o commento.
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sabato 30 aprile 2011
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11:50
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ARTISTI STRANIERI ALLA BIENNALE DI VENEZIA
Abbiamo ricevuto in forma anonima (come spesso avviene quando qualcuno vuole informarci o disinformarci) la lista che segue, con la indicazione ARTISTI STRANIERI ALLA BIENNALE DI VENEZIA, e che pubblichiamo per semplice dovere di informazione. Non ci assumiamo nessuna responsabilità sulla autenticità della fonte né delle indicazioni fornite. Peraltro non escludiamo nemmeno che possa trattarsi di uno scherzo di qualche buontempone, come talvolta è accaduto. In ogni caso riteniamo curioso e divertente, per i lettori e gli interessati, pubblicare una simile lista, che può generare divertenti considerazioni e discussioni e a cui ognuno può dare il valore che desidera. E sempre a disposizione degli eventuali interessati per aggiunte, correzioni, smentite.
E ringrazio tutti per la eventuale collaborazione.
PS. Abbiamo volutamente mantenuto la lista nella forma originale pervenuta, senza apportare alcuna modifica o correzione, anche nel caso di nominativi errati o incompleti. E lasciato ovviamente in margine ogni nota o commento.
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lunedì 2 maggio 2011
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08:52
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Biennale di Venezia - Padiglione Italia nel mondo
Elenco artisti selezionati (229 artisti selezionati)
CANADA
Toronto: Francesca Vivenza, Tony Calzetta, Vincenzo Pietropaolo;
Montreal: Leda, Mario Merola, Luci Mastropasqua;
Vancouver: Davide Pan, Mena Martini, Andrea Padovani.
STATI UNITI
Washington: Paolo Ventura, Maria Antonietta Mameli, Renato D’Agostin;
Chicago: Antonia Contro, Lou Mallozzi, Carl Baratta, Sung Jang, Stefano Cossu, Virginio Ferrari, Marco Ferrari;
New York: Luisa Rabbia, Francesco Simeti, Andrea Galvani, AndreaMastrovito, Gaetano Pesce;
Los Angeles: Claudio Cambon, Luciano Perna, Elena Manferdini;
San Francisco: Eva e Franco Mattes, Daniela Di Luzio.
Abbiamo ricevuto in forma anonima (come spesso avviene quando qualcuno vuole informarci o disinformarci) la lista che segue, con la indicazione ARTISTI ITALIANI ALLA BIENNALE DI VENEZIA, e che pubblichiamo per semplice dovere di informazione. Non ci assumiamo nessuna responsabilità sulla autenticità della fonte né delle indicazioni fornite. Peraltro non escludiamo nemmeno che possa trattarsi di uno scherzo di qualche buontempone, come talvolta è accaduto. In ogni caso riteniamo curioso e divertente, per i lettori e gli interessati, pubblicare una simile lista, che può generare divertenti considerazioni e discussioni e a cui ognuno può dare il valore che desidera. E sempre a disposizione degli eventuali interessati per aggiunte, correzioni, smentite.
E ringrazio tutti per la eventuale collaborazione.
PS. Abbiamo volutamente mantenuto la lista nella forma originale pervenuta, senza apportare alcuna modifica o correzione, anche nel caso di nominativi errati o incompleti. E lasciato ovviamente in margine ogni nota o commento.
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Gino
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venerdì 6 maggio 2011
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LETTERE AL DIRETTORE
per questa rubrica (non piu' di 15 righe) scrivere a:
si parla tanto della Biennale di Sgarbi, delle selezioni regionali, di quelle internazionali negli Istituti italiani di Cultura all’estero, dei 200 artisti invitati con un quadretto a Venezia, all’Arsenale. Lei ne sa qualcosa di più? E qual è la sua opinione?
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FRANÇOIS PINAULT OVVERO L’ELOGIO DEL DUBBIO
Caro Politi,
alcuni giorni fa sono stato all’inaugurazione della mostra della Fondazione Pinault a Punta della Dogana, “Elogio del dubbio”. Cosa pensa di questa invasione dal sapore un po’ colonialista di Pinault a Venezia e di questa sua collezione troppo paludata e senza particolari sorprese? Lei non ritiene che sarebbe più opportuno mostrare giovani artisti anziché la storia dell’arte, come Bruce Nauman, Donald Judd, Marcel Broodthaers, Chen Zen o Jeff Koons? Con questi nomi non le sembra che Pinault giochi sul velluto? Cordialmente.
anche a me piacerebbe giocare sul velluto come il grande François Pinault.
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MAURIZIO CATTELAN E IL CIRCO DELLE FALSITA
Caro Politi,
pur essendo stato tra i critici di Maurizio Cattelan, devo dargli atto di essere una persona intelligente, a suo modo onesta intellettualmente. La notizia di oggi della sua decisione di “non creare più pupazzi” e di ritirarsi dal sistema arte che lo ha arricchito materialmente, ma forse ingabbiato spiritualmente, gli fa onore. Per anni Cattelan ha fatto parte di quel sistema
dell’arte degradato. Un oligopolio di arricchiti, una sorta di lobby, con tanto di musei e
gallerie, che dettava i nuovi canoni di una presunta arte nuova che in realtà era solo un modo per fare affari. Ora Cattelan stesso ammette di non essere mai stato un artista, di non saper dipingere né scolpire di aver avuto solo qualche idea, non tutte per la verità nuove o uniche
come lui ancora oggi sostiene, ma certo trasgressive, qualcuna anche interessante concettualmente, ma che certo non giustifica i prezzi stratosferici delle finte aste americane. Insomma Cattelan, come Hirst e altri presunti geni osannati da critici e galleristi asserviti a
quel sistema, ha fatto grandi fortune adeguandosi al gioco dei nuovi palcoscenici creati da questi novelli e sottoacculturati mercanti. C’è da dire che Cattelan ha ironizzato e anche beffeggiato spesso quello stesso sistema di cui faceva parte e qui gli va riconosciuta una
onesta autoconsapevolezza, quella stessa che oggi lo porta a staccare la spina con il circo delle falsità.
UN ARTISTA FRUSTRATO HA FINALMENTE SDOGANATO MAURIZIO CATTELAN. ERA ORA.
Caro Mazzoleni,
da tempo Maurizio Cattelan e noi tutti aspettavamo un tuo attestato di intelligenza nei suoi confronti.
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BEATRICE MERZ A RIVOLI O ALLA FONDAZIONE?
Gentile Politi,
sono appassionata d’arte e da poco comincio a frequentare l’ambiente. Complimenti per il vostro sito web! È veramente migliorato!!! Mi permetto di scriverle per una curiosità.
Un amico curatore, di cui non voglio fare il nome, ha avuto a che fare con la Fondazione Merz, e mi ha detto, meravigliato, che tutte le decisioni vengono ancora prese da Beatrice Merz. La signora è anche condirettrice del Castello di Rivoli. Ricordo che lei stessa aveva dichiarato che non si sarebbe occupata della Fondazione una volta arrivata a Rivoli. A Torino si dice che a Rivoli la Merz abbia l’incarico di fare i tagli, alle pulizie, agli orari di apertura. Non le sembra troppo poco per guadagnare uno stipendio? Lei la conosce? Sa se è una storica dell’arte o una persona brillante? Come si diventa Beatrice Merz nel mondo dell’arte? I migliori saluti,
IL CASTELLO DI RIVOLI E LE ASSURDITÀ DELLA POLITICA PIEMONTESE
Ciao Chiara,
conosco ma non benissimo (lei a Torino, io a Milano) Beatrice Merz.
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UN APPELLO PER ALBERTO FIZ
Caro Politi,
le scrivo a proposito della linea curatoriale di Alberto Fiz per il Museo MARCA e per il Parco Scolacium in Calabria. È da diversi anni che questi spazi si caratterizzano per la presenza di
artisti di fama internazionale, con installazioni di indubbio prestigio, ma spesso nate e pensate fuori dal contesto e senza il coinvolgimento di artisti locali. Tali scelte, diverse da quelle del precedente direttore, rischiano di essere, non solo anacronisticamente molto costose (in un momento di drastici tagli alla cultura) ma soprattutto poco efficaci per la crescita del territorio e della comunità. Per una regione così arretrata come la Calabria, ci si aspetterebbe un lavoro di valorizzazione del contesto presente, magari più faticoso ma sicuramente più proficuo nel lungo periodo. Non crede che servirebbe una ricerca di sinergie differenti, con artisti che operano sul territorio coinvolgendo la popolazione piuttosto che la sola ricerca di grandi nomi di richiamo? Progetti di comunità anziché lavori di singoli artisti chiamati da fuori a interpretare, talvolta con distacco, la cultura e la tradizione calabrese? In Calabria è necessaria una nuova pratica istituzionale capace di fare cultura sensibilizzando
le persone, organizzando workshop e laboratori e coinvolgendo giovani artisti del luogo. Mi chiedo per esempio perché non sia possibile affiancare ai lavori affermati progetti, seppure piccoli o sperimentali, di artisti che in quella terra ci vivono, per mostrare che anche in Calabria l’arte contemporanea può esistere.
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Gino
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martedì 17 maggio 2011
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19:14
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La quinta edizione della biennale sarà divisa in tre “macro sezioni”: Expanded Painting, Art in General e Focus Italy. Utilizzando una struttura che ricorda quella di una scatola cinese ogni macro sezione è divisa in sezioni più piccole ognuna delle quali organizzate da un curatore nominato dai direttori della biennale Giancarlo Politi e Helena Kontova.
EXPANDED PANTING
La prima macro sezione di Prague Biennale è Expanded Painting. Concepita da Politi e Kontova l’obiettivo dei questa macro sezione è di mappare le tendenze più interessanti nel campo della pittura con un focus geografico. Liberamente inspirati dal testo di Rosalind Krauss “Sculpture in the Expanded Field,” Expanded Painting prende in considerazione il lavoro di artisti che non lavorano necessariamente solo con la pittura ma piuttosto artisti la cui pratica parla di questo medium e della sua storia.
PAINTING OVERALL [Pittura dappertutto]. A cura di Giancarlo Politi e Helena Kontova con la collaborazione di Nicola Trezzi. La sezione è un mix di pittori emergenti dall’Islanda, Svezia, Norvegia, Italia, Stati Uniti, Regno Unito, Portogallo e Svizzera con un focus sul rapporto astrazione versus figurazione.
ARTISTI: Sonia Almeida, PT; Mark Barrow, US; Baldur Geir Bragason, IS; Vittorio Brodmann, CH; Ana Cardoso, PT; Aline Cautis, US; Ann Craven, US; Francesca DiMattio, US; Ida Ekblad, NO; Enzo Giordano, IT; Heather Guertin, US; David Örn Halldórsson, IS; Ingunn Fjóla Ingþórsdóttir, IS; Jacob Kassay, US; Gilda Mautone, IT; Elizabeth Neel, US; Ylva Ogland, SE; Paloma Presents [Urs Zahn & Roman Gysin], CH; Zak Prekop, US; Jo Robertson, UK; Patricia Treib, US; Daniel Turner, US; Garth Weiser, US
PORTRAITS OF POWER [Il potere ritratto] A cura di Jane Neal. Gli artisti di questa sezione si relazionano all’Ungheria per questioni etniche o semplicemente in quando paese in cui hanno deciso di vivere. La storia di questa regione e il suo passato imperiale e comunista hanno lasciato dei segni negli artisti specialmente rispetto ai soggetti che decidono di dipingere e in alcuni casi nello stile che decidono di utilizzare che spesso è consapevole dell’influenza del realismo socialista. Detto questo questi artisti sono legati dall’esplorazione di mitologie pubbliche e provate, da potere di icone del passato e del presente, a volte icone umane a volte macchine, dalla tensione che esiste nella relazione tra individuo e società, dal sempre più confuso limite tra realtà e finzione e dalla relazione tra conscio e subconscio.
ARTISTI:Zsolt Bodoni, RO/HU; Robert Fekete, RO/HU; Péter Sudár, HU; Attila Szucs, HU; Alexander Tinei, MD
Some Domestic Incidents [Alcuni incidente domestici]. A cura di Matt Price in collaborazione insieme a Charlie Levine. Dando enfasi alla pittura figurativa, Some Domestic Incidents presenta otto artisti emergenti e affermanti provenienti dal Regno Unito i cui lavori sono legati dal tema della domesticità, esplorando come le relazioni con la casa possono diventare fonte di inspirazione.
ARTISTS:Graham Chorlton, UK; Oliver Clegg, UK; Anna M. R. Freeman, UK; Philip Hale, US; Justin Mortimer, UK; Sally Payen, UK; Caroline Walker, UK
The Necessity of Abstraction [La necessità dell’astrazione]. A cura di Christine Nippe. La sezione esplora nuove idee di astrazione nel panorama artistico della Germania. Tutti gli artisti vivono e lavorano a Berlino.
ARTISTI:Friederike Feldmann, DE; Arturo Herrera, VE; Gregor Hildebrandt, DE; Olaf Holzapfel, DE; Anne Neukamp, DE; Frank Nitsche, DE; Renaud Regnery, FR
ART IN GENERAL
Art in General è la seconda macro sezione di Prague Biennale. Come Expanded Painting c’è un visibile interesse per aree geografich come la Repubblica Ceca e Slovacca come aree emergenti o periferiche come India e Canada.
Crossroads: India escalate [Incroci: l’escalation indiana] A cura di Kanchi Mehta. Negli ultimi anni l’India è stata protagonista di una continua metamorfosi in tutte le sue dimensioni, economica, culturale, imprenditoriale, educativa ecc. L’arte contemporanea in India ha mostrato un significativo cambiamento, riflettendo l’escalation della nazione anche secondo i modi in qui è percepita dal resto del mondo. Gli artisti hanno tratto ispirazione da questa trasformazione e si sono trovati esposti a nuovi media attraverso i quali hanno riconosciuto nuove modalità per esprimere le loro emozioni, concetti e la loro creatività. I seguenti artisti sono stati selezionati con grande cura, considerando la natura ‘progressiva’ del loro lavoro nel tempo presente e sotto l’influenza di temi quali la sessualità, situazioni urbane come rurali, l’idea di mortalità, politica e religione. Gli artisti e i lavori selezionati evidenziano come il modo di pensare della gioventù sia cambiato, diventando paradigmatico della situazione artistica indiana internazionale.
…To perceive in the darkness of the present…[…come percepire l’oscurità del presente…] A cura di Vjera Borozan e Mariana Serranová
Questa sezione è basata sull’idea che la società è alla ricerca di nuove e dirette modalità di definire lo “status quo” e ha bisogno un nuovo approccio rispetto alla formulazione di domande. Uno dei principali obiettivi di questa mostra è enfatizzare il gesto soggettivo qualo modo per affrontare la realtà così come è il suo rapporto con lo spazio e il tempo quali categorie classiche.
ARTISTI:Hynek Alt, CZ &Aleksandra Vajd, SI; Silvina Arismendi, UY/US; Daniela Barackova, CZ; Milena Dopitová, CZ; Tomas Dzadon, SK; Martin Froulík, CZ; LaÄa Gaziova, SK; Juraj Jakubciak, SK; Eva Jiricka, CZ; Eva Kotatkova, CZ; Frantisek Kowolowski, CZ; Karel Kunc, CZ; Pavla Malinová, CZ and Martin Froulík, CZ; Jan Nálevka, CZ; Markéta Othová, CZ; Milan Simera, CZ; Matej Smetana, CZ; Sláva Sobotovicová, SK; Pavel Sterec, CZ; Tomás Svoboda, CZ; Veronika Vlková, CZ; Ladislav Vondrák, CZ; Ivan Vosecký, CZ
At' delame co delame, nemuzeme se s vami spojit / Whatever we do we cannot connect with you [qualsiasi cosa facciamo non possiamo connetterci con te] A cura di Lýdia Pribišová e Katarína Slaninová. La sezione slovacca di Prague Biennale 5 tematizza la questione della (non) comunicazione, non solo nella vita di tutti i giorni ma prima di tutto nel mondo dell’arte, che è pieno di informazioni distorte e conseguenti disturbi comunicativi e male interpretazioni spesso causa di situazioni conflittuali. La comunicazione scorre male interpretando, distorcendo e offuscando il campo dell’arte, dando dinamismo alle relazioni professionali e di lavoro e creando nuove e inaspettate situazioni.
ARTISTI:Erik Binder, SK; András Cséfalvay, SK; Anna Daucíková, SK; Tomás Dzadon, SK; Richard Fajnor, SK; Petra Feriancová, SK; Pavlína Fichta Cierna, SK; Viktor Freso, SK; Mira Gáberová, SK; Marek Kvetan, SK; Michal Moravcík, SK; Ilona Németh, SK; Karol Pichler, SK
Les affinités sélectives / Selective Affinities [Le affinità selettive] A cura di Marius Tanasescu. È vero, come asserì Heidegger, che “Le opere d'arte non sono soltanto rappresentazioni del senso che le cose sono, ma realmente producono la comprensione comune della Comunità”? E l’homo artisticus canadensis è attivo attore di questo processo?
ARTISTI:Adad Hannah, CA; Mathieu Lefèvre, CA; Aude Moreau, CA; Cécile Martin, CA & Francisco López, ES; David Spriggs, CA; Ève K. Tremblay, CA
FOCUS ITALY
Continuando la tradizione cominciata con Prague Biennale 4 ci sarà una macro sezione dedicata alla scena italiana, paese che è sempre stato nel radar della manifestazione dalla sua nascita.
Domesticity [Domesticità] A cura di Lucie Fontaine. Mentre la tradizione della famiglia e della societa' italiana collassa una generazione di artisti emergenti italiani presenta opere d’arte che parlano di domesticita' e artigianato mettendo le basi per una interessante connessione tra la tradizione e l’innovazione culturale.
The Crisis of Confidence [La crisi della fiducia] A cura di Marta Barbieri e Lino Baldini. Basta leggere i giornali e guardare il telegiornale per realizzare che il livello di fiducia nella nostra società e' molto basso. Perfino l’attuale clima economico è un risultato della crisi della fiducia. Questa sezione, di cui fanno parte artisti italiani emergenti, presenta una serie di lavori selezionati specificatamente dai curatori con lo scopo di illustrare questa situazione.
ARTISTI:Yuri Ancarani, IT; Filippo Berta, IT; Luca Bolognesi, IT; Silvia Hell, IT; Rudina Hoxhaj, IT; Runo Lagomarsino, SE; Domenico Antonio Mancini, IT; Maria Lucrezia Schiavarelli, IT; Marco Strappato, IT; Davide Valenti, IT
IF YOU WANT THIS STORY TO CONTINUE… [Se vuoi che questa storia continui...] Selezionata da Andrea Bruciati. Si tratta di un fatto: la nostra esistenza si riflette sullo schermo. Questo deriva da una sistematica, diffusa e inevitabile invasione. Siamo sorpresi e impreparati nel riceverla, sopraffatti dalla nostra ineguatezza. In un paese come l'Italia, così sedotto dal potere mediatico della televisione, la diffusione dell'immagine tecnologica arrivò così in fretta da non darci neanche il tempo di capire le conseguenze di quel che sta accadendo.
ARTISTI: Riccardo Benassi, IT; Jacopo Candotti, IT; Danilo Correale, IT; Patrizio Di Massimo, IT; Cleo Fariselli, IT; Riccardo Giacconi, IT; Diego Marcon, IT; Alessandra Messali, IT; Nicola Nunziata., IT; Giulio Squillacciotti, IT; Marco Strappato, IT; Ian Tweedy, US; Driant Zeneli, AL
PRAGUE BIENNALE PHOTO 2
Romantic Construct / Romanticky Konstrukt [Costrutto romantico] A cura di Daniela Dostálková e Tomas PospÄ›eh. Continuando il mandato di Prague Biennale Photo 1 l’obiettivo di questa sezione è di mettere in luce il lavoro di giovani artisti da tuto il mondo la cui pratica è legata alla storia e alla tradizione del medium fotografico.
Inside - Outside: some aspects of contemporary Polish photography [Dentro - Fuori: alcuni aspetti della fotografia contemporanea polacca] A cura di Marek Grygiel. La mostra presenta artisti contemporanei dalla Polonia che utilizzano la fotografia nella loro pratica.
ARTISTI: Adam Lach, Maciej Jezierski, Ewa Meissner (Napo Agency), PL; Adam Panczuk, PL; Krzysztof Pijarski, PL; Dominika Truszczynska, PL; Joanna Zastrozna, PL; Albert Zawada, PL
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PRIVATO ROMANO INTERNO
FERNANDO E HUMBERTO CAMPANA
BRAZILIAN BAROQUE COLLECTION
A CURA DI EMANUELA NOBILE MINO
AMBASCIATA DEL BRASILE A ROMA - PALAZZO PAMPHILJ
GALLERIA CORTONA
ROMA, PIAZZA NAVONA 14
25 MAGGIO – 24 GIUGNO 2011
IN COLLABORAZIONE CON
GALLERIA O. ROMA
COLLEZIONE CALABRESI ROMA
L’Ambasciata del Brasile a Roma è onorata di presentare la mostra di Fernando e Humberto Campana Brazilian Baroque Collection, concepita per la Galleria Cortona di Palazzo Pamphilj, per la prima volta sede di una esposizione.
E’ questo il primo appuntamento di Privato Romano Interno, progetto di Emanuela Nobile Mino e della Galleria O. di Roma, finalizzato alla edizione di arredi di designers internazionali, prodotti in tiratura limitata con materiali e tecniche della più nobile tradizione artigianale italiana.
Le mostre sono ospitate in spazi architettonici di epoca e carattere diversi, selezionati secondo un criterio di consonanza con la ricerca tecnica ed estetica di ciascun autore.
L’indole neo-barocca dei fratelli Campana ha trovato una naturale affinità con l’opulenza degli interni seicenteschi della Galleria Cortona di Palazzo Pamphilj che, disegnata da Borromini e adornata nella volta dal grande affresco di Pietro da Cortona (Le Storie di Enea), costituisce uno degli esempi piu' significativi dell'eccellenza barocca romana.
Per questo speciale interno, i designers brasiliani - soliti nell’utilizzo di materiali umili di origine naturale o di produzione industriale - hanno eccezionalmente scelto di lavorare ad arredi sontuosi utilizzando soltanto materie nobili quali il bronzo, l’ottone e il marmo bianco statuario di Carrara.
L’incontro tra i Campana e il patrimonio iconografico della Roma storica è avvenuto naturalmente. “Questo progetto”, dicono, “è stato un dono, tutto si è svolto in modo assolutamente spontaneo: Roma ci somiglia molto, ci ha aiutato a riproporzionare la cultura figurativa del nostro background, fatta sia di immagini della tradizione storica locale, il barocco in primis, che di visioni e suggestioni provenienti dalla cultura popolare”.
Il Brazilian Baroque dei Campana è infatti una sorta di fenomeno “transgenico”: unisce l’esuberanza e l’espressività, anche degenerate,del barocco provinciale e della cultura popolare, alla proporzione e all’ufficialità della cultura artistica romana.
Il risultato di questa fusione si invera, attraverso l’assemblaggio di elementi decorativi in bronzo dorato attinti al repertorio iconografico dei secoli XVII-XIX, in lampade (da terra, da tavolo, da parete e soffitto) il cui nome è significativamente ripreso dalla città barocca brasiliana di Ouro Preto, e in un candelabro che, a sua volta, porta il nome dello scultore settecentesco Aleijadinho.
“Il nostro barocco è contrassegnato dall’imperfezione, il cui intento è quello di disorganizzare l’armonia, pervertirla e miscelarla ad elementi propri del nostro lavoro”.
Un altro concetto caro ai Campana, e presente in questa collezione, è quello di “archeologia ricomposta”: “Abbiamo preso alcuni dettagli della città, della sua stravaganza architettonica, estetica e costruito un registro dei suoi diversi periodi storici. Li abbiamo, quindi, disorganizzati per ottenere un collage personale, una stratificazione di elementi ricomposti in una forma nuova, libera dal pregiudizio”.
Questo processo costruttivo per stratificazione caratterizza il tavolo Basoli, il cui piano, nato dalla sovrapposizione e dall’accostamento di frammenti irregolari di lastre in marmo statuario di Carrara, replica “intuitivamente” il basolato delle antiche strade romane. “Avevamo già lavorato in precedenza con il marmo, ma in questo progetto ne abbiamo fatto un uso completamente nuovo: poter utilizzare lastre dallo spessore così sottile ci ha permesso di trattare il marmo come fosse carta (…) ci intriga molto trattare un materiale nella direzione opposta alla sua natura, è come innescare ogni volta una nuova sfida (…). Installati uno dopo l’altro, i nove tavoli in mostra creano una continuità interessante e suggeriscono l’immagine di una strada che attraversa la Galleria Cortona da parte a parte, collegando idealmente la piazza (piazza Navona n.d.r.) e la strada parallela (via dell’Anima n.d.r.)”.
L’intuizione è un altro elemento fondante della prassi creativa dei Campana: il primo step del loro processo progettuale consiste, infatti, nel dare ascolto alle suggestioni ispirate da un luogo e alle intenzioni del progetto, solo successivamente vengono l’approfondimento e la documentazione. “Il procedimento è stato quello di maximizzare, di reinterpretare inconsciamente il dato oggettivo; l’andamento a spirale che caratterizza la base del candelabro, ad esempio, non soltanto simula un elemento ricorrente nel nostro lavoro, ma sembra imitare la torsione ascensionale della Fontana dei Fiumi di piazza Navona. E non si è trattato di una scelta premeditata, voluta, solo in seguito ci siamo resi conto di questa similitudine, di queste affinità. Roma riproporziona la dimensione onirica, è come mettere il lievito in una cosa per potenziare il già esistente.”
Presentati in anteprima nella mostra per cui sono stati appositamente prodotti, gli arredi della collezione Brazilian Baroque sono stati realizzati dai fratelli Campana all’interno di laboratori romani specializzati nella lavorazione del bronzo e del marmo, in un rapporto osmotico di collaborazione tra gli autori e l’officina.
INFORMAZIONI UTILI
Privato Romano Interno. Fernando e Humberto Campana Brazilian Baroque Collection
Curatore: Emanuela Nobile Mino
In collaborazione con: Galleria O. Roma; Collezione Calabresi Roma
Sede mostra: Ambasciata del Brasile a Roma – Palazzo Pamphilj
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Gino
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DA VENEZIA CON RABBIA (E DISGUSTO)
La Venezia dei giorni scorsi non era solo Biennale, ma anche una città sgangherata, supponente, sporca, inefficiente, indifferente e cinica di fronte ai problemi quotidiani. Con ristoranti o bar specializzati nell'attentare alla nostra salute. Una città alla deriva e amministrata in modo selvaggio, non so ora da quale amministrazione irresponsabile.
Bastava arrivare alla stazione (Ferrovia), senza panchine né sale di aspetto o peggio ancora senza toilette (eccetto una, lurida e infetta, a pagamento con una fila chilometrica di persone disperate in attesa) con centinaia di ragazzi sdraiati per terra. Ma perché i cittadini di Venezia (ma anche i turisti) non si ribellano di fronte a tale sfascio? Mi chiedo
cosa abbia fatto o realizzato, in questa città, il filosofo Cacciari, sindaco per dieci anni, sempre pronto a pontificare, a offrire suggerimenti illuminati a tutti, dall'alto della sua demagogia, ma che ci ha consegnato una città che fa schifo sotto ogni punto di vista (eccetto naturalmente a chi alloggia al Bauer o al Danieli, con motoscafi privati a
disposizione). Venezia, per chi non è Abramovich, è una città invivibile e oltraggiosa, resa tale da amministrazioni ciniche, inefficienti e forse peggio. Il taxi che io ho preso nel giorno dello sciopero dei traghetti, per recarmi ai Giardini, ha fatto il pieno di persone con destinazioni diverse: alla fine del percorso, in un'ora di lavoro, aveva raccolto oltre
800 euro. E lo abbiamo anche ringraziato.
LA BIENNALE DI VENEZIA E I (DIS)SERVIZI:
UNA FAMOSA GALLERISTA CADE NEL CANALE CERCANDO DI FARE PIPI'
Non parliamo poi della disorganizzazione logistica all'interno dei Giardini. L'autorevole giornalista americano, Jerry Saltz, coscienza critica dell'arte e della cultura americana, mi scrive che una famosa gallerista del suo paese, accovacciata vicino al canale nel tentativo di fare pipì, vi è caduta dentro rompendosi il naso ("a famous art dealer squatted over a canal to pee, fell in, and broke her nose"). A parte l'aspetto comico della descrizione, ho visto veramente situazioni drammatiche e imbarazzanti a causa della mancanza di servizi all'interno dei Giardini. Ma possibile che il direttore Baratta è così latitante nei giorni cruciali della vernice, quando tutto il mondo arriva alla Biennale
e ha bisogno di alcuni servizi essenziali: i servizi igienici, qualche bar o ristorante o tavola calda ben rifornita e senza obbligare a code lunghissime?
LA BIENNALE DI VENEZIA NON PUO' ESSERE OSTAGGIO DI UNA SINGOLA PERSONA
Ho scritto più volte che alcune grandi rassegne, come la Biennale di Venezia appunto, ma anche Documenta di Kassel, Manifesta, la Biennale di Berlino, la Biennale di Sydney, Gwangju, ecc. sono diventate strutture gigantesche e non possono essere affidate al punto di vista personale di un curatore. Oggi il panorama dell'arte è talmente vasto e complesso (l'Est che avanza, il Centro e Sudamerica che stanno diventando
protagonisti, l'Europa che retrocede ma non è più solo Germania, Francia, Inghilterra, la Russia e gli ex paesi satelliti che esplodono di energie e di novità) che per captarne gli aspetti occorrono molteplici sensori e punti di vista. Ma come si può pensare che una Bice Curiger, onesta e diligente critica e curatrice svizzera, possa interpretare un momento storico e un panorama così vasto e complesso come quello di oggi? Come
affidare una Ferrari a un ragazzo di dieci anni. Oggi per Venezia ma anche per Documenta (altro grande flop annunciato) occorrono punti di vista forti, molteplici, diversi e spesso contraddittori. Chi non ricorda Aperto '93, curato da Helena Kontova, che aprì gli orizzonti su un universo nuovo e che ancora tutti gli artisti e appassionati ricordano con grande entusiasmo? Ebbene, i curatori erano tredici. Critici nuovissimi e curatori inediti (Francesco Bonami, Nicolas Bourriaud, Benjamin Weil, Matthew Slotover, già direttore di Frieze, il cinese Kong Changan), galleristi (Jeffrey Deitch), artisti (Thomas Locher), riuniti attorno a un progetto multiculturale molto impegnativo. E il risultato fu prodigioso. Come mai prima o dopo. E come scrive Wikipedia, "La mostra è diventata un evento di culto degli anni Novanta, riuscendo a riunire tutto ciò che avveniva in quel momento. Il modello di Aperto '93 è spesso citato da curatori, ed è stato fonte di ispirazione per la Biennale di Venezia del 2003 diretta da Francesco Bonami, la prima Biennale di Mosca, la seconda Biennale di Johannesburg diretta da Okwui Enwezor e la prima e la seconda Biennale di Gwangju, la prima edizione della Biennale di Tirana (2001) e le quattro edizioni della Biennale di Praga (2003-2005-2007-2009) sono
da considerare diretta emanazione del modello iniziato da Politi e Kontova per Aperto ’93".
Ecco, una grande manifestazione si deve sottrarre al giudizio personale e talvolta interessato di un solo curatore. E poi chi non ha notato il carattere "elveticocentrico" di questa Biennale? Leggete. Artisti svizzeri: Thomas Hirschhorn, Carol Bove, Urs Fischer, Peter Fischli & David Weiss, Bruno Jakob, Fabian Marti, Shahryar Nashat, Mai -Thu Perret, Pipilotti Rist, Andro Wekua, Johanna Natalie Wintsch. E ancora premio internazionale della giuria all'ottimo Christian Marclay, cittadino svizzero. Il Padiglione tedesco è targato da Hauser & Wirth, potentissima galleria svizzera. Leone d'oro a Franz West, che lavora con la galleria svizzera Presenhuber. E ancora altre cose che non ricordo.
MA PERCHE' INVITARE ALLA PREVIEW MIGLIAIA DI NANI E BALLERINE DI TUTTO IL MONDO, IMPEDENDO DI OPERARE AGLI ADDETTI AI LAVORI?
Vorrei chiedere al Presidente Baratta, ma anche a Bice Curiger perché alla Preview abbiamo permesso l'ingresso a migliaia e migliaia di persone e non invece ai soli professionisti dell'arte, a coloro cioè che dovrebbero scriverne o per i collezionisti TOP? Anziché imporre code chilometriche e disagi perditempo in ogni padiglione, una preview solo per i veri giornalisti accreditati, artisti presenti, galleristi con artisti partecipanti e collezionisti VIP. Invece, un mio amico di Verona, grande appassionato e collezionista tra i maggiori in Italia, per non avere problemi ha acquistato un biglietto per VIP, pagando 400 euro e poi all'entrata è stato bloccato perché al suo biglietto mancava qualcosa.
Roba veramente da terzo mondo.
GLI ARTISTI ITALIANI NEL PADIGLIONE INTERNAZIONALE SONO IN CONCORRENZA CON
QUELLO ITALIANO DI VITTORIO SGARBI
Patetica la presenza italiana nella sezione di Bice Curiger. A parteMonica Bonvicini e gli storici Luigi Ghirri e Gianni Colombo, quasi tutti gli altri sembravano fuggiti dal Padiglione Italia di Vittorio Sgarbi. Anche i piccioni di Maurizio Cattelan, una vuota decorazione di una mostra senza contenuti né indicazioni. Bice Curiger avrebbe potuto affidarsi a collaboratori meno vacui oppure visitare qualche studio in Italia. La nostra situazione dell'arte giovane è sicuramente ai minimi livelli storici, ma certamente meno peggio di quella proposta da Bice.
CHI NON HA APPREZZATO IL PADIGLIONE DI SGARBI MANCA DI SENSO DI UMORISMO
Io, ma non solo (non posso rivelare il nome di alcuni famosi artisti e curatori che condividono il mio punto di vista) mi sono divertito soltanto al Padiglione Italia di Vittorio Sgarbi. In quello spazio c'è tutta l'anima e il core dell'Italia che pitta e che trascorre la vita
consumandosi in nome dell'arte, dell'autenticità, della verità. Da Sgarbi c'è l'anima di migliaia o milioni di artisti che popolano il nostro paese e tutti i paesi del mondo. E che cercano di esprimersi in modo diretto e passionale con segni e colori. In quei territori non è mai passato Massimiliano Gioni né Germano Celant e neppure Pinault o Gagosian. Si
tratta di artisti (con qualche eccezione) che chiedono solo di poter esporre e di avere un minimo di visibilità, per i propri figli, amici parenti. Ma rappresentano l'informe moltitudine dell'arte e di artisti che affondano le radici in Altamira e in quegli anonimi disegnatori
ossessionati dalla sopravvivenza e che di notte sognavano bisonti, cavalli, cervi. Gli artisti di Sgarbi sono i figli di Freud, per cui dipingere significa liberarsi e sognare. Ecco, Vittorio ha ricostruito magistralmente questa Divina Commedia dell'arte, a cui hanno partecipato
in egual misura gli artisti segnalati e gli "intellettuali" segnalatori. Anzi, vi debbo confessare che io ho effettuato un percorso nel Padiglione Italia partendo dai segnalatori e non dagli artisti. Alle pareti non vedevo Velasco, Trombadori, Soccol, Vignozzi, Ventura, ecc. bensì, come in uno specchio rivelatore incontravo Severino, Giorello, De Mauro, Forattini, Giuliano Ferrara, Andrea De Carlo, Vittorio Feltri, Agamben, Maffettone: questo padiglione è stato un test rivelatore del gusto e della cultura dell'intellettuale italiano in rapporto all'arte contemporanea. Chiunque sostenga che non si è divertito al Padiglione Italia, dice una bugia. Divertente, esagerato, kitsch, ma vivo e chiassoso, a differenza di quello di Bice Curiger che invece ho attraversato come un deserto.
FRANCESCO BONAMI E L'AUTOBIOGRAFIA DI MAURIZIO CATTELAN
Per fortuna durante i giorni della preview veneziana, ero riuscito ad acquistare l'ultimo libro di Francesco Bonami: Maurizio Cattelan, Autobiografia non autorizzata (Mondadori) con cui ho trascorso due ore di assoluto piacere e che in parte mi ha ripagato delle frustrazioni della Biennale. Libro che ahimé, si legge in un fiato, esilarante e tragico,
cinico e tenero, e che rivela uno sdoppiamento straordinario dell'autore con l'artista, al punto che spesso non si capisce se l'autobiografia sia di Bonami o di Cattelan. Ma certamente tra i due esiste un fortissimo legame che lo ha portato a condividere sogni e speranze, delusioni ed esaltazioni. E certamente Francesco Bonami, che come artista ha conosciuto momenti di delusione e di abbandono, lo ritroviamo nelle emozionanti
descrizioni delle frustrazioni del primo Cattelan.
Un libro che mi ha permesso di conoscere meglio Francesco Bonami come scrittore e capire meglio Maurizio come artista. Altro che Lezione di Fumo, del 2005, con cui Bonami esordì come narratore un po' da ecole du regard. Oggi Francesco è maturato anche nella scrittura e questa vera chicca (chi scrive sa quali insidie e difficoltà celi la scrittura) ne è la dimostrazione. Ora Checco Bonami è pronto a darci un best seller
sull'arte, una sorta di commedia umana del nostro tempo, tra squali, arrivisti, angeli e demoni. Io attendo fiducioso. Intanto consiglio a tutti questo bellissimo libro di Francesco Bonami, edito da Mondadori.
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Cari lettori e amici dell'arte,
Il nostro impegno per starvi vicini e aggiornarvi in tempo reale e per avere un Flash Art International in corsa con i tempi, ci ha portato su iPad. Ma non si tratta di una presenza passiva, con solo alcune pagine. No, si tratta di una vera e nuova rivista d'arte, interattiva e che potrete sfogliare a vostro piacimento. Credere per provare.
Flash Art su iPad significa anche una nuova grafica e layout (ridisegnati espressamente da Bureaucracy.ws, un dinamico studio di design di Milano), che vi proporrà immagini diverse dalla rivista cartacea, numerose gallerie fotografiche ma soprattutto video e film inediti.
In questo numero: una istallazione speciale di Christian Boltanski. Video clip di Anne-Julie Raccoursier, Renzo Martens a Peter Roesel. E oltre 200 immagini extra negli articoli, recensioni, notizie.
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Ed entro la fine dell'anno, forse potrete vedere anche Flash Art Italia. Tutto dipenderà dalla diffusione dell'iPad nel nostro paese.
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Il numero di Maggio - Giugno gratis da scaricare
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Flash Art Italia #295, luglio – agosto – settembre 2011.
Doppia copertina: ADOLF HITLER, nel luglio del 1933, con una parata studiata come una performance, si appresta a parlare a un raduno di camicie brune a Dortmund; MARKUS SCHINWALD, Orient (dettaglio), 2011. Still da video. Courtesy La Biennale, 2011.
Cover Flash Art n.295 luglio-agosto-settembre 2011: ADOLF HITLER, nel luglio del 1933 si appresta a parlare a un raduno di camicie brune a Dortmund; MARKUS SCHINWALD, Orient (dettaglio), 2011. Still da video. Courtesy La Biennale, 2011.
COPERTINA: IL POTERE DELL’ARTE: straordinaria analisi del rapporto tra arte e potere in Adolf Hitler, in un acuto saggio storico critico di Gian Marco Montesano.
FOCUS BIENNALE: appunti da Venezia: Jerry Saltz; Francesco Bonami e Fabio Cavallucci danno una personale valutazione, estetica e non, della Biennale di Venezia 2011; Emanuela De Cecco interpreta il Padiglione Italia; Michele Robecchi racconta The Clock, l’opera vincitrice del Leone d’Oro, e il suo autore, Christian Marclay; focus sul Padiglione Austria a cura di Luigi Fassi e Raimar Stange; intervista a Thomas Hirschhorn sul suo lavoro per il Padiglione Svizzera.
APPROFONDIMENTI: conversazione tra Carol Bove e Steven Claydon sugli aspetti matrici dell’arte; Navid Nuur e le equazioni matematiche, in un’intervista con Christine Macel; Matthew Day Jackson letto e interpretato da Gianfranco Maraniello; Lisa Oppenheim parla di Annette Kelm; Thomas Houseago e Aaron Curry si confrontano sui loro lavori scultorei; Pratchaya Phinthong a cura di Gabriele Francesco Sassone; il direttore di Flash Art Giancarlo Politi “intervista” Maurizio Cattelan; Arcangelo Sassolino incontrato da Davide Giannella; grande excursus storico sull’arte omosessuale o "arte queer" secondo Eugenio Viola; arte, video e performance nel lavoro di Zimmerfrei; Franz Erhard Walther raccontato da Peter Halley; architettura e fotografia in James Casebere, a cura di Luca Panaro; Michele Zaza intervistato da Raffaele Gavarro.
EXCURSUS STORICI: Gianni Piacentino parla del suo lavoro con Arianna Rosica e Marco Tagliafierro; Giancarlo Politi ricorda Piero Manzoni e la Milano degli anni Sessanta attraverso la memoria e la testimonianza diretta di Agostino Ferrari.
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ADOLF HITLER: modesto pittore certamente. Ma fu il più grande performer del XXmo secolo? In una acuta analisi di Gian Marco Montesano, tutto sulle ambizioni e visioni estetiche e performative del dittatore nazista. Un ritratto impietoso e inusuale, da leggere in un fiato.
ARTE GAY: Esiste un'arte omoerotica? E cosa intendiamo per arte "queer"? Nel numero in edicola, Flash Art affronta il tema dell'ambiguità sessuale nell'arte attraverso un ampio testo del critico e curatore Eugenio Viola.Dall'antica
Grecia alle immagini sacre del Rinascimento e del Barocco, dal barone von Gloeden fino alle esperienze più recenti di Bruce Weber e Pierre et Gilles: turbamenti e riflessioni sull'esistenza di "uno specifico omosessuale" nell'arte, tra identità sessuale, erotismo e pornografia. Parte prima.
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mercoledì 31 agosto 2011
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N° 279
Il numero estivo della nostra rivista è ora disponibile su iTunes store, e abbiamo deciso di focalizzarci soprattutto sui contenuti extra e sulle parti interattive. Inserendo nuove sezioni di immagini, video, slideshow e gallerie intendiamo presentarvi il mondo dell’arte contemporanea in modo più chiaro e coinvolgente.
Nuove funzionalità:
- Possibilità di visualizzare il numero, anche se scaricato parzialmente, in modalità offline
- Presto nuove opzioni per la subscription
IN QUESTO NUMERO:
- Cover interattive: Terence Koh e Jules de Balincourt
- TOP 100. Vota il tuo artista preferito e vedrai la classifica nel prossimo numero
- Più di 400 immagini extra
- Contenuti video esclusivi
Highlights:
- Foto della vernice della mostra di Jules de Balincourt alla galleria Thaddeus Ropac a Parigi
- Presentazione degli ultimi lavori di Terence Koh, con video di alcune sue performance e la sua playlist dell’estate da scaricare
- Il video Hukuruberri Fuin di Simon Fujiwara
- Il remake di One Plus One di Jean-Luc Godard firmato Adam Pendleton, con la partecipazione della band indie rock Deerhoof
- Let's Dance – video project di Jeremy Shaw e Rashaad Newsome
- Focus sui giorni d’inaugurazione della Biennale di Venezia firmata Bice Curiger, i party e le anteprime
- Le critiche taglienti sulla Biennale di Jerry Saltz e Francesco Bonami
- Un progetto speciale dell’artista Alexander Heim
- Il discusso video di David Wojnarowicz per On Censorship, rubrica di Sam Bardaouil
- Contenuti video, installazioni e immagini nella sezione Review.
- News: Pacific Standard, Based in Berlin, Mai-Thu Perret, Voina e l’Innovation Award, Ali Kazma e il suo nuovo progetto
Tutto questo e molto di più nel numero estivo di Flash Art Digital
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PREMIO ARTE LAGUNA: E' APERTO IL BANDO DELLA 6^EDIZIONE
Sono in corso le iscrizioni alla 6 Edizione del Premio Arte Laguna rivolto agli artisti provenienti da tutto il mondo, senza limiti nell'età e nel tema delle opere candidate.
In palio 5 premi in denaro da 7.000 euro ciascuno, residenze d'arte, mostre personali in gallerie, collaborazioni con aziende, partecipazioni a Festival internazionali ed esposizioni collettive.
Sezioni: pittura, scultura, arte fotografica, video arte e performance, virtual art-iFope
Chiusura iscrizioni: 11 Novembre 2011
Quota di iscrizione: 50 euro un'opera, 90 euro due opere; per gli Under25 rispettivamente 45 euro e 80 euro
Residenze d'Arte: Museo Carlo Zauli - Faenza, Scuola del Vetro - Venezia, Art Stays - Slovenia, iaab – Basilea, Loft Miramarmi - Vicenza
Business for Art:premio in denaro e progetto artistico offerto dall'azienda STILE Original Design
Curatore: Igor Zanti – critico d'arte
Giuria:
Alessio Antoniolli - Direttore Gasworks di Londra; Chiara Barbieri - Direttore pubblicazioni, Collezione Peggy Guggenheim; Gabriella Belli - Direttrice MART di Trento e Rovereto; Ilaria Bonacossa – CuratriceIndipendente; Soledad Gutierrez - Curatrice MACBA Barcellona; Kanchi Metha - Curatrice Padiglione Indiano Biennale di Praga; Ludovico Pratesi - Direttore Centro Arti Visive Pescheria di Pesaro; Maria Savarese - Curatrice Indipendente; Ralf Schmitt - Direttore Preview Berlin; Alma Zevi - Critico d'Arte
La giuria selezionerà 110 artisti finalisti che esporranno all'Arsenale di Venezia a marzo 2012, inoltre un'ulteriore collettiva presso l'Istituto Romeno di Venezia darà spazio ad altri lavori degli artisti Under25(le opere premiate rimarranno di proprietà degli artisti).
Le opere finaliste verranno raccolte in una pubblicazione bilingue.
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sabato 17 settembre 2011
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newsletter 16.09.2011
News - Marrakech Il 30 settembre inaugura Marrakech Art Fair
Il 30 settembre inaugura la seconda edizione di Marrakech Art Fair, fiera dell’arte ospitata nella storica città marocchina.
Flash Art 295 - Luglio - Agosto - Settembre 2011 Pratchaya Phinthong
GABRIELE FRANCESCO SASSONE: Un aspetto molto importante dei tuoi lavori è la trasformazione. Penso a 2017, un testo scaricato da Internet che riguarda un futuro catastrofico, trascritto sul muro con un inchiostro ...
L'ATTENZIONE SULL'OPERA fotografica di Luigi Ghirri (1943-1992) è andata gradualmente crescendo negli ultimi anni, in modo particolare dopo il libro e la mostra "It's Beautiful Here, Isn't It…" (2008)...
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"The Others", la fiera che l'Italia attendeva
Finalmente una fiera d'arte intelligente. E da parte di chi? Ma guarda un po', da quel Roberto Casiraghi, fondatore di Artissima, con cui io non ho mai avuto un buon feeling. Troppo arrogante, permaloso, ingeneroso, insofferente a ogni critica o suggerimento. Ma forse non stupido. E se fosse anche un po' umile, sarebbe un grande condottiero. Casiraghi, pur avendo fatto un grande buco nell'acqua con la fiera romana ("The Road to Contemporary Art"), ha capito che bisogna muoversi e cambiare prima di morire: e allora sembra aver raccolto il nostro grido di allarme sulle fiere che strozzano le gallerie e il nostro appello a realizzarne di alternative, a bassissimo costo. Artissima, MiArt, Artefiera di Bologna, se non abbasseranno i loro costi di almeno il 50%, saranno costrette a chiudere i battenti. E a breve. Parola di Giancarlo Politi.
Onore dunque a Casiraghi che ha raccolto intelligentemente le nostre proposte di organizzare fiere d'arte, di ottima qualità, con gallerie propositive e forse anche spazi alternativi ma veramente low cost. Forse lui, presente, è memore di una straordinaria Trevi Flash Art afFAIR, nel 1995 mi pare: una bellissima fiera realizzata a Trevi, anche con ottime gallerie internazionali (tra gli altri Pierre Huber e Christian Nagel) e un prezzo incredibile: Lire 1.500.000 (750 euro di oggi) comprensivi di quattro cinque giorni di pernottamento e pensione completa in graziosi hotel della zona. E fu un successo stupefacente (e Roberto Casiraghi era presente) che molti galleristi ancora ricordano con piacere. Anche coloro (pochi) che non vendettero nulla. Mentre oggi è impensabile che una galleria propositiva, operante in Italia, possa sostenere costi di 15-30 mila euro per uno stand come richiesto da Arte Fiera e Artissima o Miart. Le fiere d'arte, se vogliono sopravvivere, devono voltare pagina e abbandonare il loro dilettantismo culturale e manageriale e porsi dalla parte delle gallerie. Anche loro dimentichino i tempi delle vacche grasse. Sono finiti i tempi in cui i galleristi erano pronti ad accendere un mutuo pur di partecipare ad Artefiera a Bologna oppure ad Artissima a Torino. Ora le stesse gallerie, quelle meno cialtrone, amano farsi rincorrere e magari fare marameo a Silvia Evangelisti o a Francesco Manacorda. Per non parlare ovviamente di MiArt, in mano a dilettanti allo sbaraglio. Oggi Artefiera, la nostra madre di tutte le fiere, abituata a trattare tutti a pesci in faccia, in nome della propria grandeur commerciale e potere contrattuale, pare conceda pagamenti dilazionati sino a un anno. Buon segno, ma ora deve abbassare i prezzi. Del 50-60%. È impensabile che Artefiera costi quanto Art Basel. Come tutte le fiere d'arte italiane, dovrebbe costare 1/5 o meglio 1/10 di Art Miami, Art Basel, Frieze, Fiac: questo è il rapporto di qualità e di business. Ma i nostri Enti fieristici e i loro direttori stentano a capirlo, solo perché MotorShow o il Salone del Mobile vanno ancora bene (ma è poi proprio vero?).
Artissima, Artefiera, Miart: il declino è iniziato.
Non aspettate la fine per cambiare
Da sempre andiamo gridando al lupo al lupo: sono circa le tre maggiori fiere italiane, che però non hanno mai dimostrato un minimo di sensibilità nei confronti delle gallerie, a parte forse Artissima del bravissimo Francesco Manacorda (di cui pubblichiamo una sua intelligente risposta a una nostra recente richiesta di cambiamento), che però ugualmente non gode buona salute. Era facile capire che le gallerie italiane (le straniere non hanno mai avuto alcun ruolo, anche perché quasi sempre invitate gratuitamente) erano stremate, ma nessuno si è preoccupato di cercare sponsor o finanziamenti per abbassare i costi di partecipazione: tutto ciò che perveniva o veniva raccolto si volatilizzava in eventi o in narcisismi curatoriali, ritenendo che la fiera si sostituisce a Manifesta o alla Biennale di Venezia. Per questo dico bravo Roberto Casiraghi con la sua fiera alternativa, "The Others", a Torino, durante Artissima. Siamo impazienti di vederne gli esiti. Intanto auguri.
RISPOSTA DI FRANCESCO MANACORDA, DIRETTORE DI ARTISSIMA, A UNA PRECEDENTE COMUNICAZIONE SULLO STATO DELLE FIERE D'ARTE IN ITALIA
Caro Giancarlo,
leggo e volentieri rispondo agli interrogativi che poni anche a me nella tua lettera ai responsabili delle tre principali Fiere d’arte italiane. Seguirò un percorso, affrontando intanto quegli elementi di confronto da te posti genericamente a tutti, che maggiormente segnano e caratterizzano Artissima.
Vorrei chiarire prima di tutto la vecchia polemica riguardo il programma curatoriale, da te descritto come fonte di distrazione di fondi e interessi a scapito delle gallerie, soprattutto giovani. L’acquisizione del marchio della Fiera da parte degli Enti locali (Regione Piemonte, Città di Torino, Provincia di Torino), che ne hanno affidato la gestione alla Fondazione Torino Musei, ha reso Artissima un laboratorio speciale dove sperimentare sinergie tra mercato e attività culturali. La Fondazione Torino Musei ha inserito la programmazione culturale nella "mission" della fiera e non credo che avrebbero offerto a me (curatore più che manager) questa posizione – né forse io l’avrei accettata – se non fosse stato così. Sin dal mio arrivo sono sempre stato convintoche l’Artissima che ereditavo avesse due valori acquisiti su cui puntare ancora di più per differenziarsi dalle altre fiere europee: le proposte emergenti di giovane gallerie che ne fanno una fiera di scoperta, e il profilo curatoriale degli eventi e del pubblico internazionale che la frequenta. Su questi due punti di forza ho deciso di continuare a scommettere per consolidare e cercare di differenziare una fiera in un panorama di enorme concorrenza (soprattutto ora con Hong Kong e Frieze NY) e con le difficoltà delle gallerie che tu ha ben decritto. Io credo inoltre che proprio gli aspetti che tu definisci di distrazione sono quelli che possono far avere ad Artissima una visibilità internazionale che ricade poi sulle gallerie che vi partecipano. Potremo verificare tra qualche anno se questa scelta si sarà rilevata vincente.
La peculiare natura semipubblica di Artissima fa sì inoltre che tra i suoi obiettivi ci sia anche quello di essere motore e promotore di eventi artistici di qualità, costruendo sinergie con i musei, fondazioni e istituzioni per rafforzare il sistema arte nel territorio e contribuire a promuovere l’immagine della città, attirando l’interesse di visitatori internazionali, di un più vasto pubblico e della stampa. Credo che questo sia proprio il motivo per cui gli enti locali hanno deciso di rilevarla e finanziarla. Devo quindi sottolineare che l’impegno di Artissima nella partecipazione attiva al sistema dell’arte non si esaurisce nei quattro giorni di Fiera, come dimostrano le due edizioni di "Giorno per Giorno", di cui Artissima è capofila supportato dalla Fondazione per l’Arte Moderna e Contemporanea CRT, e che rappresenta un esperimento di sinergia e dialogo tra istituzioni pubbliche e private nella creazione di un percorso d’arte contemporanea a maggio, ovvero in un momento dell’anno molto distante dai giorni di Fiera.
Vorrei inoltre fare una precisazione che spero serva a sedare le polemiche che serpeggiano anche in città. Sul piano finanziario, i contributi che Artissima riceve dalle Fondazioni ex bancarie e dalla Camera di commercio sono destinati esclusivamente alla realizzazione e diffusione dei "criticati" progetti curatoriali e ne coprono interamente i costi. Senza i suddetti progetti non riceveremmo i contributi che li supportano. Quindi vorrei che fosse chiaro ai galleristi che partecipano ad Artissima che non un euro degli incassi delle vendite degli stand viene speso per il programma culturale e i famosi curatori invitati. Non sono loro a pagarli come spesso invece è stato detto. Ti dirò inoltre a questo proposito che gli incassi derivanti dalla sola vendita degli spazi coprono poco più del 50% del bilancio complessivo della fiera.
Questo ci porta ai prezzi di vendita degli stand: sono pienamente d’accordo con te e sarei felice di poter tagliare i prezzi. Ho lottato per trovare una soluzione negli ultimi mesi ma purtroppo i costi di affitto e di allestimento della sede non lo consentono e pare non ci siano soluzioni alternative a Torino. Ma permettimi di precisare che lo stand per le giovani gallerie – le New Entries, per intenderci – ad Artissima costa poco meno di 4.000 euro e che i 20 mq dedicati agli artisti emergenti di Present Future costano 3.400 euro...Tariffe davvero low cost se comparate a LISTE e Basel. Certo si potrebbe abbassarli ancora e sto continuando a cercare soluzioni, ma sono sempre più convinto che bisogna ripensare le fiere e il loro formato completamente per riuscirci.
Infine a proposto delle selezioni sono di nuovo d’accordo con te. Se guardi i nomi del comitato di Artissima di quest’anno direi che giovani e giovanissimi sono la maggioranza (Daniele Balice e Norma Mangione solo per citarne due...) proprio per le ragioni da te elencate. Questa è senza dubbio la direzione da prendere.
Spero di aver chiarito a te e ai lettori alcuni aspetti forse non noti della storia di Artissima. Ti ringrazio Giancarlo per la giusta sollecitazione a non perdere mai nulla di vista.
Francesco Manacorda
Direttore di Artissima
ART DIARY ITALIA 2012. ISCRIZIONI APERTE FINO AL 30 SETTEMBRE 2011
Sono in chiusura le iscrizioni alla nuova edizione di Art Diary Italia 2012, la guida che raccoglie indirizzi aggiornati di artisti, gallerie, critici, istituzioni, operatori, collezionisti, fotografi, architetti, designers, ecc; in più, tutti i servizi legati al mondo dell'arte (cornici, trasporti, assicurazioni, ecc..) e informazioni su hotel, ristoranti e centri benessere. Art Diary Italia 2012 sarà presentato, come ogni anno, presso lo stand di Flash Art a Bologna Arte Fiera (26-30 gennaio 2012).
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FlashArt - La prima rivista d'arte in Europa
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Athens - DESTE Prize 2011 assigned
The 2011 DESTE Prize was granted to Anastasia Douka on September 14. The 32-years-old artist, received her award by Kasper König, director of the Ludwig Musem in Cologne, Germany.
Anastasia Douka's work is a continuos research about human procedures, along with the very model of transmission of information and their products: architectural elements and geographical models, ancient cultures and contemporary popular icons, precious and everyday objects, human anatomy and machine anatomy, fantasies and theories with their proofs.
The six shortlisted DESTE Prize artists - Alexandra Bahzetsi, Anastasia Douka, Irini Miga, Eytixis Patsourakis, Theodoros Stamatoyannis, Jannis Varelas will show their work in Museum of Cycladic Art. The exhibition will open to the public on May 25 and will run through to October 30 2011.
ON SEVERAL OCCASIONS, Christodoulos Panayiotou organized a kind of marathon that had little to do with the Greek original but was closer to an American tradition: slow dancing. In front of a crowd of onlookers, on little stages set out under a banner that...
MUSEUM HAUS LANGE in Krefeld is a monument of modernist architecture. It was built by Mies van der Rohe in 1928 as a private residence. Together with Haus Esters right next door, the two residences are part of...
Philip-Lorca diCorcia’s photographs, whether they are taken spontaneously or thoughtfully staged, capture people, things and places in ways seemingly inevitable and ineffable...reviews online
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Covers: ANDRÉ BUTZER - KERSTIN BRÄTSCH
October 2011 Issue
Flash Art International 280 features two covers: André Butzer and Kerstin Brätsch
News Highlights:
Matthew Schum discusses the Lyon Biennial concept of Terrible Beauty with curator Victoria Noorthoorn as well as Félix Gonzalez-Torres’ influence on the Istanbul Biennial with curators Adriano Pedrosa and Jens Hoffmann in consecutive interviews
Helena Kontova talks with director of the-solo-project art fair Paul Kusseneers about this year's art fair performance and next year's direction
Giancarlo Politi interviews Katerina Koskina about the constantly growing Thessaloniki Biennale
Daniela Ambrosia reports on People & the City, an exhibition of Italian and Russian artists at UniCredit in Moscow
Mike Watson on the Otolith Group’s new work “Thoughtform” at MAXXI
Aaron Moulton speaks with Keller/Kosmas, the artists formerly known as AIDS-3D, about their name change and new work using solar panel
Orianna Cacchione speaks with Brendan McGetrick about Ai Weiwei’s curation of the Gwangju Design Biennale
Catherine Somzé on the Dutch cultural funding crisis and “Genius Without Talent” at De Appel in Amsterdam
Ruth Hege Halstensen writes on the increasing international scope of the 6th Momentum Biennial in Moss, Norway.
Adriana Rios Monsalve interviews MDE11 co-curator Bill Kelley Jr. about the biennial's pedagogical and theoretical premise
Patrick Steffen on Harald Szeeman’s archive at the Getty Research Institute in Los Angeles
Galit Mana discusses Martin Creed among others in the summer exhibition at the Tate St. Ives
Giancarlo Politi talks with Márcia Fortes of Galeria Fortes Vilaça in São Paulo about the Brazilian art scene and Nicholas Logsdail of Lisson Gallery about the gallery's new branch in Milan
Features:Rita Selvaggio on the work of Enrico David
Elisa Kay on John Latham’s legacy
Silvia Conti interviews NewMuseum curator Massimiliano Gioni about the Eastern Europe-looking exhibition Ostalgia
Basak Senova discusses Ayse Erkman's Turkish pavilion in Venice and how her artistic process jumps seamlessly from text to architecture
Flash Art October includes Focus Germany:
Maurizio Cattelan sits down with Kerstin Brätsch to discuss her work, fashion, products and social networking
A younger Hans-Ulrich Obrist considers Gerhard Richter’s forays into photography, text and artists’ books
John Newson speaks with André Butzer on the occasion of his first survey exhibition at the Richard J. Massey Foundation in New York
Jakob Schillinger considers the “prosumer” impulse of contemporary artists’ appropriation strategies
Brand New highlights the artists
Mark Barrow
Zak Prekop
Reviews:
B. Wurtz; The House Without the Door; The Making of the Chinese New Working Class; Portraits; Michael E. Smith; Drew Heitzler; Mark Bradford; The Normal Condition of Any Communication; Giuseppe Penone; The Minimal Gesture; Hackney Hoard; Mathieu Kleyebe Abonnenc; Cyprien Gaillard; Joëlle Tuerlinckx; Alejandro Almanza Pereda; Natalie Czech; Done; Two Versions of the Imaginary; Sculpture Now; Wade Guyton and Kelley Walker; Joachim Koester; Xu Longsen; Rehearsal; Nick Relph; Incidents of Mirror - Travel in Yucatan and Elsewhere; Kohei Nawa
Covers of Flash Art International, October 2011:
André Butzer, Heinrich Himmler, 2006. Oil on canvas, 280 x 220 cm. Private Collection. Courtesy Guido W. Baudach, Berlin.
Kerstin Brätsch, DAS INSTITUT, APES and Shapes (from the series “I’ll See You Again in 25 Years_Apes and Shapes”), 2009. Photographs and digital files, sizes variable. Courtesy of the artist.
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6th INTERNATIONAL ARTE LAGUNA PRIZE
CALLS ARTISTS FROM ALL OVER THE WORLD TO VENICE
Total amount of the prize: 170,000 EUR
Sections: painting, sculpture, photographic art, videoart and performance, virtual art
Deadline: 11th November 2011
Participation: the contest is open to all artists, without any limit of age, and the topic is free
Prize Curator: Igor Zanti - Art Critic
Jurors: Alessio Antoniolli - Director Gasworks of London ; Chiara Barbieri - Publications Director Peggy Guggenheim Collection; Gabriella Belli - Director MART of Trento and Rovereto; Ilaria Bonacossa – Freelance Curator; Soledad Gutierrez - Curator at MACBA Barcelona; Kanchi Metha - Curator Indian Pavillon Prague Biennale; Ludovico Pratesi - Director Centro Arti Visive Pescheria of Pesaro; Maria Savarese - Freelance Curator ; Ralf Schmitt - Director Preview Berlin; Alma Zevi - Art Critic.
Collective Exhibitions: The jury will select 110 finalists who will show their artworks at the Arsenale of Venice in March 2012. Another collective exhibition, dedicated to artists under 25, will take place at the Institute of Romanian Culture of Venice.
The winning artworks will remain property of the artists and will be collected in a bilingual catalogue
A network of opportunities for the Artists:
5 money Prizes of 7,000 EUR for the winner artist of each section
5 Art Residencies:Loft Miramarmi - Italy, Carlo Zauli Museum - Italy, Glass School Abate Zanetti - Venice, Art Stays - Slovenia, iaab – Basel
2 Business for Art: STILE Original Design offers a money prize of8,000 EUR and will develop an art project with the selected artist; another project will be offered by the jewelery companyFOPE of Vicenza
2 International Festivals: participation in Open in Venice and Tina B in Prague
26 Personal Exhibitions in InternationalArtGalleries
The Arte Laguna Prize has created a network of international galleries to introduce the artists to the market of Contemporary Art. Each gallery will select an artistfor organizing a solo exhibition
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giovedì 29 settembre 2011
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New York - Robin Williams, next celebrity curator?
Artists in the past have acted as unabashed researchers, deconstructionists and devotees of popular culture. Recently the entertainment world has entered the realm of interest, with at least a semi fascinated gaze. From Steve Martin’s collector memoir An Object of Beauty to James Franco’s emerging art career, some members of the Hollywood set are engaged with contemporary art as more than portrait subjects.
The latest celebrity-turned-curator is actor and collector Robin Williams. Together with his son Zak Williams, co-founder of Mallick Williams & Co
Gallery located in Chelsea, the star has organized the online exhibition Taking Sides on the website Paddle8. It remains on view from September 21 to October 25.
Torino is gearing up for the 18 edition of the ARTISSIMA art fair from 4-6 November. The full list of participating galleries is available on its website. news
United Kingdom - Steve McQueen goes to Hollywood
British artist Steve McQueen, Turner Prize-winner and representing artist in Venice Biennale 2009, is not a newcomer in mainstream cinema: in 2008 Hunger, about the 1981 Irish hunger strike, won the…
FOR YEARS NOWwe have been witnessing a reformulation of social and political postulates that were created during the ’60s and ’70s. At that time a series of practices came to reflect a new manner of situating the individual in society... article
Reviews
KAI ALTHOFF
Kai Althoff’s disorienting first New York solo exhibition at Gladstone rids the gallery of its crisp white walls and cavernous rooms.
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mercoledì 5 ottobre 2011
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newsletter 4.10.2011
Istanbul 12ma Biennale di Istanbul. Guarda in esclusiva il video di Alessandra Galletta
In occasione della 12ma Biennale di Istanbul, Alessandra Galletta, critica, giornalista ed autrice televisiva, è volata nella città turca per svelare tutti i segreti di “Untitled”. Guarda il video
Los Angeles Da New York a Los Angeles: quando la protesta diventa arte
L’area di Downtown della città losangelina si è trasformata negli ultimi giorni in un “punto caldo” per gli “indignados” che, sulla scia di Occupy Wall Street, stanno organizzando proteste sempre più massicce (e creative).
Flash Art 295 - Luglio - Agosto - Settembre 2011 Annette Kelm
Pensare alle immagini di Annette Kelm è come pensare a una potenziale fotografia. Una fotografi a che è Unheimlich, che in italiano signifi ca “inquietante”. Data la provenienza di quest’artista, preferisco focalizzarmi sul termine tedesco, che letteralmente si traduce con “non accogliente”.
Realizzato a Toronto nel 2010, “Factum” è un campo da gioco in cui si combatte una doppia partita: quella che oppone, da una vita, una coppia di gemelli monozigoti (e, nel caso delle sorelle Tang, tre gemelle identiche), ...
ART DIARY ITALIA 2012: UN MODO SEMPLICE E VELOCE PER ENTRARE NELLA STORICA GUIDA DELL'ARTE ITALIANA.
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Corsi Arte Antiquaria informa che sono aperte le iscrizioni per l’anno accademico 2011-2012 Le lezioni avranno inizio a partire dal mese di ottobre con la frequenza di una volta la settimana tre ore, in Corso Vittorio Emanuele 30 a Milano, presso il Collegio Lombardo Periti Esperti Consulenti a cui i nostri allievi hanno accesso diretto previo il conseguimento del diploma. I corsi vertono su tutti i settori dell’arte e dell’antiquariato e sono aperti sia ad amatori e collezionisti sia a operatori del settore o a chi vuole inserirsi nel mondo del lavoro sostenuto da una preparazione adeguata.
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mercoledì 12 ottobre 2011
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newsletter 12.10.2011
London “Frieze week” begins today in London
“Frieze Week” begins today in London, crowned by the Frieze Art Fair. Here is a brief rundown of the fairs, exhibition openings and parallel events that are not to be missed.
FAIRS: Frieze Art Fair, Regent's Park. Thursday October 13 through Sunday October 16. The main event hosts 175 galleries; 25 galleries less than six years old take part in Frame, and the curated parallel programming includes extensive talks, screenings, performances and more. Sunday Art Fair, Ambika P3. Thursday October 13 through Sunday October 16. The fair hosts 20 international art galleries with programs of emerging artists. Moniker, a street art fair being held in Shoreditch, east London. Thursday October 13 through Sunday October 16. news
Venice Giulio Malgara will replace Paolo Baratta as President of the Venice Biennale
Paola Baratta, chairman of the Venice Biennale Foundation, has been replaced by businessman and Preseident of Auditel, Giulio Malgara.
Sydney Sydney's Museum of Contemporary Art to Reopen in March 2012
The $53 million harbourfront wing will reopen on March 31, 2012, it was announced yesterday by the museum’s director Elizabeth Ann Macgregor as well as the gallery's 2012 program...
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newsletter 20.10.2011
Marina Abramovic, Donatien Grau, and Sam Bardaouil are regular contributors to Flash Art International.
Would you like to ask them a question? They would be glad to respond in a future issue. Please send your questions to columnists@flashartonline.com. On behalf of the writers, we thank you for your collaboration.
Helena Kontova
Paris International Contemporary Art Fair FIAC opens October 20
FIAC (the International Contemporary Art Fair) opens in Paris Thursday, October 20. The fair will run from Thursday, October 20 through Sunday, October 23.
Paris Versailles will keep contemporary art program
Catherine Pégard, the new director of the Château of Versailles, has stated that the contemporary art program initiated by her predecessor Jean-Jacques Aillagon will continue, reports...
New York Cecilia Alemani named Curator and Director at the High Line
New York-based independent curator and writer Cecilia Alemani has been appointed the Donald R. Mullen, Jr. curator and director of the High Line Art Program, reports..
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newsletter 25.10.2011
Steve Jobs, Tra mito e realtà Marco Senaldi
Da qualche anno si registra un accrescimento dell’effetto “No more Vincent”. Ovvero: solitamente la dipartita di uomini importanti era salutata con un “coccodrillo” e poco più, e a volte nemmeno quello (come nel caso di Van Gogh), così che il lavoro di riabilitazione era affare delle generazioni seguenti. OnWeb
Francoforte Arte essenziale al Frankfurter Kunstverein
“Arte essenziale”, in mostra a partire dal 4 novembre, presso Frankfurter Kunstverein, presenta sculture e installazioni su ampia scala di otto artisti internazionali provenienti da Italia, Inghilterra, Georgia e Stati Uniti.
Milano Il rumore della folla: caos e iperstimolazione sonora tra Ferneyhough e Xenakis
Noise. Laboratori d’ascolto sull’irruzione del rumore nella musica presenta “Il rumore della folla: caos e iperstimolazione sonora tra Ferneyhough e Xenakis”, un laboratorio, a cura di Massimiliano Viel...
Corrispondenze private, cartoline, foto ricordo e così via. Ha un sapore tutto intimo e quasi domestico — corpi nudi, oggetti sui tavoli — la mostra “Francesca Woodman Photographs 1977/1981” curata da Giuseppe Casetti alla Libreria Galleria il Museo del Louvre di Roma.
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MAURIZIO CATTELAN (QUASI) IN DIRETTA
Cari amici,
Poiché vorremmo documentare nel nostro sito (www.flashartonline.it) in tutti i suoi aspetti, anche quelli meno ufficiali, la grande mostra "All" del Guggenheim di Maurizio Cattelan, preghiamo tutti coloro che parteciperanno all'inaugurazione o visiteranno successivamente la mostra, di mandarci foto, filmati, loro impressioni e brevi interviste con protagonisti o con il pubblico.
Flash Art & YOU: un ponte tra la storia e l'attualità
Flash Art vuole sempre di più essere al centro dell'arte e al sevizio dei lettori e collaborare con i piu' reattivi o speciali. Pertanto chiediamo a tutti i nostri volenterosi lettori di inviarci testi o semplici testimonianze in ricordo di incontri speciali con artisti, galleristi famosi o sconosciuti o scomparsi, eventi particolari, mostre storiche. Chi ha conosciuto e puo' raccontarci un incontro speciale con Licini, De Chirico, Morandi? O Fontana, Burri, Vedova, Tancredi, Turcato, Guttuso? O Plinio De Martis, Gian Tomaso Liverani, Fabio Sargentini. O Carlo Cardazzo, Lo Savio, Tancredi, Emilio Villa. Ma anche Boetti, Pascali, Fabio Mauri, De Dominicis, Cattelan, ecc. Incontri anche familiari o lontani dai riflettori. Vorremmo far rivivere sulle pagine di Flash Art e sul nostro sito, momenti e personaggi salienti o particolari del passato di cui si sta perdendo la memoria.
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Gino
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giovedì 3 novembre 2011
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Flash Art International 281 features two covers: Katharina Grosse and Frank Nitsche.
News Highlights:
Virginie Bobin interviews co-curator Jean-Yves Jouannais about the exhibition at Parisian institution Le Bal “Topographies de la guerre,” exploring the landscapes and tropes of war.
Andrea Zittel discusses her recent work, High Desert Test Sites, the book project Lay of the Land and more with Patrick Steffen.
Yulia Tikhonova considers the interactive premise of the 4th Moscow Biennale of Contemporary Art.
Gabriela Salgano takes us on a brief tour of the expansive 8th Bienal do Mercosul in Brazil.
Wendy Vogel talks with David Muenzer about “14 & 15,” the group exhibition organized in abandoned offices in midtown Manhattan’s iconic Lipstick Building.
In our Curator’s Space column, Sam Bardaouil discusses Jack Persekian’s controversial dismissal as director of the Sharjah Art Foundation in the context of censorship past and present.
Flash Art brings back one of its historic surveys and gives readers the power to decide the Top 100 Artists.
Flash Art November December includes part two of Focus Germany:
A conversation between German artists Frank Nitsche and Katharina Grosse gives insight about their practices in relationship to space and architecture.
For the collecting section Berlin-based curator Ellen Blumenstein interviews legendary collector Erika Hoffmann about the Kunsthalle in Dresden she never realized and about her house in Berlin which evolved into a space for her collection.
Berlin-based artist Cyprien Gaillard sits with Kunst-Werke curator Susanne Pfeffer and talks about his project “The Recovery of Discovery” and much more.
Furthermore, a survey compiled by the editors of Flash Art puts the spotlight on the museum scene in Germany, including brief interviews with the directors of the Schirn Kunsthalle, Frankfurt; the Kunsthalle Fridericianum, Kassel; the Staatliche Kunsthalle Baden-Baden, Stadelschule and the Portikus, Frankfurt; the Kunstmuseum Wolfsburg.
Features:
Continuing the Amarcord section’s focus on groundbreaking exhibitions from the past, University College London fellow Antony Hudek talks to curator Lucy R. Lippard about her iconic “Number Shows.”
In a conceptual twist British curator and editor Matt Price connects the work of Graham Little, Gillian Carnegie, Caroline Walker, MichaelFullerton, Justin Mortimer, Kaye Donachie and Christopher Orr to the European figurative painting coming from Poland, Leipzig, Dresden and Cluj-Napoca.
Regular Flash Art columnist Donatien Grau presents ambiguities and misunderstandings between contemporary philosophers and artists.
Ragnar Kjartansson discusses his work and its relationship to the operatic and theatrical genres with Icelandic curator Markús Þór Andrésson.
Brand New highlighting artists are Nick van Woert and Vladimir Nikolic.
For this issue’s Spotlight critic Agnieszka Gratza walks through Matthew Barney’s “Djed” at Gladstone Gallery while Ana Prvacki’s performances as utopian actions are explored by Jovana Stokic for the Global section.
Reviews:
Sara Greenberger Rafferty, Form Less Painting, Gaylen Gerber, Anicka Yi, Bette Saar, Anj Smith, David Salle, Pipilotti Rist, Mike Kelley, Ryan Gander, Thomas Scheibitz, Richard Wentworth, Lucy Stein, Andreas Golder, Michael Kienzer, Rinus Van de Velde, Axel Hutte, Maja Bajevic, Alexandre Arrechea, Nicanor Araoz, Canan Tolon, Atul Bhalla, Visions, Hernan Bas
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MAURIZIO CATTELAN (ALMOST) LIVE
Dear friends,
We would like to document on our website all aspects, even those less official, of Maurizio Cattelan’s upcoming exhibition “All” at the Guggenheim, New York. We are asking those attending the opening or later visiting the exhibition to send us their impressions, photos, videos or brief interviews with the protagonists of the exhibition or the public.
Flash Art and YOU: Bridging the historical with the contemporary
Flash Art has always striven to be at the forefront of art and to be of service to its readers through collaboration and participation. Therefore we invite all interested readers to send testimonials and memories of meaningful encounters with artists, gallerists, special events or historic exhibitions. Do you have a story to tell about meeting Jasper Johns, Andy Warhol, Bruce Nauman, Marcel Broodthaers or Gerhard Richter? Or Leo Castelli, Robert Smithson, Richard Serra, Robert Morris, Eva Hesse, Blinky Palermo or Harald Szeemann? Perhaps you crossed paths with Virginia Dwan, Yves Klein, Alfred Schmela or Konrad Fischer? Or maybe current figures like Jeff Koons, Damien Hirst, Matthew Barney and Maurizio Cattelan? They could be personal encounters or reflections from afar. We would like to revive the pages of Flash Art and our website with iconic moments and figures of the past that may be fading from memory.
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mercoledì 9 novembre 2011
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In memoriam di Adriana Jebeleanu
Adriana Jebe era una artista dolce e delicata. Viveva tra Modena e Cluji, (Romania), dove era nata e aveva studiato e con cui intratteneva rapporti di amicizie e di lavoro. Adriana era ammalata di arte nel modo più totale e appassionato da portarla alla distruzione. Ma soprattutto uccisa dalla nostra indifferenza e dal nostro egoismo. Dalle speranze frustrate e dalle promesse tradite. Un ricordo luminoso e commosso della donna fragile che ha immolato tutta la sua vita sulle illusioni dell'arte.
Da Giancarlo Politi e Helena Kontova e tutto Flash Art. In ricordo di una amica e di una collaboratrice insostituibile.
Adriana, morta a Cluji alle ore 16 dell'8 novembre 2011.
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martedì 22 novembre 2011
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SEBASTIANO MAURI
Aliens, Gods, and Humans
Via Vigevano 8 – 20144 Milano
Tel. +39 02 36535196
info@ottozoo.com
23/11/2011 – 28/01/2012
martedì – sabato, ore 14.00 – 19.00
INAUGURAZIONE: MERCOLEDÌ, 23 NOVEMBRE 2011, ore 18.30
OTTO ZOO presenta Aliens, Gods, and Humans, una personale di Sebastiano Mauri, aperta al
pubblico dal 21 novembre 2011 al 28 gennaio 2012. In mostra la produzione più recente
dell’artista italo-argentino, dedicata al tema del rapporto con il diverso e con il simbolismo
religioso.
Il lavoro di Sebastiano Mauri (Milano, 1972) è caratterizzato da un approccio antropologico e
descrittivo alla sfera emozionale della nostra esistenza. Attratto dal cinema e da un’idea di
nomadismo culturale che sperimenta personalmente, Mauri ha sviluppato negli anni un eclettico
figurativismo declinato nelle pratiche del video, della fotografia e della pittura, realizzato
attraverso un processo continuo di accumulazione e catalogazione di immagini, racconti, simboli,
oggetti, bric-à-brac. I suoi video sono lunghe sequenze di testimonianze su uno stesso tema; i
suoi ritratti e le sue fotografie, un atlante di fisiognomica occidentale. Questo incessante lavoro
tassonomico, si è cristallizzato di recente nelle serie di oggetti-sculture in mostra a Milano:
Aliens e Altars.
La prima, Aliens, è composta da una ventina di piccole sculture sotto una campana di vetro, in
cui una statuetta di un alieno si misura con la vecchia foto di un ritratto, dando vita a una
dialettica di universi e significati, ad un intreccio sotteso di riferimenti in cui ritrovarsi e
perdersi, a conferma che spesso nel diverso c’è una parte di noi.
Più esplicita la serie Altars, tempietti luccicanti e chiassosi dedicati a varie divinità, costruiti con
dovizia di dettagli, strass, luci, fiorellini, paesaggi in miniatura, e ricchi di rimandi multietnici
dove Mauri, nella decorazione esasperata ed eccessiva, vuole sottolineare la paura, comune a
tutti i culti religiosi, del confronto totemico con il vuoto e la morte.
Completa l’installazione in galleria la ricostruzione dell’altare panteista personale dell’artista,
organizzato con centinaia di statuette, souvenir, disegni, dipinti, fotografie, video.
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martedì 22 novembre 2011
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Dopo il successo della scorsa edizione, Step09 ritorna al Museo della Scienza e della Tecnologia Leonardo da Vinci di Milano.
Si cambia completamente l’impronta dell’involucro che ospita la manifestazione, dimostrando la volontà degli organizzatori di evolvere e stupire in ogni sua edizione.
Quest’anno un percorso itinerante su due livelli permetterà di visitare l’arte contemporanea nei locali più suggestivi del Museo, all’interno di sale affrescate, scale moderne e scenografiche, sale ricche di sapore e storia, i chiostri e i giardini all’italiana.
In questa cornice suggestiva sarà l’arte contemporanea a far parlare di se.
La sezione di fotografia, le performance e le arti figurative saranno ben delineate ed ordinate per permettere di godere nella massima tranquillità e splendore di tutte le proposte presentate.
Il Museo sarà la giusta cornice all’interno della quale le gallerie italiane e straniere esporranno il meglio dell’arte contemporanea.
Sempre più evidente quindi la volontà di scostarsi dal concetto di fiera d’arte e sempre più vicini alla concezione di tanti eventi nell’evento grazie a una tv on line per visionare e vivere la manifestazione anche a distanza, le riviste di settore coinvolte nel trasmettere le informazioni e le novità, un salotto dove ospitare commentatori, critici, collezionisti ed esperti d’ arte..
E’ stato creato un legame interessante anche per la gestione del food; quest’anno, infatti, California Bakery delizierà il palato dei visitatori incuriosendoli.
Step09 vi aspetta il 25 Novembre alle ore 18.00 e proseguendo nella volontà di promuovere l’arte e la cultura regalera’ a tutti i visitatori, previa iscrizione on-linee, un ingresso gratuito all’evento.
Se come tutto lascia presagire si supereranno i numeri di affluenza di pubblico dell’anno scorso, l’impatto mediatico di Step dovrebbe raggiungere i 9000 visitatori in 3 giorni.
Il percorso sarà organico, consecutivo e permetterà ai collezionisti di gustare in tutta tranquillità l’evento, seguendo un filo immaginario in andata e ritorno che toccherà necessariamente tutti gli spazi e tutte le sessione:
Significative anche le media partnership prodotte da STEP09 per questa sua terza edizione:
La Repubblica XL, ARTRIBUNE, LOBO DI LATTICE, D’ARS, KRITICA ed HESTETIKA saranno presenti con un progetto specifico ideato appositamente per la manifestazione.
Step09 terza edizione
25, 26 e 27 Novembre 2011
Museo Nazionale della Scienza e della Tecnologia Leonardo da Vinci -
Via San Vittore 21 – Milano
Inaugurazione Venerdì 25 Novembre dalle 18 alle 23.
Sabato 26 Novembre dalle 12 alle 22, Domenica 27 Novembre dalle 12 alle 20.
Ingresso gratuito previa registrazione sul sitowww.step09.com
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giovedì 1 dicembre 2011
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newsletter 30.11.2011
Berlino La 7ma Biennale di Berlino annuncia i suoi co-curatori: Voina e Joanna Warsza
Artur Zmijewski, curatore della prossima Biennale di Berlino che inaugurerà in aprile 2012, annuncia che il collettivo russo Voina e Joanna Warsza, curatrice polacca, saranno co-curatori dell’evento. news
Venezia Ecco i vincitori della 95ma Collettiva Giovani Artisti
Sette giurati per due giorni non-stop hanno visionato opere e portfolio dei 210 artisti che si sono presentati alle selezioni della 95ma collettiva, per arrivare alla decisione...
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mercoledì 7 dicembre 2011
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Essere collezionisti di arte contemporanea oggi è volgare? Il mitico Charles Saatchi si scaglia contro gli improvvisati, improvvisatori, nuovi ricchi e plurimiliardari dell'arte. E ha ragione quando afferma che oggi pochi sanno distinguere un buon artista da uno cattivo.
Attacco al vetriolo su The Guardian, da parte di Charles Saatchi, il mitico guru dell'arte contemporanea, contro i plurimiliardari speculatori dell'arte contemporanea oggi. Il grande Saatchi ha scelto le colonne del The Guardian per sferrare un attacco al nuovo sistema dell'arte e ai nuovi ricchissimi e arroganti collezionisti con yacht ed escort al seguito che comperano o vendono arte solo per apparire. Ma anche alle gallerie diventate showroom o territori esibizionistici, frequentati da star dello spettacolo o dello sport, manager e imprenditori in astinenza di visibilità, raccolti e indirizzati da Uffici Stampa senza scrupoli e che hanno ormai espulso dai luoghi dell'arte gli artisti, i critici, i collezionisti storici. Credo che l'attacco di Saatchi sia soprattutto indirizzato a chi vuol apparire ma non sa essere. Non dimentichiamo invece che lui, il mitico Charles, è sempre stato amico e compagno di viaggio dei principali artisti delle ultime decadi e le cui intuizioni hanno fatto la fortuna. E poi su Charles Saatchi si può dire di tutto e di più, ma certo che non sappia distinguere un artista buono da uno cattivo.
Chi vuole intervenire su queste tematiche e sul tatto specifico, può scrivere una lettera di non più di 15 righe a: Giancarlo Politi giancarlo.politi@tin.it
“Volgare, europeo, di infimo livello, masturbatorio”, il mondo dell’arte oggi per Charles Saatchi
Charles Saatchi, uno dei più controversi e autorevoli collezionisti e imprenditori culturali dagli anni 70 ad oggi, dalle colonne del The Guardian ha sferrato un attacco frontale nei confronti di collezionisti, mercanti, curatori dell’arte contemporanea di oggi, sostenendo che solo in pochi sono in grado di distinguere un “buon artista da uno cattivo”.
Charles Saatchi, affermatosi negli anni Sessanta come uno dei più trasgressivi ed efficaci pubblicitari nel mondo (sua la memorabile campagna pubblicitaria che portò nel 1979 al successo il primo ministro Margareth Thatcher), fondò a Londra la sua prima galleria nel 1985. Dal 2008, ha sede degli ex edifici militari Duke of York di Chelsea, dove miete record di visitatori. Essere un collezionista, oggi, afferma, “è senza ombra di dubbio volgare”, è lo sport degli europei di basso profilo, di coloro che acquistano e vendono edge fund e degli snob americani, dell’oligarchia e dei petrolieri che si atteggiano da oligarchi, e “dei dealer con un livello di autostima p raticamente masturbatorio”. La Biennale di Venezia, uno degli appuntamenti più significativi dell’arte contemporanea, fa ormai parte dell’agenda di multimilionari alla stregua dell’isola di Saint Barth a Natale e di Saint Tropez ad agosto. Si arriva con mega yacht e si chiacchiera durante le scintillanti feste organizzate in Laguna, dove ci si confronta con l’ultima bolla speculativa, misurando così l’importanza di chi l’ha creata. Saatchi, dunque, si chiede se queste persone godano dell’arte che vedono o se siano solo contente di riconoscere i nomi degli artisti più famosi nelle etichette che accompagnano le opere esposte, anche perché saranno quelle che arrederanno le loro case iper lussuose.
Colui che ha decretato il successo del movimento della Young British Art continua a sottolineare con ostinazione che molti di questi attori del mondo dell’arte contemporanea trascorrono il tempo a “blaterare” e non sono capaci di fare una ricerca seria e spesso faticosa per scoprire nuovi talenti, ma sanno solo interessarsi a quegli artisti che hanno già ricevuto l’imprinting della qualità da altri. In pratica mancano totalmente di curiosità.
Ma ovviamente non tutti concordano con la visione di Saatchi, come ad esempio Louise Wilson, l’artista in lizza nel 1999 per il Turner Prize, che si interroga sull'ipotesi che la “critica feroce” di Saatchi scaturisca dal “dispiacere di non essere lui il capo indiscusso delle proposte volgari”. In tanti infatti non riconoscono l’arte della fine degli anni Ottanta e degli anni Novanta, che lui ha ampiamente collezionato e sponsorizzato, comeseminale per i decenni successivi. Anche se ammette che, grazie a Saatchi, molti artisti sono diventati un marchio di fabbrica e non di rado, in certi contesti, si sente tranquillamente dire “voglio acquistare un Koons e una Gucci”. In questo caso, ancora secondo la Wilson, le affermazioni di Saatchi colpiscono nel segno e rimandano a una visione molto interessante del panorama attuale ma non possono essere applicate in modo generico all’intero sistema. Della stessa opinione è il curatore Norman Rosenthal, per il quale, oltre a essere impossibile generalizzare, è anche difficile organizzare una “buona mostra”, per via delle dimensioni spropositate che ha assunto il mondo dell’arte.
Sarah Thornton, autrice de Il giro del mondo dell'arte in sette giorni, uscito in Italia nel 2009 da Feltrinelli, aveva predetto che l’allegro mondo dell’arte avrebbe ricevuto uno scossone, seppur piccolo. La scrittrice apostrofa Charles Saatchi con l’epiteto di ipocrita perché si scaglia contro quelle persone “a cui lui stesso ha venduto opere e per le quali è diventato un punto di riferimento”. “Trovo scioccante” – continua – “che esordisca con queste dichiarazioni perché la sua galleria è diventata lo showroom delle opere che verranno messe all’asta”. Del resto Saatchi ha guadagnato milioni – prosegue la Thornton – vendendo gran parte della sua collezione e “nutrendo coloro che condanna”, il suo potrebbe essere definito quasi un atteggiamento da “misantropo”.
Jonathan Jones, esperto d’arte, nel commentare ancora l’invettiva di Saatchi, sostiene invece che il grande guru ha ragione e che Saatchi è la personificazione dell’arte moderna. “Mr Modern Art”, come lo definisce, è sempre stato un collezionista che ha supportato gli artisti che ha amato e in diversi casi ne ha fatto la fortuna, uno per tutti Damien Hirst. Lo ha seguito con passione e non per moda, lo ha difeso dagli attacchi feroci della critica (allora come ora) e quando ha esposto al pubblico lo squalo in formaldeide, in cui l’arte contemporanea “ha mostrato tutto il suo mordente e ha letteralmente messo i denti”, Saatchi aveva ragione! È un provocatore, continua Jones, e come tale si è comportato con il pubblico al quale ha mostrato ciò che gli piaceva e questo atteggiamento lo ha consacrato patrono degli artisti come è accaduto per Damien Hirst e Sarah Lucas che, secondo la tradizione punk, si sono assolutamente disinteressati dei gusti del pubblico fino a irritarlo ed hanno realizzato ciò che volevano. Oggi però le cose sono cambiate, sostiene Saatchi, perché i collezionisti si sono moltiplicati e non sempre si riesce a capire cosa vogliano e dove vadano... Hauser & Wirth e Gagosian, mega-dealer, svolgono allegramente un ruolo “educativo” nei confronti di questi collezionisti e le fiere hanno permesso che si diffondesse l’idea che sono luoghi in cui fare shopping anche per coloro che non se lo possono permettere. L’arte però continua ad essere appannaggio di pochi ricchi, ricchissimi, e il resto rimane al palo, imbrigliato in un’idea di “incontrovertibile e irrilevante ricerca del nuovo”, questo deve essere chiaro anche a Saatchi afferma Jones. Una larga fetta della classe media, e non solo di collezionisti, si è lasciata entusiasmare da video e improbabili istallazioni che di artistico non hanno nulla. Numerosi innocenti sono stati attratti in una rete pericolosa e c’è dunque bisogno di critici onesti. Questo potrebbe essere il momento di Saatchi critico e non di Saatchi dealer, e nessuno può accusarlo di confondere le acque. Sara Tedesco
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Sabato 17 dicembre al Museo Marca di Catanzaro inaugura “APPUNTI DI PITTURA”, a cura di Arianna Rosica ed Enzo Cucchi, con opere di Lorenza Boisi, Enzo Cucchi, Gianluca Di Pasquale, Ivan Malerba, Angelo Mosca, Pesce Khete e Michele Tocca.
“APPUNTI DI PITTURA” nasce da una conversazione tra Arianna Rosica ed Enzo Cucchi sulla ricerca pittorica, spesso abbandonata dalla critica e schiacciata da inutili pregiudizi.
All’interno del catalogo, è stata pubblicata una conversazione tra gli artisti invitati che oltre a Enzo Cucchi, sono: Lorenza Boisi, Gianluca Di Pasquale, Ivan Malerba, Angelo Mosca, Pesce Khete e Michele Tocca.
Il filo conduttore di questo dialogo a più voci è il risultato di un interscambio e di un confronto sul medium pittorico e sulla sua valenza. Difatti l’impaginazione del catalogo ne è una precisa conseguenza grafica.
Il loro testo è infatti contraddistinto da accenti poetici e da stralci di pensiero che ne costituiscono una traccia teorica utile per la lettura della mostra stessa.
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giovedì 5 gennaio 2012
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newsletter 4.01.2012
Turin Seeking new Director of Artissima
After the appointment of Francis Manacorda to the Tate Liverpool, the Turin Museums Foundation is looking for new director for the Artissima International Contemporary art fair in Italy.
One (not so subtle) note on posters for the upcoming David Hockney exhibition at the Royal Academy in London states: "All the works by the artist here were made himself...
The law under consideration by the House of Representatives on the issue of online piracy, SOPA (Stop Online Piracy Act) drawn by Congressman Lamar Smith...
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giovedì 5 gennaio 2012
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09:20
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Artists Wanted : Year In Review is a juried, international all-medium-encompassing open call for art. You are invited to take part in a mission to present a range of technique, style and narrative that captures the best emerging artists of 2011.
Let 2012 be the Year the World Sees Your Art. The second of an annual series, Artists Wanted : Artists Wanted : Year In Review is an international open call for Painting, Sculpture & Installation, Photography, Design & Illustration, Motion & Sound, and more, with a mission to present one selected visionary at SCOPE Art Show, the premier showcase for international emerging contemporary art and one of the most influential presences in the expanding global art market. Our goal is simple - to find amazing talents and expose them to the world in the most potent way possible. Learn more >>
The Grand Prize Package One artist, determined by the Grand Prize jury, will be selected to receive:
An exclusive booth at SCOPE New York 2012, next to the top figures in the global art scene
$15,000 cash grant, including $10,000 to spend however you want and $5,000 toward production of the booth
A printed feature in a limited edition Year in Review book
Printed inclusion in the SCOPE New York 2012 catalog distributed at the fair
A publicity campaign in New York City promoting you and your work
The People's Choice Award The public will cast their vote and the artist with the most viewed and highest voted portfolio will receive:
1 Month in a New York City Luxury Apartment this Summer 2012
$2,500 cash grant
International exposure via a feature published by Artists Wanted
The Category Awards The jury panel will select six artists who will each receive inclusion in a Group Exhibition at SCOPE NY 2012, a $500 grant, an online feature published by Artists Wanted, a printed inclusion in the SCOPE New York 2012 catalog distributed at the fair and a printed feature in a limited edition Year in Review book. These six artists will be chosen in the following categories:
PLUS: Selected artists will be printed in a limited edition Year in Review book!
Get your work reviewed by leaders in the industry. Entries will be reviewed in consideration for the Grand Prize and Category Awards by an esteemed panel of jurors:
Alexis Hubshman, Founder of SCOPE Art Show
Mollie White, Show Director of SCOPE Art Show
James Jenkin, Executive Director of Printed Matter
Jayme McLellan Director and Founder of Civilian Art Projects
Michael Royce Executive Director of New York Foundation for the Arts (NYFA)
Fran Wu Giarratano Exhibitions Manager of Independent Curators International (ICI)
Eve Schillo Curatorial Assistant at Los Angeles Country Museum of Art (LACMA)
Nadja Sayej Host & producer of ArtStars*
Eva Kaczor Publisher & Editor of ARTberlin.de
Elizabeth Ann Macgregor Director of the Museum of Contemporary Art, Sydney (MCA)
Sam Barzilay Director & Founding Member of New York Photo Festival
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Gino
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sabato 7 gennaio 2012
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JANUARY FEBRUARY 2012
Flash Art International 282 features two covers: Matthew Day Jackson and Cady Noland.
News Section:
Patrick Steffen interviews Jack Brogan and Tom Learner about Southern California artists and the exhibition “You Don’t Know Jack.” Lucy Rees interviews Kourosh Nouri about Carbon 12 gallery in Dubai on the occasion of its 3-year anniversary. Matthew Schum speaks with Dan Cameron about Prospect Biennial’s new directions and curators. Wendy Vogel interviews Andrea Büttner, recipient of the Max Mara Prize for Women, about her work. Helena Kontova speaks to Lorenzo Rudolf, director of Art Stage Singapore, about the fair and the Singapore art scene. Ksenija Pantelic reports on the 52nd October Salon in Belgrade and Ljubljana. Wendy Vogel interviews Art HK director Magnus Renfrew about Art Basel’s recent acquisition of a substantial stake of the fair. Blake Carter reviews the third edition of “Medi(t)ation,” the Asian Art Biennial in Taichung, Taiwan. Rachel Cook speaks to Cecilia Alemani about future art projects on the High Line, New York. Vardit Gross reports on the exhibition “Decode: Digital Design Sensations” on view at theDesignMuseum in Holon, Tel Aviv. Mike Watson discusses the series of exhibitions on view throughout Italy, “Arte Povera 2011.” Gillian Sneed reports on Performa 11 and this edition’s theatrical nature.
Columns: In the Collector’s Column, Marc J. Straus reflects on the art market’s high records despite the economic crisis. Marina Abramovic answers questions posed by readers in her Artist’s Page. Sam Bardouil discusses the relationships between artists and geo-political issues in Egypt. In the book section Wendy Vogel interviews Staffani Jemison about Future Plan & Project publications and reviews Yvonne Rainer: Poems. Nicola Trezzi reviews Piotr Uklanski: Early Works.
Features: Bozidar Brazda, Josephine Meckseper and Nicola Trezzi explore Cady Noland’s ongoing legacy with a homage dedicated to the artist by Nate Lowman
Matthew Day Jackson is invited to create a special project for Flash Art International. The project is accompanied by letter written by David Tompkins addressed to Helena Kontova and Nicola Trezzi.
Matthew Schum invites independent initiatives P & Co. and New Jerseyy, respectively based in Los Angeles and Basel, to share thoughts about their practices.
The January-February issue of Flash Art International premieres a new project called Flash Art Asia. A “magazine within the magazine” Flash Art Asia includes: Asia at a Glance, a survey including a selection of the major art institutions, collectors, curators, biennales and galleries in the region conducted by Giancarlo Politi and Lucy Rees; Prague Biennale 5 co-curator Kanchi Mehta interviews Indian artist T.V. Santhosh about the influence of cinema and philosophy in his practice; Heidi Zuckermann Jacobson interviews Korean artist Haegue Yang in light of her recent exhibition at the Aspen Art Museum; following their trip together to Korea Flash Art US editor Nicola Trezzi interviews Korean-born New York-based artist Ik-Joong Kang. Artist and writer Blake Carter speaks to Chinese artist Zhang Yu about the development of his practice and his “Fingerprint series”; and in her text The Sultans of Indonesian Art writer Christine Cocca explores the modus operandi of seven artists based in Yogyakarta.
More features:
In a conversation moderated by Performa director and curator RoseLee Goldberg artists Shirin Neshat and Wangechi Mutu explain the ways they have shifted from one artistic discipline to another, focusing on their recent performance projects.
Rahma Khazam interviews Okwui Enwezor about “Intense Proximity” the triennial he is organizing at the Palais de Tokyo and other venues in Paris.
Charles A. Riley II takes us through the legacy of Russian artists Ilya & Emilia Kabakov on the occasion of their upcoming retrospective at the SprengelMuseum in Hannover.
This issue’s Brand New artists are Stefanos Tsivopoulos interviewed by Marco Scotini and Danna Vajda interviewed by David Everitt Howe. Spotlight exhibitions are “La Carte d'Ápres Nature” at Nouveau Musée National de Monaco and Matthew Marks in New York reviewed by Christopher Hart Chambers and “Maurizio Cattelan: All” at the Guggenheim Museum in New York reviewed by Donatien Grau.
The review section includes: Ronald Ventura; Ann Lislegaard; Joshua Neustein/Sergej Jensen/N. Dash; Samara Golden; Kurt Ralske; Ahmed Alsoudani; Anri Sala; Tacita Dean; Jennifer West; Wilhelm Sasnal; Yang Jiechang; Sarah Crowner; Thierry de Cordier; Alessandro Roma; Paul Laffoley; Christopher Wool; Société Réaliste; Chen Zhen; Hiraki Sawa; Nil Yalter; Omar Torres; Wu Shanzhuan & Inga Svala Thorsdottir; Zhan Wang; Shaun Gladwell; Michael Pareokowhai; Nobuko Tsuchiya.
Covers of Flash Art International, January-February, 2012:
Matthew Day Jackson, Special project for Flash Art International.
Cady Noland, Gibbet (alt. view), 1993-94. American flag over aluminum, over wood, 152 x 142 x 20cm (stool 53 x53 x 28 cm) Courtesy the artist. Photo: James Dee.
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Flash Art Digital January / February OUT NOW on the iTunes App Store! Issue 282
The first contemporary art magazine to engage this digital platform, Flash Art’s latest edition features new and exclusive interactive content. This time around, we bring you even more images, videos, slide shows and audio clips you won’t find anywhere else. Available to download now!
Highlights: - Engage with Matthew Day Jackson's special project (the cover and article were conceived by the artist himself especially for Flash Art) - Explore part one of our Focus Asia supplements which includes: a survey of the leading museums, curators, collectors, biennials, and galleries across the region, as well as interviews with Korean artist Haegue Yang and Indian artist T.V Santhosh - Experience Wangechi Mutu's filmed performance piece for Performa 09 and view the conversation between her and inspirational Iranian artist Shirin Neshat - Marvel at Ilya and Emilia Kabakov's insightful illustration - Watch the poetic video by Stefanos Tsivopoulos - Listen to LA artist Jack Brogan talking about his work - Enhance your engagement with contemporary art publications in the Book Review section; listen to Yvonne Rainer reading her own poems
Plus: - Topical news and interviews from LA, Dubai, Singapore, Taiwan and more - An exciting interview and fresh perspective from New Jerseyy - Insightful reviews of Maurizio Cattelan's retrospective at the Guggenheim, NY and “La carte d'apres nature”, one of the first curatorial ventures of the artist Thomas Demand.
All this and much more in the new issue of Flash Art Digital!
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giovedì 26 gennaio 2012
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Maurizio Cattelan in largo, in lungo e di traverso
Volete conoscere Maurizio Cattelan come nessuno lo conosce? I suoi vizi (tantissimi e inossidabili), le sue virtù (poche ma labili), il suo pensiero e il suo antipensiero? Le sue attitudini agli inizi di quando era poverissimo e le attitudini di oggi di quando è ricchissimo?
Non c'è dubbio: Flash Art Italia appena uscito vi dirà e vi darà tutto questo e molto di più. Veramente un Cattelan dalla A alla Zeta, in largo, in lungo e anche di traverso.
Venite a trovarci all'ArteFiera di Bologna per ritirare la vostra copia di FlashArt (dove potrete sceglie una delle quattro copertine o anche acquistarle tutte e quattro). Oppure lo troverete in edicola la settimana prossima: ma allora buona fortuna con la copertina, perché ne troverete una sola.
Apri Google.com. Digita “dead horse” nella barra di ricerca. Seleziona “immagini”. Il primo risultato che otterrai è l'immagine di un cavallo morto, disteso sull’asfalto, con un cartello conficcato nel fianco.
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venerdì 27 gennaio 2012
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Maurizio Cattelan in largo, in lungo e di traverso
Volete conoscere Maurizio Cattelan come nessuno lo conosce? I suoi vizi (tantissimi e inossidabili), le sue virtù (poche ma labili), il suo pensiero e il suo antipensiero? Le sue attitudini agli inizi di quando era poverissimo e le attitudini di oggi di quando è ricchissimo?
Non c'è dubbio: Flash Art Italia appena uscito vi dirà e vi darà tutto questo e molto di più. Veramente un Cattelan dalla A alla Zeta, in largo, in lungo e anche di traverso.
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Vuoi leggere un bellissimo ed esaurientissimo testo su Cattelan? Questo saggio di Domenico Quaranta, purtroppo pervenutoci tardi per Flash Art cartaceo, è da oggi disponibile su Flash Art online. Basta cliccare il link che segue.
Apri Google.com. Digita “dead horse” nella barra di ricerca. Seleziona “immagini”. Il primo risultato che otterrai è l'immagine di un cavallo morto, disteso sull’asfalto, con un cartello conficcato nel fianco.
Flash Art Ungheria, una nuova straordinaria avventura editoriale. Perché dove c'è arte c'è Flash Art.
Nella foto, la redazione di Flash Art a Budapest.
Art Diary Italia 2012
E già che ci siamo, ritirate anche la vostrra copia di Arte Diary, rinnovato nella forma e nella sostanza: un design minimale per un formato supertascabile.
Abbonati a Flash Art Italia!
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giovedì 2 febbraio 2012
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newsletter 1.02.2012
Venice Former Flash Art US Editor, Massimiliano Gioni, Appointed Curator of the 55th Venice Biennale
Curator and art critic, Massimiliano Gioni (b.1973) has been appointed the Artistic Director of the 55th Venice Biennale. He was curator of “La Zona'' for the 2003 Venice Biennale, co-curator of the Berlin Biennial and Manifesta 5 in 2005, curator of the Gwangju Biennial...
The shortlist for the fifth biannual Artes Mundi prize has been announced. The UK’s biggest art prize (Latin for "art of the world"), which awards artists with socially engaged practice was chosen by two appointed selectors: Anders Kreuger, curator at Museum vant in Antwerp...
Takashi Murakami’s film “Jellyfish Eyes” has begun production
Takashi Murakami, most famously known for his solo exhibition at the Chateau De Versailles and collaboration with Louis Vuitton, is now in production mode for his first film. A work of fantasy by Takashi Murakami, over ten years in the making.
Flash Art November - December 1998 DESTE FOUNDATION: GLOBAL VISION Massimiliano Gioni
The Deste Foundation for Contemporary Art was created by international art collector Dakis Joannou in 1983. Since then the institution has been promoting exhibitions and symposia in Greece, Cyprus, and Geneva, bringing to Athens such highlights as “Cultural Geometry,” ...
Click here to read Gioni’s first ever Flash Art article.
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mercoledì 8 febbraio 2012
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Art Diary International 2012.2013
DEADLINE MARCH 31, 2011
What is Art Diary? Art Diary is a handy, pocket-sized volume of approximately 600 pages which collects up-to-date contact information for over 30,000 artists, critics, galleries, institutions, collectors, photographers, architects, designers, etc. Plus the addresses for all the art services you'll ever need (framing, transport, insurance, etc..).
Do you want to get in touch with the entire art world?
Make yourself visible with an online listing in Art Diary International 2011/2012 (releasing June 2011).
With the subscription fee (90 euros for Art Diary International 2011/2012) you will receive a complimentary subscription to Flash Art International and, with no additional fee, you will be visible in www.artdiaryinternational.com for one year.
Art Diary International is now available online: www.artdiaryinternational.com This way you will always have at your fingertips all the contact details and information that you need. If you work in the art world visit straight away www.artdiaryinternational.com and look up your name: if you are not there you can subscribe, insert your information and update it whenever you want. www.artdiaryinternational.com is the brand new website where you'll find all the addresses of the art world. To look up an address it's easy and intuitive. It does not require any subscription and it's completely free.
Be part of www.artdiaryinternational.com:click here Please visit our FlashArtGallery!
Besides that, if you are an artist, you will have your personal page at your disposal where you can upload images, text, shows and events.
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giovedì 9 febbraio 2012
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newsletter 8.02.2012
Qatar Takashi Murakami: “Ego”
For the first time ever, Takashi Murakami will stage a solo exhibition in the Middle East. “Murakami – Ego”, hosted by QMA – Qatar Museum Authority, a governmental organization whose goal is to develop museums and cultural institutions in Qatar
London Ai Weiwei, Herzog & de Meuron for the Serpentine
Four years after the great success of the Bird's Nest (the National Stadium launchedin Beijing during the Olympic Games), Ai Weiwei and architects Herzog & de Meuronare collaborating again.
The Solomon R. Guggenheim Foundation announced yesterday that the Deutsche Guggenheim, the exhibition space hosted in the Deutsche Bank in Berlin, will close at the end of 2012 after 15 years.
CALL IT “LITE happiness,” it’s the contradiction Takashi Murakami activates in his work. It’s not surprising that pleasure should be the method of delivery as Murakami’s exhaustion with history — political, cultural, and sexual...
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venerdì 10 febbraio 2012
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newsletter 9.02.2012
Qatar Murakami re del Medio Oriente
Il 9 Febbraio QMA - Qatar Museum Authority, l’organizzazione governativa che coordina e sviluppa l’attività museale in Qatar - presenterà “Murakami - Ego”, la prima personale di Takashi Murakami in Medio Oriente (aperta fino al 24 Giugno). news
Londra Infinitamente Kusama
Ossessività e desiderio. Due parole per descrivere ciò che sarà visibile alla Tate Modern da oggi, giovedì 9 Febbraio, fino al 5 Giugno.
Raccontare un anno – il 2011 – con 89 oggetti. Questo è l’obiettivo di “Designs of the year 2012”, il premio istituito dal Design Museum di Londra che raccoglie i progetti più innovativi provenienti da tutto il mondo.
OFFERTA per l'inserimento su ART DIARY INTERNATIONAL 2012/201
INSERIMENTO IN ART DIARY INTERNATIONAL 2012/2013 + ABBONAMENTO A FLASH ART + UNA COPIA DI ART DIARY 2012/2013 a soli 75 euro (Inoltre se sei un'artista potrai crearti la tua pagina personale nella nostra Flash Art Gallery – CLICCA QUI PER VISITARE LA GALLERIA DEGLI ARTISTI)
OFFERTA VALIDA FINO AL 31 MARZO 201
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giovedì 22 marzo 2012
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14:09
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Conduits/Gea Politi ha il piacere di annunciare la prima personale dell’artista rumeno Robert Fekete (1987, Satu Mare, Romania).
Fekete appartiene alla nuova generazione di artisti che fanno parte dell’importante circuito di Cluj Napoca, Romania.
Durante il soggiorno romano ha continuato a indagare sulla pittura classica e moderna, riuscendo a trovare la possibilità di sperimentare nuove prospettive compositive, combinando le varie informazioni raccolte.
Nei suoi ultimi lavori, l’artista ha concentrato la propria attenzione su ciò che definisce un "falso romanticismo", partendo dall’osservazione di un’opera di Caspar David Friedrich, Il viandante sul mare di nebbia (1818), in cui il protagonista viene collocato, come in altri suoi quadri, nel mezzo di paesaggi spettacolari. Si potrebbe ipotizzare che Friedrich ha scelto questo tipo di composizione per suggerire che attraverso il confronto diretto con la bellezza e la potenza incontenibile della natura, la vita o la mente del soggetto in qualche modo possa migliorare.
La pittura di Robert Fekete si basa dunque sulla relazione fra l’individuo e lo spazio in cui l’uomo risiede. I suoi personaggi mostrano caratteri complessi, sembrano non possedere a volte la natura (The Distance, 2011) o il desiderio (The Patience, 2011); appaiono alienati. Il personaggio vestito in abiti invernali in The Distance guarda un grande pezzo di carta da parati come se cercasse di entrare in una foto, sulla quale proietta un’ombra che segna il limite fisico di questa possibilità, ma al tempo stesso contribuisce a creare un sottile gioco fra realtà, fotografia e pittura.
Nel suo nuovo corpus di opere create appositamente per la mostra, l’artista pone l’accento sulla serie di Edvard Munch “Anxiety”, dove ritrova un dialogo costante fra i personaggi in primo piano e quelli sullo sfondo. L’artista si focalizza ancora una volta sulla distanza che si crea tra l’uomo e la natura, tra l’uomo e determinate situazioni, e tra il desiderio e la possibilità.
Robert Fekete vive e lavora fra Roma e Cluj Napoca. Fa attualmente parte del programma di residenze “Vasile Parvan” presso l’Accademia di Romania a Roma.
Ha esposto alla V Biennale di Praga, nella collettiva “Bad Industry”, presso Mihai Nicodim Gallery, Los Angeles, nel 2011; e nel 2010 al Rumänische KünstlerInnen, Bolzano.
A gennaio del 2014 sarà presente con una personale al MAC Birmingham in Inghilterra.
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sabato 24 marzo 2012
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12:46
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Art Diary International 2012.2013
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sabato 31 marzo 2012
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Art Diary International 2012.2013
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martedì 10 aprile 2012
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newsletter 6.04.2012
New York Artist documentaries are all the rage
If last year's Banksy film, "Exit through the Gift Shop", was anything to go by, it seems that artist documentaries are having their moment. Artinfo reports that, "more documentary films devoted to the lives of artists are being released ... news
London 4 million euro Easter
Next summer Easter might come back for someone. Christie’s has announced that on June 27, Baroque Egg with Bow (Blue / Turquoise), a giant egg (199 x 195 x 163 cm) made of stainless steel created...
Along with Koons’ phantasmagorical egg, Christie's presents a work described by the press release as “the most important Yves Klein ever offered at auction.”
Art Diary International 2012.2013 DEADLINE APRIL 30, 2012
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martedì 17 aprile 2012
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newsletter 16.04.2012
Guggenheim embarks on global art initiative
In an attempt to challenge the Western-centric view of art history, the Guggenheim foundation has launched a five year program where international curators from South-East Asia, Latin America... news
Russia Moscow contemporary art galleries to shut down
Although Russia has a powerful presence in the contemporary art scene abroad, things are different at home...
INTERVIEWING URS FISCHER isn’t easy. Not because he hasn’t got a lot to say forhimself, but because he’s always on the move. Urs Fischer divides his time betweenZürich (where he was born in 1973), Berlin, and Los Angeles.
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venerdì 4 maggio 2012
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MAY JUNE 2012
Flash Art International 284 features two covers: Takashi Murakami and Jacob Kassay.
News Section:Lucy Reesintroduces us to the inaugural exhibition and program of the Museum of Contemporary Art (MCA) in Sydney, on the occasion of its reopening in March, 2012. Lucy Rees extends her Australia overview to the Museum of Old and New Art (MONA), in Tasmania.
Flash Art International’s editorial team interviews White Cube Hong Kong’s director Graham Steele about the recent opening of the gallery’s Asian branch. Umberta Genta interviews Manifesta 9 curator and co-curators, discussing the theme of this edition, “The Deep of The Modern,” as well as the choice of location. Wendy Vogel provides an insight to the second NewMuseum’s Triennial, “The Ungovernables,” byanalyzing the political and aesthetic orientationof theexhibition. Lucy Rees interviews Anne Barlow, curator of the Bucharest Biennale 5, “Tactics for the Here and Now.” Adam O’Reilly talks to Garry Neill Kennedy about his latest book, The LastArtCollege, 1968-1978, which details the history of the legendary Nova Scotia College of Art and its influence on conceptual art.
Columns:
In the Gallerist’s Page, Donatien Grau interviews Seth Sieglaub about the beginning of his gallerist career in the ’60s and the evolution of his practice. In the Curator’s Space, Sam Bardaouil takes Iranian art of the Safavid Empire as a starting point to debate on the challenges and provocations offered by art throughout history. Flash Art International also features Asian Insider, a column on the Asian art market by Patricia Chen, who, in this issue, focuses on Hong Kong and Singapore.
Book Reviews:
Ver Sacrum: The Death of The Audience, by Nicola Trezzi; Trembling Bodies, by Lucy Rees; Francesca Woodman, by Umberta Genta.
Features:
Flash Art Editor at Large Gea Politi interviews Palais de Tokyo President, Jean de Loisy, on the occasion of the reopening of the Palais on April 2012.
Alexander Ferrando talks to Toronto-based collector Ydessa Hendeles about her “curatorial compositions” and the Ydessa Hendeles Art Foundation.
On the occasion of his major exhibition “Murakami-Ego” at the Al Riwaq Exhibition Hall, Doha, Qatar, Japanese artist Takashi Murakami is interviewed by the exhibition curator and 2013 Venice Biennale artistic director Massimiliano Gioni.
American artist Jacob Kassay is interviewed by Matthew Lyons about his background in Buffalo, his relationship to music and his exhibition at the Power Station in Dallas.
In a conversation moderated by Getty curator Glenn Phillips and Flash Art Los Angeles editor Patrick Steffen, Judy Chicago and Eleanor Antin talk about their arrival in California in the ’60s, the early days of Feminism, and Pacific Standard Time.
Los Angeles-based artist Tomory Dodge speaks to his fellow artist Brett Cody Rogers about his recent body of work, his childhood and abstract painting.
Kunsthalle Winterthur director Oliver Kielmayer presents a selection of works by Phil Collins, Adrian Paci, Ferhat özgür, Irina Botea, Köken Ergun and Mircea Nicolae under the title “We are beautiful.”
Flash Art International May-June issue features the second iteration of its supplement Flash Art Asia:
Introducing the supplement is a Survey edited by Giancarlo Politi and Lucy Rees involving professionals based in the region.
In an essay written by Beijing-based art critic Edward Sanderson,Flash Art International introduces the practice of Chinese artist Liu Ding.
Iona Whittaker explores Chinese artist Liu Wei’s practice in an essay focused on the artist’s most recent works.
Lucy Rees talks to Indonesian artist Gede Mahendra Yasa about his work in relationship to the legacy of painting.
Israeli curator and filmmaker Joshua Simon and artist Ohad Meromi speak about Meromi’s notion sculptures and much more.
Using the term Hallyu as a starting point, editor II-Joo presents the modus operandi of Seven Korean artists:YeonDoo Jung, U-Ram Choe, YongBaek Lee ,KiBong Rhee,Heung-Woo Shin, Lee Se-Hyun and Park Min Joon.
This issue Brand New section includes Jeremy Shaw by Klaus Biesenbach and George Henry Longly by Wendy Vogel, and the Spotlight exhibitions are “The Collectors show: Kimera. Asian contemporary art from private collections,” at the SingaporeArt Museum, and “Elad Lassry (Presence 2005) ” at the Hayworth Theatre, Los Angeles.
The review section includes:
Interiors, Birgit Brenner, Albert Oehlen, My Barbarian, Glenn Kaino, Gabriel Kuri, Toby Ziegler, Thomas Eggerer, Boris Mikhailov, Yayoi Kusama, Combine Reality: Eli Cortiñas and Katharina Jahnke, Monica Bonvicini, Philippe Mayaux, Lucio Fontana, Pierre Vadi, Dan Graham, Atelier Van Lieshout, Ai Weiwei, Ali Kazma, Aernout Mik, Karl Holmqvist, Kwan Sheung Chi, Apichatpong Weerasethakul, Pushpamala N.
Subscription for 6 issues of Flash Art International
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You may write a short message sending your best wishes to a friend or relative who will receive six issues of the most up-to-date and extensive coverage of global contemporary art.
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Introduce your story to the world.
You're invited to join the 3rd annual Self 2012 competition, a juried, open call for art and photography with the goal of launching the story of one artist on the world stage. Share your work today for a chance to earn $25,000 in prizes, including a $10,000 grant, a New York City gallery exhibition and a Printed Spread in Flash Art Magazine.
In each work you create lies a story of who you are as an artist. We're looking for a special talent to bring to the forefront of the art world. Whether your work reveals an aspect of your personality, expresses your point of view, addresses a personal journey, and/or explores your unique identity, each artwork you create carries a part of your story. This is about you. Learn more >>
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venerdì 11 maggio 2012
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newsletter 8.05.2012
New York Impossible conversations at the Met
“Schiaparelli and Prada: Impossible Conversations,” opens at the Metropolitan Museum’s Costume Institute on May 10 which explores the striking affinities between Elsa Schiaparelli and Miuccia Prada, two Italian designers from different eras. news
Kassel Documenta 13 almost unveiled
Casually (or not?), politics and economics seem to be the recurrent themes of the year among art related events. dOCUMENTA artistic director Carolyn Christov-Barkagiev has announced that the concept behind the 13th edition will revolve around criticism towards capitalism.
Shenzhen (China) Shenzhen Sculpture Biennale is starting
The 7th edition of the Shenzhen Biennial opens on May 12. Curated by Liu Ding, Carol Yinghua Lu and Su Wei, the biennial will be divided into three large exhibitions: "Unexpected Encounters," which takes into account artistic practices in China since 1989...
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lunedì 21 maggio 2012
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Flash Art non raddoppia, quadruplica
Ed è sempre di più la prima rivista d'arte in Europa
Come tutti i nostri lettori sanno, da sempre esistono due edizioni di Flash Art: Flash Art Italia, con ampia e capillare diffusione soprattutto in Italia e Flash Art International, con una forte diffusione in Europa, USA e tutto il resto del mondo.
Da cinque anni vive e prospera Flash Art Edizione Ceca e Slovacca, che in poco tempo si è affermata come rivista leader nazionale nella Repubblica Ceca e Slovacca.
Risale invece ai primi mesi di quest'anno la nascita di un'altra fortunata edizione nazionale, Flash Art Ungheria, la cui apparizione è stata salutata con entusiasmo nel paese, diventando dopo solo due numeri, il vero riferimento dell'arte di oggi.
Flash Art International invece tre volte l'anno pubblica il supplemento Flash Art Asia, in attesa di farne a breve una pubblicazione autonoma. Mentre Flash Art Italia ospita Flash Art Design, un vero riferimento al design internazionale oggi.
Con grande orgoglio dunque possiamo affermare che Flash Art è sempre di più la prima rivista d'arte in Europa e una delle più diffuse nel mondo. Il vero riferimento dei collezionisti nazionali e internazionali più attenti e sofisticati.
Ecco, Flash Art risponde alla crisi e al momento delicato della editoria d'arte in genere, attraverso un lavoro quasi sotterraneo, intenso e faticoso, di tutto il nostro staff di Milano e la collaborazione assidua e generosa delle nostre redazioni di New York, Los Angeles e Mumbai, India.
Un grazie ai tantissimi nostri lettori (artisti, galleristi, collezionisti, appassionati d'arte), sempre in crescita in Italia e in ogni paese del mondo, che ci seguono, ci sostengono e ci collezionano da sempre. Perché Flash Art nel tempo è diventato un riferimento culturale indispensabile per chi segue l'arte di oggi.
Un grazie di cuore dunque ai nostri lettori, i nostri veri sostenitori e soli sponsor delle nostre iniziative e delle nostre idee. A loro promettiamo e assicuriamo che troveranno in Flash Art, sempre di più, il meglio possibile delle scelte e dei testi.
Flash Art è una pubblicazione mensile. Abbonati online – clicca qui! 10 numeri di Flash Art Italia a soli € 50.00 Regala Flash Art ad un amico! – clicca qui!
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mercoledì 18 luglio 2012
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Flash Art International 285 July - August - September 2012
Flash Art International 285 features three covers: Yayoi Kusama, Ali Banisadr and Alejandro Jodorowsky.
News Section:
The six co-artistic directors of the 9th Gwangju Biennale (Carol Yinghua Lu, Sungjung Kim, Mami Kataoka, Wassan Al-Khudhairi, Nancy Adajania and Alia Swastika) respond and reflect on their six sub themes, revealing their working relationship. Hans Ulrich Obrist speaks about his current publication "The Future Will Be...China Edition" Eliza Williams highlights the program of the 2012 London Festival, the major cultural festival during the Olympic period. Fabio Cavallucci reviews the 7th Berlin Biennale “Forget Fear”, revealing its political and revolutionary stance. Umberta Genta chats to Alain Seban, President of the Centre Pompidou, Paris about the plans to build a museum model for the 21st century, and use of overseas facilities to act as hosts for the display of their collection. Flash Art LA editor, Patrick Steffen, speaks to Marc-Olivier Wahler about the upcoming November exhibition “Lost in LA” at the Los Angeles Municipal Art Gallery and about his project Chalet Society in Paris. Lucy Rees and Wendy Vogel interview the two artistic directors of the 18th Biennale of Sydney — Gerald McMaster and Catherine de Zegher — about inclusionary practices and collaboration in their curatorial premise “All our Relations.” Umberta Genta reviews the Saatchi Gallery photography exhibition “Out of Focus” and questions this current period of photography. Catherine Wood, program curator of the new Tanks at the Tate, speaks to Lucy Rees about the changes of performance and interdisciplinary art over the last decade, the highlights, and more. Jade Niklai reviews this year’s Havana Biennale and questions its future relevance. Florencia Malbran chats to Ximena Caminos, Director of the recently opened Faena Arts Centre in Beunos Aires about the upcoming program and aims to create new lines of communication between the international and Argentinean art scenes.
Columns:
In the column Asian Insider, Patricia Chen questions the Guggenheim’s South and South East Asia initiative, as part of the UBS Map Global Initiative.
In the Gallerist’s Page, Donatien Grau speaks to Michael Werner about the founding of his gallery. In the Collector’s Column, contemporary art advisor Michael Frahm discusses Art HK 12’s highlights.
Features:
The issue opens with a review on Carolyn Christov-Bakargiev's dOCUMENTA (13) by Michele Robecchi.
In a survey entitled "What Art Will Be" Flash Art editors Giancarlo Politi and Helena Kontova ask a group of top gallery owners about their upcoming program.
Chilean filmmaker Alejandro Jodorowsky is interviewed by MoMA PS1 director and MoMa Chief Curator at Large, Klaus Biesenbach.
Reuben Keehan, Curator of Contemporary Asian Art at GoMa in Brisbane, Australia explores Yayoi Kusama's sixty-plus years of art making and how her moment has finally arrived.
Flash Art US Editor Nicola Trezzi introduces the practice of Tehran-born New York-based artist Ali Banisadr.
Together with Marius Bercea, Zsolt Bodoni, Daniel Pitín and Kon Trubkovich, Ali Banisdar is the subject of an essay, which is written by London-based curator Jane Neal and focuses on the connection between contemporary painting and archeology.
Attempting to uncover the practice of the legendary Bas Jan Ader, Flash Art invites Patrick Steffen, the late artist’s dealer Patrick Painter, Turkish artist Ahmet Ögüt and Nicola Trezzi to contribute.
Part of a series of conversations between artists who share interests through their practice, Sarah Charlesworth and Sara VanDerBeek develop thoughts and ideas about their work in relationship to the medium of photography.
Romanian artist Ciprian Muresanshares his interest in the history of cinema with FRAC Champagne-Ardenne director Florence Derieux.
This issue’s Brand New section includes an interview with Michael Dean by Donatien Grau and an interview with Vlatka Horvat by Agnieszka Gratza. The Spotlight section includes a text by Helena Kontova on Urs Fisher's exhibition, “Madame Fissher,” at Palazzo Grassi in Venice.
The reviews section includes:
Tauba Auerbach; Lucian Freud; Pier Paolo Calzolari; Liam Gillick; Karl Haendel; Rachel Foullon; Lance Wakeling; Sara VanDerBeek; Juan Muñoz; Meuser; The Big Inexplicable Paravent Illusion; Lux Perpetua; Group Show; Matt Mullican; Amy O’Neill; Ricardo Brey/Jimmie Durham; Thomas Feuerstein; Matias Faldbakken; Margrét H. Blöndal & Silvia Bächli; Jeremy Deller; Yves Gianikian, Angela Ricci Lucchi/Hans Peter Feldmann; Pure Perception; Erlea Maneros Zabala; Pooya Razi.
For the Indesign section, art dealer Daniele Balice interviews Kenzo’s newly appointed creative directors, Humberto Leon and Carol Lim.
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venerdì 14 settembre 2012
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CORSO GRATUITO "CONTEMPORARY ART ADVISOR"
ISCRIZIONI POSSIBILI FINO AL 21 SETTEMBRE 2012 !!!
La nascita di nuovi prodotti finanziari quali gli Art Funds e la presenza sempre più elevata di investitori che cercano di sfruttare il più possibile il maggior valore legato all’artista del momento, testimoniano quanto e come si sia sviluppato il mercato dell’arte nel mondo moderno; l’arte è oggi legata indissolubilmente al business quindi considerata come una nuova possibilità per conseguire ad un capitale. Inutile sottolineare quanto tale mercato sia articolato, complesso e mutevole visto che oggi si esprime attraverso tanti media (pittura, scultura, video istallazioni, performance, ecc). Il Contemporary Art Advisor è un consulente d’arte a tutti gli effetti. Questi segue l’investitore sia prima dell’acquisto, per informarlo, consigliarlo e tutelarlo da incauti acquisti, sia in seguito, per far crescere il valore dell’investimento ed agevolarne la gestione. Inoltre è pratico nelle consulenze di carattere legale, assicurativo, ed è in grado di fornire indicazioni circa le modalità di conservazione e di trasporto dei dipinti. L’advisor si occupa della ricerca delle opere, partecipa alle principali mostre ed interviene anche alle sessioni d’asta per nome e per conto del cliente, cui spetta il diritto di rimanere nell’anonimato. L’obiettivo della proposta formativa è quello di creare un profilo professionale spendibile presso istituzioni culturali, musei, fondazioni, gallerie d’arte, case d’aste, fiere, banche e associazioni che investono in progetti culturali.
Cescot Veneto, ente di Formazione della Confesercenti Regionale, organizza il corso gratuito rivolto a Disoccupati/inoccupati laureati CONTEMPORARY ART ADVISOR,attraverso il Catalogo Interregionale dell’Alta Formazione.
Per saperne di più entra nel sito www.cescotveneto.it troverai il programma dettagliato e soprattutto le modalità per richiedere ilvoucher e partecipare gratuitamente al corso.
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martedì 30 ottobre 2012
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giovedì 24 gennaio 2013
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Flash Art is pleased to announce its presence at the Art Los Angeles Contemporary, opening on January 24th, 2013.
Art Los Angeles Contemporary, now in its fourth year, is the International Contemporary Art fair of the West Coast. ALAC returns to the Barker Hangar in Santa Monica, a known arts venue with 40,000 square feet of exhibition space and soaring 40 foot ceilings. The fair presents 70 top international blue chip and emerging galleries from around the world, with a strong focus on Los Angeles galleries.
In addition, the fair hosts a comprehensive programming series, including world class artist talks, museum curator led panel discussions, and film screening and performance series.
Come visit us at ALAC and get a copy of our issue # 288 (Jan - Feb). This issue is dedicated to Los Angeles and its figures (Llyn Foulkes, Charles Ray, Allan Sekula, Night Gallery, Young Projects, Melodie Mousset, Daniel Joseph Martinez …).
This year, Flash Art is one of the main media partners of the fair, we wish all participants a great success and all the best!
Art Los Angeles - Jan 24 - 27 2013
Location:
The Barker Hangar 3021 Airport Avenue Santa Monica, CA 90405
Opening Night
Thursday, January 24, 7–9pm
Public Fair Hours
Friday, January 25, 11am–7pm Saturday, January 26, 11am–7pm Sunday, January 27, 11am–6pm
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lunedì 4 febbraio 2013
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54 Prestigiose gallerie presentano 47 mostre personali e 19 progetti curatoriali
Cari amici, vi aspettiamo nei giorni 8 – 9 –10 febbraio a Flash Art Event, la nuovissima fiera d'arte che si terrà a Palazzo del Ghiaccio, via Piranesi 14, Milano.
Annarumma, Area\B, Artforkids, Artra, Beo Project, Boccanera, Giovanni Bonelli, Ca’di Fra’, Cannaviello, Cart, Contini, Continua, Culture Hotel, Curti/Gambuzzi, Massimo De Carlo, Edicola Notte, Paolo Erbetta, FaMa,Santo Ficara, Frittelli, In Arco, Interno 18, Invernizzi, Jerome Zodo, Studio Maffei, Manzoni, Studio Marconi ’65, Primo Marella, Melesi, Massimo Minini, Pio Monti, Museo Laboratorio, Opere Scelte, Oredaria, Otto Zoo, PACK, Giuseppe Pero, Poggiali e Forconi, Claudio Poleschi, PrimoPiano, RAM, Rizziero, Rizzutoarte, RUFA, Lia Rumma, Sperone, Christian Stein, Ermanno Tedeschi, The Promenade Gallery, Luca Tommasi, Villa Contemporanea, Visualcontainer, Workshop, z2o | Sara Zanin
Flash Art Event MILANO Palazzo del Ghiaccio via Piranesi 14
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giovedì 21 febbraio 2013
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Laughing Hole,
a performance by La Ribot
Saturday, March 2, 2013
LACMA Los Angeles
BCAM, Level 3 | 12–6 pm | Free, no reservations
5905 Wilshire Blvd. Los Angeles CA 90036
Spanish artist and choreographer La Ribot has gathered elements from dance, avant-garde theater and performance art to create a controlled situation where language and expression are dislodged. In Laughing Hole, a large number of cardboard signs carpet the floor of the gallery where three women amble in continuous laughter using the signs to interact with the audience. As the performance unfolds, the laughter turns into an ambiguous sound undistinguishable from weeping, and the walls of the gallery space are covered with language, enveloping audience and performers alike.
In this six hour performance, the audience is invited to drop in at any point and remain in the gallery space for as long as they wish.
La Ribot – US tour (February–March, 2013) is an initiative of Flash Art International Los Angeles Editorial Desk, In>Time Performance, Chicago; LACMA. La Ribot’s U.S. tour is supported by Fluxum Foundation–Cynthia Odier, Geneva; the City of Chicago, Department of Cultural Affairs and Special Events; the Swiss Benevolent Society of Chicago; Swissnex, San Francisco; and Acción Cultural Española, Madrid. In collaboration with the Consulate General of Switzerland, Chicago, and the Consulate General of Switzerland, Los Angeles.
For more information, contact
patrick@flashartonline.com
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martedì 21 maggio 2013
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COVER LOT 565 - Antony Gormley (1950),Gut V, 2002. Steel (mild steel blocks mm 25 x 25 x 50 and mm 25 x 25 x 25) cm 152x51x72. Estimate: Euro 200.000/300.000
LOT 555 - Mimmo Paladino (1948) Untitled, 1997. oil on canvas, cm 200x300.Estimate: euro 100.000/150.000
Wednesday, May 22, 2013 at 6:15 pm, about 270 lots of Modern and Contemporary Art will be auctioned in Napoli at Blindarte.
All artworks in this auction have been executed from the beginning of the XXth century to our days, the great part of which coming from two prestigious private collections, one from Naples and one from Milan. Among these, the remarkable museum sculpture "GUT V" by the British artist, Antony Gormley. The sculpture, executed in 2002, is one of the several pieces that were made in response to the artist's visit to Pompeii, made within a mould taken from the artists' own body. It is an attempt by Gormley to make the digitalisation of the body physical by making a unitary cuboid structure out of solid pixels, 25 x 25 x 25 mm and 25 x 25 x 50 mm blocks. This artwork is estimated 200.000/300.000 Euros. Another prominent painting by the Transavantgarde artist, Mimmo Paladino. This artwork, imposing not just in its dimension (cm 200x300) but also in the high quality of its manufacture, shows stratified "landscapes" of colours, highly tactile, filled with figures that appear both sketched and well-defined. Images that remind an arcane and primitive universe where the shapes are delineated through elegant and simplified marks. This artwork, dated 1997, is estimated 100.000/150.000 Euros. Also two representative artworks by Yayoi Kusama, Dress A and Dress D, both executed in 1996, with their bright colours and vibrant dots. Each estimated 30.000/40.000 Euros. Also a rare, very wide (cm 238x152 with a gilded wooden frame) watercolour by Luigi Ontani will be auctioned, playfully titled "fruits and putti and dots", executed in 1987. The artwork is imposing and estimated 22.000/28.000 Euros. A remarkable set of prints by Andy Warhol all coming from the Gallery of Lucio Amelio in Naples. Two Marilyn dated 1967 (a "Black" Marilyn - estimated 35.000/55.000 Euros - and a "Green" Marilyn - estimated 50.000/70.000 Euros, a Liz Taylor dated 1964 estimated 25.000/30.000 Euros - these three artworks belong all to the important collection of Graziella and Eugenio Lonardi Buontempo, Naples - Rome - and a portrait of Mao - estimated 20.000/30.000 Euros- also bought at the Gallery of Lucio Amelio. Furthermore the "video" Sara walking naked by Julian Opie, executed in 2003, will be auctioned with the computer film, LCD and PC - estimate 20.000/25.000 Euros - and more works by Jason Martin, Lisa Ruyter, Sislej Xhafa, Victor Man, Shirin Neshat, Spencer Tunick, Andres Serrano, Julio Larraz, Dubossarsky & Vinogradov, Dale Frank, Sol LeWitt, Richard Long, Ross Bleckner, Shozo Shimamoto, Hermann Nitsch, Wolf Vostell, Al Hansen. Other works by Italian artists like Mimmo Rotella, Piero Gilardi, Mario Schifano, Carla Accardi, Giulio Turcato, Sandro Chia, Turi Simeti, Mario Nigro, Pino Pinelli, Domenico Bianchi, e Sergio Fermariello. More works by Chinese artists like Jiang Zhi, Weng Fen, Huang Yan. You will also have the opportunity of finding artworks by the most interesting emerging artists, usually hard to find into auctions.
The exhibition of the lots will be open every day continuously from 10 to 19 at Blindarte - Via Caio Duilio 10, 80125 Naples - info +39 081 2395261
May 22 2013 auctions calendar:
May 22 2013, at 4.00 pm - XIX - XX century art, important old masters paitings
May 22 2013, at 6.15 pm - Auction of modern and contemporary art
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venerdì 26 luglio 2013
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The 6th edition of the Prague Biennale continues until September 15, 2013
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martedì 10 settembre 2013
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Flash Art & Station to Station
Since September 6th, Flash Art joined Station to Station, a project conceived by Doug Aitken. The magazine is on board the train crossing the US through September 28th. Our editors and special guests are documenting every pivotal moment of the expedition, from East coast to West coast. Follow us on Facebook, twitter, instagram and flashartonline.com every day for more exciting details!
Subscribe to our newsletter and receive everyday reports. Join the journey!
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giovedì 12 settembre 2013
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08:54
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lunedì 23 settembre 2013
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Flash Art cerca due stagiste/i per la propria redazione
Flash Art cerca due stagiste/i da inserire gradualmente nel proprio organico redazionale. Uno dei due stagisti dovrà collaborare con Flash Art International (inglese non solo perfetto ma quasi madrelingua).
I candidati dovranno possedere i seguenti requisiti.
- Ottima conoscenza dell'arte di oggi (non ci interessano la laurea magistralis o master ma le esperienze sul campo dell'arte: dunque lavoro presso gallerie propositive, riviste specializzate, siti on line). E per arte di oggi intendiamo l'arte di cui si occupa Flash Art, non solo arte moderna o contemporanea. E possibilmente conoscenza delle piu' importanti gallerie propositive italiane e straniere.
- Buona conoscenza dei programmi di computer. Possibilmente padronanza del programma InDesign. Intuitivita' nell'uso del computer e dei social network.
- Perfetta conoscenza della lingua inglese. Meglio se madrelingua.
- Residenza o domicilio a Milano o interland.
- Attitudine alla scrittura, con spiccata capacità alla lettura e correzione di testi critici.
- Capacità di confronto e di lavoro in gruppo.
- Inizialmente per i primi mesi verrà offerto un rimborso spese adeguato che verrà specificato ai candidati selezionati per il colloquio.
- Il candidato che si occuperà di Flash Art international, se adeguato, potrà essere inviato, per una esperienza di alcuni mesi, nella nostra sede di New York.
Inviare Curriculum ad entrambi i sottostanti indirizzi:
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mercoledì 16 ottobre 2013
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18:53
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Ora anche Flash Art Italia, dopo Flash Art International, esce in una nuova, aggressiva impostazione grafica, già apprezzata in tutto il mondo.
Flash Art non smette mai di rinnovarsi per guardare il futuro. Dopo la edizione internazionale, in lingua inglese, ora anche Flash Art Italia esce in una veste nuovissima e con una grafica propositiva, che grazie a Flash Art international, in avanscoperta, è già stata apprezzata in tutto il mondo.
Ma Flash Art Italia (come Flash Art International) non rinnova solo la grafica, ma aggiorna anche i contenuti, attraverso nuovi collaboratori che da ogni parte del mondo cercano di offrire ai nostri lettori il meglio della nuova creatività e delle proposte più curiose dall'universo dell'arte.
Non perdete il nuovo numero di Flash Art già in edicola!
In primo piano: l’artista italo albanese Adrian Paci che si confida con Alessandra Galletta; Andrea Viliani intervista Allora & Calzadilla; Massimiliano Gioni ci propone Urs Fisher. Mentre Massimo Minini ci introduce agli aspetti segreti di Nicholas Longsdail, padre della Lisson e di Anish Kapoor.
Paola Pivi si racconta a Maurizio Cattelan e Massimo Pulini ci aiuta a (ri)scoprire il grande Antonello (da Messina).
Quali sono gli artisti più promettenti del momento? Lo scoprirete con la rubrica Brand New.
Ma Flash Art non finisce qui: tantissime news, recensioni, rubriche e le immancabili Lettere al Direttore.
Flash Art Design
Sempre più ricca la sezione Design, con focus sul lavoro di Matali Crasset, Jon Stam, Nigel Coates e tanto, tanto altro.
E attenzione, attenzione, la Storia dell'Arte scritta, illustrata e diretta da Marcello Jori
Ma Flash Art è anche attento alle peculiarità della cultura pop: e propone un'opera entusiasmante, la Storia dell'Arte scritta, illustrata e diretta da Marcello Jori, con sei pagine di tavole affascinanti (e da ora in ogni numero) dal Bing Bang a Cattelan, nate dalla immaginazione fervida di un artista. Una chicca unica e divertentissima.
Buona lettura, dunque! E fateci conoscere il vostro punto di vista, su questo numero, sulla grafica e sui contenuti. Per essere sempre più vicini a voi.
FLASH ART CERCA UN GIOVANE GRAPHIC DESIGNER COME COLLABORATORE ESTERNO
Flash Art is looking for junior graphic designer experienced in editorial and web design. We are looking for a sharp, creative candidate able to resolve problems, that learns quickly and can work to deadlines.
Requisiti: - IOS operating system
- Excellent knowledge of Indesign, Photoshop
- Knows fundaments of composition and photo editing
- Good knowledge of English language is well welcomed
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sabato 19 ottobre 2013
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13:18
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Oscar Murrillo performing today, Saturday October 19th.
Photo credit: Gea Politi
Flash Art
Booth M8, magazine section
Frieze art fair, Regent's Park, Outer Circle.
This month Flash Art-cover-artist Oscar Murrillo, will be performing at the booth M8 today from 1pm to 2pm.
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giovedì 23 gennaio 2014
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Flash Art e Art Diary, freschissimi di stampa, vi aspettano, come sempre, dal 1974 sino ad oggi, ad ArteFiera Bologna. Dal 24 al 27 di gennaio.
Cari amici vicini e lontani,
è arrivato il consueto felice appuntamento di fine gennaio con l'ArteFiera di Bologna: appuntamento a cui, come molti di voi, siamo presenti sin dalla sua nascita, nel 1974. E in quella prima edizione, organizzata faticosamente dal mitico Maurizio Mazzotti, noi fummo, insieme allo Studio La Città, addirittura i primissimi testimoni. L'Arte Fiera di Bologna si formalizzò in una edizione della fiera di Basilea, nei primi anni '70, in cui ci trovammo a cena io, Maurizio Mazzotti e Helene Sutton. Il Mazzotti, allora un funzionario della Fiera di Bologna in visita a Basilea, accettò la provocazione mia e di Helene di sfidare Basilea. E la provocazione andò a buon fine, perché Arte Fiera, con le dovute proporzioni, in un certo senso è stata la Basilea italiana. E ora, anche in tempi non facili, resta, dal punto di vista delle vendite, la prima fiera d'arte italiana, come Basilea è la prima in Europa. E noi, come sempre in questi ultimi 40 anni, saremo lì ad attendervi, per un saluto, un sorriso, una stretta di mano.....per incoraggiare voi e noi. Giancarlo Politi
Con il nuovissimo Flash Art dedicato in buona parte a Pier Paolo Calzolari, un protagonista autorevole dell’Arte Povera, che si racconta in due interviste a Giancarlo Politi/Helena Kontova e Marcello Maloberti.
Cosa è cambiato nell’arte dagli anni Sessanta a oggi? È vero che il poeta e il musicista solista sono il punto estremo e più libero dell’arte? A cosa pensiamo quando diciamo performance? Lavinia Filippi incontra Rashid Rana, l’artista pakistano che gioca con le immagini.
Dalla pittura alle nuove tecnologie il passo è stato breve per questo artista che, dagli Stati Uniti, è ritornato nel suo paese per raccontare il Pakistan, senza filtri
Paola Nicolin ci conduce alla scoperta del lavoro di John Akomfrah, tra i pionieri dei Cultural Studies., tra contaminazione e memoria, storia e identità, alla ricerca di una narrazione infinita.
Benedetta Di Loreto racconta l’opera di Clemens von Wedermeyer. Partendo dal lavoro esposto al MAXXI di Roma, The Cast, che ha per oggetto il tema della disoccupazione e della cristi culturale, vengono analizzati plot, documenti e dispositivi alla base del suo lavoro.
Vincenzo Latronico ripercorre con la memoria il lavoro di Alek O. e cerca di riscrivere il testo pubblicato nel 2010 da Flash Art: il risultato è un’opera di specchi (questo ricordo di te).
E ancora tante news, recensioni, recenews, le immancabili Lettere al Direttore e le rubriche: un occhio rapace alla Storia con Raffaello raccontato da Giulio Gorello e alla storia dell’Arte di Marcello Jori.
Non perdete la sezione Flash Art Design, sempre ricca di novità e contenuti.
In primo piano: Franco Grignani in un testo di Daniela Piscitelli; il design è politico? Marco Petroni cercherà di dare una risposta a questo quesito.
Ginevra Elkann incontra Ron Arad e Clara Tosi Pamphili ci introduce alla moda secondo Alessandro Di Cola.
Questo e molto, molto di più in Flash Art appena uscito e che dalla settimana prossima troverete anche in edicola. Ma in anteprima, come sempre, ad Arte Fiera di Bologna.
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